I gatti nella storia dell’arte

Introduzione al gatto nella storia dell’arte

Il gatto nell’arte: Il gatto, da sempre ha accompagnato con la sua silente e talvolta buffa presenza l’essere umano. Il suo mistero affascinò gli Egizi che lo consideravano sacro agli dei, in quanto, il maschio era associato al dio sole Osiride, mentre la gatta rappresentava Iside, la luna. La divinità che meglio la esprimeva era Bastet, una figura femminile con il capo di un gatto, molto spesso di colore nero, la ritenevano protettrice della casa, dell’amore, dagli spiriti maligni ma più semplicemente nella realtà il felino si fece ben volere per le sue capacità predatorie contro i ratti, i serpenti che infestavano le città. Numerosi i ritrovamenti di manufatti nelle piramidi di statue, geroglifici, incisioni e resti mummificati dei gatti. Il culto era molto sentito, tant’è che quando un gatto moriva in famiglia si osservava un periodo di lutto e si mummificava il corpo perché si pensava che potesse tornare in vita nell’aldilà e proteggere il defunto. Una mastodontica rappresentazione della divinazione felina è rappresentata dalla sfinge, posta a protezione delle piramidi. Una piccola curiosità riguarda la regina Cleopatra, durante il suo matrimonio con Giulio Cesare aveva accanto la sua gatta. Grazie ai numerosi scambi commerciali, i felini si diffusero in tutta Europa.

Il gatto nell'arte
Dea Bastet

Il gatto nell'arte
Sfinge

Il gatto nell’arte medioevale

Durante il medioevo, erano considerati come gli aiutanti delle streghe poiché nelle rappresentazioni simboliche artistiche significavano tradimento, cattiveria, magia oscura. Secondo una credenza, il diavolo giocava con l’anima dei peccatori come faceva il gatto con il topo. Come si nota in alcuni capoversi di scritture il gatto era disegnato come una creatura infida.

Il gatto nell'arte
manoscritto

Il gatto nell’arte orientale

In Oriente, il gatto, grazie al buddismo giocava un ruolo elitario perché erano considerati messaggeri celesti, fautori di buon auspicio, ma soprattutto depositari dell’energia che genera la vita. Proteggevano i manoscritti e le preziose stampe su seta dai roditori, si trovano nei boschi, nei templi, nei bagni termali statue di gatti. Il famoso “Neko” che muove la zampetta destra indica buona fortuna, prosperità alle attività pubbliche. Al giorno d’oggi i giapponesi amano tantissimo i gatti, tanto da dedicargli caffè tematici, poiché possedere un gatto è un lusso quindi gli amanti dei felini bevendo un thè o un caffè possono accarezzare e giocare con i gatti dei locali. Nella cultura pop il gatto spopola, attraverso i manga, i cartoni animati ricordate Doraemon il simpatico gattone blu o più semplicemente con le ragazze cosplayers (fenomeno di costume riconosciuto in tutto il mondo che consiste nell’interpretare personaggi di manga, giochi, cartoni ecc…).

Il gatto nell'arte
neko

Il gatto nell’arte dei videogiochi

Anche il mondo dei videogiochi ha dedicato un’attenzione particolare al gatto, rendendolo protagonista di una storia interattiva intitolata Stray. Un piccolo gatto rosso viene catapultato dalla sua realtà quotidiana fatta di scoperte, giochi insieme ai suoi fratelli felini in un mondo governato da cyborg, indossando uno speciale zainetto Stray, potrà affrontare la grande avventura per tornare a casa.

Gli Aristogatti

Altri gatti famosi nella storia dell’animazione sono gli “Aristogatti”. Creati dall’immaginazione di Walt Disney, che decise di trasportare sulla pellicola, la storia di una mamma gatta con i suoi piccoli micetti, ognuno con delle caratteristiche peculiari specifiche, vittime inconsapevoli di una cospirazione. Nel cuore della notte si ritrovano sperduti nella campagna francese ma grazie al pronto intervento del gattone rosso Romeo ritroveranno, non senza diverse peripezie la strada di casa! Una storia d’ amore reciproco tra animali e padroni.

