Opere d’arte danneggiate dai turisti

Opere d’arte danneggiate dai turisti: Si, è proprio possibile che un appassionato d’arte o un turista maldestro in cerca solo della foto perfetta, riesca ad essere il responsabile di così tanti disastri.

Opere d’arte danneggiate dai turisti

Causando dei veri e propri problemi in termini di sicurezza e soprattutto economici.

La superficialità di coloro che solo per scattarsi una foto o peggio ancora la deliberata necessità di lasciare l’impronta del proprio passaggio su monumenti o affreschi, vede l’Italia particolarmente colpita da questo fenomeno, ma anche all’esterno non si scherza con i danni.

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Iniziamo così una carrellata di episodi incresciosi che hanno visto come protagonisti il nostro immenso patrimonio culturale.

Ecco le opere danneggiate da visitatori maldestri e poco pensanti.

 l’incidente di Paolina Bonaparte – Possagno

Opere d'arte danneggiate dai turisti
 Paolina Bonaparte – Possagno

Opere d’arte danneggiate dai turisti: Possagno Luglio 2020 e precisamente siamo al Museo Gypsotheca “Antonio Canova” che ospita una cospicua collezione di gessi canoviani. Paolina Bonaparte è la copia originale in gesso dell’opera in marmo conservata alla Galleria Borghese di Roma. L’opera era stata già danneggiata fortemente nel 1917 durante i bombardamenti delle prima guerra mondiale.

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Nel 2004 è stata sottoposta ad un ulteriore restauro integrativo.  Nell’estate del 2020 la vede nuovamente vittima di un episodio increscioso, un turista straniero decide di sedersi accanto a Paolina Bonaparte per uno scatto con la storia. Questa foto procurerà al modello in gesso la rottura delle dita del piede destro.

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Opere d'arte danneggiate dai turisti

La mostra di Simon Byrch

Opere d’arte danneggiate dai turisti: Los Angeles 2017 siamo alla mostra di Simon Byrch è proprio qui davanti a questa installazione, del valore di 200.000 dollari, fatta di parallelepipedi incolonnati che non prevedono degli “appoggi” che una turista decide di scattarsi un selfie. Inevitabilmente l’opera viene urtata creando così, un effetto domino, con la conseguente caduta di tutti i pezzi della prima colonna. Potremmo dire una performaces nella performaces.

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Opere d'arte danneggiate dai turisti

San Michele – Museu Nacional de Arte Antigua Lisbona

Lisbona 2016   – Anche i Santi non hanno pace! Siamo nel Museo Nacional de Arte Antigua di Lisbona e un visitatore vuole ritrarsi assolutamente con una statua raffigurante  San Michele del XVIII secolo.

Nel tentativo di immortalarsi con la figura del Santo perde l’equilibrio e urta così la statua, che cade rovinosamente al suolo danneggiandosi in più frammenti.

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Opere d'arte danneggiate dai turisti

Statua dei due Ercoli simbolo di Cremona

Opere d’arte danneggiate dai turisti: Cremona 2015, stesso destino tocca in sorte alla statua dei Due Ercoli; l’eroe mitologico raffigurato due volte, di fronte e di schiena mentre sorregge lo stemma di Cremona. E’ un’ opera del ‘700 ed è il simbolo della città.

Nel 1962 la statua è stata collocata sotto il portico della Loggia dei Militi.

Anche quest’opera vede il suo danneggiamento per opera di due sciocchi individui che per scattarsi una foto decidono di aggrapparsi al monumento, danneggiandolo.

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Opere d'arte danneggiate dai turisti

Fauno Ubriaco gesso XIX Cortile Accademia di Brera

Milano 2014 cortile dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Uno studente si arrampica sulla statua raffigurante il Fauno Ubriaco, copia in gesso del XIX, per fare una foto ma non regge il suo peso mandando in frantumi la gamba sinistra. Con molta probabilità anche lo studente era poco sobrio.

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Opere d'arte danneggiate dai turisti

Fiori 1660 – Paolo Porpora

Opere d’arte danneggiate dai turisti: Taipei 2015 durante una mostra dedicata agli artisti italiani del ‘600 intitolata “The Face of Leonardo”  un ragazzo, intento a bere una bibita, inciampa sulla pedana posta di fronte al quadro e lo buca con la mano. L’opera in questione è del maestro barocco Paolo Porpora dal titolo “Fiori” del 1660, peraltro l’opera proviene da una collezione privata il suo valore è di 1,5 milioni di dollari. Ma non avevamo detto che al museo non si beve e non si mangia?

