10 curiosità su E. Schiele

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Egon Schiele

Egon Schiele nasce il 12 giugno 1890 a Tulln, vicino a Vienna, terzo di quattro figli del capostazione delle ferrovie regie. Fin da piccolo ha dimostrato un suo particolare interesse per il disegno.

La malattia mentale del padre e la sua prematura morte, a causa della sifilide, hanno determinato la formazione pittorica di Egon. Questo evento traumatico, accaduto quando Schiele aveva solo 15 anni, ha lasciato nell’animo del pittore un’impronta drammaticamente malinconica.

Lo zio-tutore Leopold Czinaczek, prende in carico la crescita di Egon e nel 1906, con il sostegno della madre e di un insegnante di disegno del liceo di Klosterneuburg, il ragazzo entra all’Accademia di Belle Arti di Vienna.

Nel 1907 incontra a Vienna  Gustav Klimt, una figura determinante e che sarà costantemente presente in tutta la breve esistenza di Egon. Abbandonata l’accademia, partecipa alle prime mostre e dal 1910 acquisisce un proprio stile collaborando con l’eccentrico scenografo Erwin Osen nella cittadina di Krumau.

A causa della convivenza con la modella Wally Neuzil è costretto a trasferirsi a Neulengbach dove diventa membro del circolo degli artisti. Sempre in quegli anni escono le prime pubblicazioni su Egon da parte dei critici d’arte.

Arrestato e incarcerato per pubblicazioni immorali, gli vengono sequestrati disegni erotici e, con l’aiuto di Klimt, l’accusa di violenza su minore viene ritirata. Riprende l’attività con disegni e mostre e nel 1914 conosce le sorelle Heims.

Nel 1915, dopo circa quattro anni lascia Wally e sposa Edith Harms: il matrimonio gli dona una intensa serenità capace di far mutare anche la sua ispirazione. Al ritorno della guerra partecipa con successo a numerose mostre.

Nel 1918, poco dopo aver esposto alla II mostra della Secessione Viennese, Egon e la moglie Edith si ammalano di febbre spagnola e il 28 ottobre dello stesso anno muore la moglie, incinta di sei mesi, e solo tre giorni dopo anche Egon. 

Qual è stata la sua prima passione?

Schiele era il figlio del capostazione di Tulln ed il nonno era stato uno dei pionieri nella costruzione delle ferrovie austriache. Così la sua infanzia si è sviluppata intorno alla ferrovia ed ai treni e da ragazzo passava buona parte della giornata a disegnare i convogli.

“Mio padre faceva il capostazione e quando andavo a trovarlo a lavoro era festa. Fremevo per l’arrivo delle locomotive sbuffanti che mi apparivano enormi e terribilmente vive. (…) Fissavo a mente ogni loro movimento, ogni loro ingranaggio. Le locomotive e il resto del treno furono i miei primi disegni realizzati con il semplice pensiero (….).

Il padre desiderava che il figlio seguisse le sue orme nel mondo delle ferrovie ma lui si fermava al solo disegnare degli schizzi. Questa cosa aveva talmente tanto irritato il padre al punto tale che un giorno ha deciso di distruggere tutti i suoi quaderni contenenti gli schizzi. Alla morte del padre, lo zio Leopold, ingegnere e ispettore ferroviario che diventa il suo tutore, riconosce il suo talento consentendogli di perseguire i suoi sogni. 

Che cos’è la “Neukunstgruppe”?

Dopo essersi ritirato dall’Accademia di Vienna, Egon fonda ll Neukunstgruppe , Gruppo della nuova arte, con alcuni suoi amici artisti nell’estate del 1909. I giovani artisti cercavano nuove forme di espressioni artistiche che si allontanassero dalla tradizionale pittura e che alla fine sfoceranno nell’Espressionismo cromatico austriaco composto da 15 membri fondatori tra quali Hans Bohle, Franz Wiegele e con Egon presidente.

“Il ‘Neukunstgruppe’ non è nato per considerazioni pratiche, artistico-politiche o particolarmente estetiche, non è un fondamento speculativo e non è dominato dal desiderio di ‘fare scuola’, ma piuttosto si è unito involontariamente, come è stato, attraverso un atto di autodifesa, che l’accademia le ha imposto” – A.Roessler

Nel 1911 altri si aggiungeranno tra i quali il famoso Oskar Kokoschka. Dal 1909, data della prima mostra tenuta a Kunstsalon Pisko di Vienna, numerose collettive sono presentate nel corso degli anni. L’incontro di Schiele con Arthur Roessler, un famoso critico e scrittore, gli apre la porta del successo presentandogli importanti collezionisti come Carl Reininghaus e Oskar Reichel.