Altri gatti

La pittrice francese Emile Vernon amava dipingere con la tecnica dell’acquerello, scene bucoliche e rurali, dall’atmosfera spesso gioiosa aventi per soggetti principali le donne e i bambini. Come in questa opera ” Bambina con gatto”, la piccola abbigliata con il tipico stile dell’ottocento inglese rurale, sorride stringendo a se il micetto esprimendo un sentimento di dolcezza e tenerezza coinvolgente nello spettatore.

“Le chat noir” era un locale di intrattenimento della Parigi del diciannovesimo secolo, nel quartieri degli artisti a Montmartre, vedeva tra i suoi clienti Picasso, Modigliani, Hemingway, Marcel Proust ambientò qui il suo libro Alla ricerca del tempo perduto. La locandina del locale, ormai divenuta simbolica, fu dipinta dall’artista Thèophile Alexandre Steinlen. Un gatto nero capeggia su uno sfondo giallo ocra con la scritta rossa. A quell’epoca si iniziava la pubblicità commissionata a grandi artisti. Successivamente fu ripresa anche da altri artisti di varie epoche e stili diversi per omaggiarla!

Il gatto nell'arte

In quel periodo di fervore artistico, il pittore Henry Matisse, innamorato del colore rosso, dipinge l’opera “Il gatto con pesciolini rossi” 1914, un olio su tela, una vera e propria esplosione cromatica che esprime tutto l’amore dell’artista nei confronti del suo gatto! Lo stile cromatico è tipico del Fauvismo.

Il gatto nell'arte
Il gatto con pesciolini rossi
Il gatto nell'arte
Matisse con il suo gatto
Il gatto nell'arte
Ragazza con gatto nero

Il gatto nell’arte In Italia

In Italia, il pittore dell’élite, Giovanni Boldini dipinse nel 1885, l’opera “Ragazza con gatto nero” un olio su tela. In tipico stile impressionista, Con energiche pennellate cariche di espressività il rame delle capigliatura della fanciulla spicca sullo sfondo rosso acceso, Il magnetismo dello sguardo felino riesce ad avere il giusto peso nella composizione. Un’opera elegante e raffinata, tipica dell’artista.

Il poeta Baudelaire, dedicò una poesia intitolata: “Il gatto”

Vieni sul mio cuore innamorato, mio bel gatto:
trattieni gli artigli della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi occhi belli
misti d’agata e metallo.

Come s’inebria di piacere la mia mano
palpando il tuo elettrico corpo
con le dita che tranquille ti accarezzano
la testa e il dorso elastico!

E penso alla mia donna, a quel suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
freddo e profondo che taglia e fende come freccia,

e a quell’aria, a quel profumo
che pericoloso fluttua sul suo corpo
dai piedi su fino alla testa!

Charles Baudelaire

Il fascino e la bellezza dei gatti resta immutato nel corso del tempo grazie alla sua inafferrabile natura, noi non possiamo fare altro che amarlo e… adorarlo! Vi aspetto per altre notizie e curiosità sul mondo dell’arte e non solo sul mio blog https://colorechepassione.blogspot.com/

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2 pensieri riguardo “I gatti nella storia dell’arte

  • Marzo 15, 2023 in 12:08 pm
    Permalink

    Bellissimo articolo. Amo molto i gatti e questo tuo racconto nella storia mi ha affascinato e so che renderà felici molti miei familiari e amici che amano questa creatura così affascinante. Condivido molto volentieri. Un abbraccio, Emanuela F.

    Rispondi
  • Marzo 16, 2023 in 9:51 am
    Permalink

    ciao carissima .articolo ,come al solito,interessante.Cipolla ringrazia.e ti fa miaooooooooo.un abbraccio

    Rispondi

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