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Vasi dinastia Qing a Cambrige

Cambridge 2006 –  Fitzwilliam Museum ha esposto per diversi decenni, tre inestimabili vasi cinesi della dinastia Qing  datati fine XVII inizio del XVIII secolo.

I vasi non erano protetti da una teca. Così uno sventurato e maldestro visitatore, mentre si aggirava per il museo inciampa nei lacci delle proprie scarpe perdendo l’equilibrio e cadendo rovinosamente sui vasi mandandoli in pezzi. Il valore dei vasi si aggirava intorno alle 500.000 sterline.  Il malcapitato visitatore è stato bandito dal museo.

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Opere d'arte danneggiate dai turisti

Il bacino di Argenteuil 1874 –  Claude Monet

Dublino 2012  National Gallery  il protagonista di quest’altra disavventura è un quadro di Claude Monet “Il bacino di Argenteuil” del 1874 del valore di 10 milioni di euro. Non si conosce la dinamica dei fatti, molto probabilmente anche qui siamo in presenza di un visitatore distratto e maldestro con uno scarso senso dell’equilibrio. La tela viene danneggiata gravemente come è mostrato nella foto.

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Collezionisti e disavventure

Opere d'arte danneggiate dai turisti
Le Reve 1932-  Pablo Picasso
Opere d'arte danneggiate dai turisti
Le Marin 1943  –  Pablo Picasso

Poi esistono storie come queste che hanno dell’incredibile. Il magnate e collezionista americano  Steve Wynn è coinvolto per ben due volte in episodi sfortunati che hanno come protagonisti opere di Pablo Picasso. Steve Wynn soffre di una malattia che colpisce l’organo della vista periferica e nel 2006 mostrando ad alcuni suoi ospiti il quadro “Le Reve” del 1932 lo urta in maniera del tutto accidentale con un gomito, causandone una profonda lacerazione.

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 La sfortuna è dietro l’angolo, nel 2015 la galleria d’aste Christie’s è incaricata, dallo stesso Wynn, di vendere il dipinto di Picasso “Le Marin” del 1943. Nei giorni che precedono l’asta, vengono svolti alcuni lavori di tinteggiatura. Un rullo con prolunga viene lasciato incautamente e senza protezione contro una parete; cadrà rovinosamente sul dipinto di Picasso danneggiandolo. L’opera verrà ritirata dall’asta.

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Arte scambiata per spazzatura

Purtroppo si e in modo particolare accade con l’arte contemporanea. Pezzi d’arte che vengano letteralmente scambiati per sporcizia o addirittura spazzatura.

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Dortmund 2011 Ostwall Museum un’addetta alle pulizie rimuove con particolare attenzione delle macchie di pezzi di gomma usati invece per rappresentare gocce d’acqua sull’opera lignea di Martin Kippenberger  “Wenn’s anfängt durch die Decke zu tropfen”.

L’opera è quotata intorno ai 950mila euro.

“Wenn’s anfängt durch die Decke zu tropfen” – Martin Kippenberger  

Opere d'arte danneggiate dai turisti

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Opere d'arte danneggiate dai turisti

L’opera di Banksy rimossa

Londra 2007 era diventato uno dei graffiti più famosi della città.  Il murale di Bansky era stato realizzato nella stazione della metropolitana a Old Street ed era diventato una vera e propria attrattiva turistica.

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Valeva circa 400 mila euro e tanta gente si recava qui solo per vedere e fotografare il murales.

E’ stato rimosso, con una spessa mano di vernice nera, da una squadra di attenti e scrupolosi operai addetti al decoro urbano della metropolitana. Il Transport of London si giustificato dicendo che “un luogo pulito è più sicuro e piacevole per i passeggeri. I graffiti incoraggiano il crimine”.

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Ancora guai…

Opere d'arte danneggiate dai turisti

Cheltenham 2014 è un’altra opera di Banksy. Viene rimossa durante i lavori di ristrutturazione e ampliamento dello stesso edificio. Resteranno solo pezzi di mattone e calcinacci.

I tesori nascosti

 del museo Leopold di Vienna

Forse non tutti sanno che  Vienna ospita un museo dove hanno trovato una degna collocazione e vengono esposte, tutte quelle opere che purtroppo sono state segnate da un destino infausto.

Il Museo Leopold, ha deciso di mettere in mostra solo ed esclusivamente pezzi d’arte danneggiati e per i quali non è facile reperire fondi per il restauro. Restituendo loro una degna e pur gratificante messa in mostra.

Articolo di Marina Nuzzi

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