E Gustav Klimt quanto ha influenzato la sua arte?

All’età di 17 anni, Egon fa l’incontro della vita. Seduto in un caffè di Vienna, conosce Gustav Klimt, il padre della Secessione viennese, e la sua vità prenderà una nuova piega.

Fra di loro ci sono 28 anni di differenza ma li accomuna l’interesse per la figura umana e il loro desiderio di promuovere la libertà d’espressione. Gustav, ormai pittore molto noto e affermato, rimane colpito dalla capacità pittorica del ragazzo a tal punto da esclamare: “Lei disegna già meglio di me!”.

Presto lo inserisce nel mondo dell’arte viennese consentendogli di raggiungere, nell’arco di poco tempo, la notorietà presentando mostre personali. In Klimt, Schiele non vede solo il suo maestro ma anche il suo padre spirituale.

Sarà Klimt ad aiutare il giovane Egon nella ricerca delle modelle da ritrarre aprendogli la strada ai primi contratti professionali. E nel 1911, dopo l’accusa di molestie mossa a Egon, sarà ancora Klimt a farlo rientrare sulla grande scena artistica.  

Sobborgo I

Perché i suoi dipinti erano in verticale?

Una delle caratteristiche di Egon Schiele era quella di dipingere quadri che si sviluppano in verticale sia per quello che riguarda gli autoritratti ma anche nel caso di paesaggi. La verticalità conferiva ai suoi dipinti una forte carica emotiva tanto da rendere quasi animati i personaggi del dipinto. Nei paesaggi, l’elemento verticale donava dinamicità al paesaggio e all’intera composizione.

Lampante è l’esempio delle fiammelle in “Sobborgo I”: esse costituiscono l’unico elemento in verticale che interrompe l’orizzontalità del quadro avvolgendo il paesaggio in un clima fantastico e quasi surreale. Nei suoi paesaggi non ci sono persone; i panorami appaiono deserti e ogni paesaggio ha qualcosa di unico da trasmettere. 

La morte e la fanciulla

Chi erano le sue modelle?

Egon sceglieva con cura le sue modelle preferendo ragazze adolescenti e magre.  La sua prima modella è stata la sorella Gerti, Gertrude, che non ha mai abbandonato il fratello. Gertrude era la sua sorella minore e, per l’epoca, era considerato scandaloso ritrarre le nudità della propria sorella. Nel 1909 è stata raffigurata in un ritratto dal titolo “Donna con il cappello nero” di chiara ispirazione Klimtiana. In questo periodo, Egon ospita alcune ragazze adolescenti, poco più che bambine, nel suo studio per posare come modelle in cambio di qualche soldo o del cibo. 

Nude Girls Reclining

Nel dipinto “Nude Girls Reclining” raffigura due ragazze sdraiate nude una con lo sguardo rivolto verso lo spettatore mentre l’altra, con gli occhi abbassati, sembra   arrossire per questa scena di nudo. 

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Egon e Wally

Pur essendo i loro corpi nudi, non si può parlare di scena erotica bensì di rappresentazione artistica di un’adolescenza in rapido cambiamento. Una delle sue modelle è stata Valerie Neuzil, meglio conosciuta come Wally, soggetto di diversi disegni erotici. Il loro primo incontro è avvenuto quando Egon aveva 20 anni mentre la ragazza dai capelli rossi e ricci, ne aveva 17. Nel dipinto “La morte e la fanciulla” del 1915 prende forma il tragico abbraccio di due amanti nel momento dell’addio. Il tema è quello di “eros” e “thanatos”, amore e morte, caro alla figurativa tedesca e profondamente sentito da Egon. Un addio appassionato, per un amore durato circa 4 anni, a differenza di tutte le sue numerose e brevi avventure amorose. 

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Egon e Edith

Stava nascendo nell’animo del pittore una nuovo amore per Edith Harms, motivo per il quale stava lasciando la sua amante. In precedenza, Schiele è stato arrestato per tre settimane con l’accusa di seduzione e rapimento nei confronti della quattordicenne Tatjana von Mossig, figlia di un alto dirigente del Ministero della Marina. Dopo la scarcerazione, nel 1915, si sposa con la borghese Edith Harms, figlia di un vicino di casa. La relazione con Wally, però, proseguiva ugualmente nella mente di Schiele che continua a rappresentarla nelle sue opere, anche se la donna si era opposta a tale relazione extraconiugale. 

