Cristiano Ranghetto: Biografia dell’artista

Biografia di Cristiano Ranghetto

Nato a Busto Arsizio (Va) nel 1977, dopo gli studi presso il Liceo Artistico Statale “ Paolo Candiani “ ha conseguito il Diploma di Laurea in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. La stesura della sua tesi di laurea (GLI SCULTORI DEL MUSEO PAGANI DI CASTELLANZA) è
nata da un attento e approfondito esame sugli scultori e sulle opere da loro esposte in questo noto “museo all’aria aperta”. Attualmente vive e lavora, oltre che come artista, nel ruolo di insegnante nella provincia di Varese. Scultore profondo, incline all’analisi interiore, crea le sue opere dando loro forma viva e comunicando lirismo spontaneo e significativo che giunge fino a noi. L’artista ha scelto l’argilla perché è terra, parte fondamentale del pianeta in cui viviamo che soffre a causa delle azioni dell’uomo: le crepe sulla superficie delle sue opere rappresentano le ferite inferte dall’uomo agli animali. Le sculture di Ranghetto non sono rappresentative di un’arte mummificata ma al contrario, prendono vita dalla materia cariche di movimento, di energia, di passionalità. Dice Ranghetto: ” La scultura è più meditativa, occorre pensare e riflettere sull’idea e sul come realizzarla. Prima di fare l’opera definitiva, eseguo tre, quattro bozzetti a volte di varie dimensioni, fino a raggiungere quello che mi soddisfa e che si avvicina all’idea del progetto per la scultura vera e propria. Per far ciò, trascorre anche molto tempo, e poi la scultura prende forma …”,”… la
pittura per me è anche uno sfogo, posso esprimere immediatamente ciò che provo… ora sto dipingendo quadri double – face,che offrono due visioni diverse dello stesso dipinto. Utilizzo molto il nero perchè lo trovo un colore elegante, in sintonia con ciò che sento “. I suoi sono dipinti
caratterizzati artisticamente dalla cifra astratta ma guardandoli con attenzione si scoprono macchie di colore popolate di volti femminili, di folletti o figure che fanno parte del suo immaginario, dominato quest’ultimo da un gesto istintivo nella pittura. C’è in lui una grande voglia di
sperimentare e mettersi in gioco con la materia, e il colore elemento fondamentale anche nella scultura. Sicuramente la frase di Daniel Barenboim “Ogni grande opera d’arte ha due facce, una per il proprio tempo e una per il futuro, per l’eternità” è appropriata per i volti e i gesti delle opere
di questo artista. Negli anni ha anche sviluppato una vena creativa per la pittura e la poesia, che gli hanno permesso di partecipare a diverse mostre collettive nella provincia di Milano e Varese. Negli anni 2006 – 2007 – 2008 ha partecipato agli annuali Concorsi Internazionali di Pittura e
Scultura indetti dalla Provincia di Varese ed è stato premiato con una medaglia d’oro, una coppa e un lingotto in argento quale riconoscimento per le sculture presentate. Nel 2010 prende parte al Milano Arts Festival , evento trasmesso su Video Star Tv, aggiudicandosi il Secondo Premio;
partecipa inoltre al Festival dell’ Arte di Carnevale presso la Discoteca Gioia 69 di Milano, nel corso del quale viene selezionato per esporre all’ Hotel dell’Arte in Milano.

L’opera di Cristiano Ranghetto

Scultore, pittore e poeta, Cristiano Ranghetto ricorda nella sua attività artistica la molteplice presenza di Michelangelo, che ha lasciato un segno nel triplice dominio delle Muse, mentre dal punto di vista ideologico sembra ricordare l’osservazione di Tacito, il quale rivendicava per artisti e storici il ruolo di coscienze critiche della loro epoca. Possiamo partire dall’indagine operata da Ranghetto sul rapporto fra l’uomo e il mondo, indagine tesa a ricordare quanto valga la terra, entità e simbolo della continuità della vita nonché materia prima essenziale per il modellato, da lui dedicato ad uomini ed animali, ricordando inoltre il suo pendant ideale affidato alla pittura. In tale rapporto esiste un’interessante disimmetria: mentre gli animali sono modellati in termini di piena figurazione, all’uomo è riservata una dimensione di carattere astratto-concettuale per quanto spesso sia possibile intravvedere qualche residuo figurativo. Quanto agli animali, essi recano ferite profonde, simbolo e ricordo della violenza esercitata dall’uomo nei loro confronti. Le sculture hanno nel tempo perduto l’applicazione di tinteggiature per conservare il nobile colore della terra, materiale simbolo di un lavoro che vuole affrancarsi dagli inutili orpelli di una modernità che ha rinunciato all’anima per esaltare mere apparenze. Alcune sculture aggiungono alla pura rappresentazione un intenso contenuto di partecipazione sentimentale. In molti pezzi si avverte infine una particolare attenzione al rapporto dei volumi, che presentano in qualche caso soluzioni esecutive alla Boccioni, come avviene in Il peso delle ali, mentre altrove la terra esalta la propria malleabilità offrendo contornature raffinate e minuziose, come è dato rilevare in Amore o in Coppia. La
folta produzione di quadri, tutti dipinti all’insegna di uno stile complesso nel quale si fondono, talora mirabilmente, elementi decorativi con fattori spirituali che dimostrano gli aspetti più riposti di un animo dalle varie sfaccettature, variazioni che vanno dalla severità della denuncia ecologica alle dolcezze dell’amore e delle segrete confidenze che uniscono la coppia. Lo stesso stile, che riporta a certe esperienze della Scuola di New York senza dimenticare la preziosità decorativa che attraversa l’astrattismo da Vasilij Kandinskij a Paul Klee e a Joan Miró, si adatta alle diverse situazioni assumendo la misura di un’ampia visuale nella quale gli inserti segnici si stemperano nell’afflato dell’insieme (si veda La grande abbuffata è finita, fallita! Un tenore di vita obsoleto. Si rammenta fermate la strage) oppure assumono una posizione di primo piano soprattutto nelle tele dell’ultima maniera, il Surreo – Astrattismo, che propone quadri double-face, una rivisitazione molto personale del cubismo nel suo tentativo di presentare contemporaneamente due facce della stessa composizione. Per concludere, diremo che Cristiano Ranghetto trova una fonte importante della sua attività figurativa nella poesia, cui deve le prime bozze di un lavoro che lo colloca, nell’attuale contesto artistico italiano, in una dimensione di notevole importanza per originalità e forza espressiva.

Aldo Maria Pero, Febbraio 2018

Le crepe delle terra – Cristiano Ranghetto

 

Sito : cristianoranghetto.it

facebook : Cristiano Ranghetto

Istagram : cr.istiano6001

tik tok : @cristiano77rango

Sito galleria : www.gutanartgallery.com 

mail : rettangoliatmosferici@hotmail.it

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