Lying Female Nude Torso

Con il passare del tempo, Schiele rappresenta anche corpi nudi senza faccia mettendo in risalto solo il semplice corpo.

La risposta di Vienna in un manifesto

Si può dare scandalo cent’anni dopo la morte?

. Nel 2018, a cent’anni dalla morte di Egon, la città di Vienna decide di rendere omaggio al suo artista di casa. Per fare ciò, realizza dei manifesti per le principali città europee tra cui Londra. Il problema, però, sta nelle opere scelte per la campagna pubblicitaria ovvero due celebri nudi: “Nudo maschile seduto” e “Ragazze con calze arancioni”. Londra non ha ben accettato questi manifesti a tal punto che l’azienda londinese dei trasporti li ha rifiutati. Interessante la risposta di Vienna rivolta a chi ha oscurato le parti intime dei soggetti: “Scusate, risalgono a cento anni fa ma sono ancora troppo audaci”.

La “Carezza”

Perché i personaggi hanno pose distorte?

Molte sono le ipotesi che circolano sul perché di pose distorte. La prima è abbastanza particolare: sembra che Egon, nell’atto di osservare i suoi modelli, salisse su una scala. La seconda ipotesi si ritrova scavando nell’animo di Egon: nei suoi personaggi si legge tutta la sofferenza a tal punto che gli esseri umani si trasformano in manichini che assumono pose innaturali. Questa caratteristica emerge chiaramente nel dipinto “La Carezza” dove i corpi sono strumenti per evidenziare le emozioni dell’animo. 

L'abbraccio, Egon Schiele > Artesplorando
L’abbraccio

Le sue opere sono pornografiche?

Nessuna opera d’arte erotica è una porcheria, quand’è artisticamente rilevante, diventa una porcheria solo tramite l’osservatore, se costui è un porco.

Egon era un artista famoso per i suoi ritratti fortemente erotici come, ad esempio, “L’abbraccio”. Un intreccio di corpi nudi stretti in un amplesso erotico al limite della pornografia. I nudi femminili sono sempre stati i soggetti preferiti nella pittura da Schiele. 

Case con panni colorati

Quanto vale una sua opera? 

Nel 2011, la casa d’aste Sotheby’s di Londra, ha venduto per 22 milioni di sterline, equivalenti a 24,6 milioni di euro, il quadro “Case con panni colorati – Periferia II”. Realizzato nel 1914, quando l’artista si trovava a Krumau nella Boemia meridionale, è il dipinto del pittore viennese più pagato. È un paesaggio quieto, le strade sono deserte, le case sembrano disabitate ma la presenza dei panni ci riportano segni di vita. Il quadro, molto cupo, è illuminato solo dal colore arancione che dona un tocco di vitalità alla periferia disabitata. 

Quante opere ha realizzato?

Schiele, pur avendo avuto una vita di solo 28 anni, crea circa 340 dipinti e produce 2800 opere tra acquerelli e disegni

Egon Schiele: uno degli artisti più trasgressivo e controverso nel panorama artistico.

Il pittore che ha saputo trasmettere la carica passionale attraverso un erotismo non volgare ma che ha suscitato scalpore per la sua epoca.

Un artista che divide, che provoca ma che ci penetra nell’anima con la sua profonda psicologia.

Il suo tratto nervoso, l’uso dei colori cupi, e le figure dalle pose contorte, accentuano la drammaticità nervosa, il gusto grottesco ed una intensa carica erotica. Schiele sperimenta un nuovo modo di rappresentare il corpo umano, che appare deformato, stravolto dalla sofferenza e rinchiuso all’interno di luci taglienti e spigolose.

La sua nuova impronta pittorica è stata immensa, influenzando non solo gli artisti a lui vicini o i movimenti successivamente fondati, come ad esempio l’Espressionismo Astratto, ma anche, penetrando intimamente, nella vita, nelle opere e nelle performances di successivi artisti che a lui si ispirano come il fotografo Tim Walker, David Bowie, Tracey Emin, Jean-Michel Basquiat, ma  soprattutto Francis Bacon.

L’irlandese Bacon e Schiele sono entrambi pittori in grado di far emergere nelle loro opere ciò che non può essere dipinto, di dialogare con l’osservatore parlando direttamente alla sua sfera emotiva e più profonda.

Articolo di Canti Franca

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