La Nike di Samotracia e il logo della Nike

La Nike di Samotracia, dall’alto delle scalinate, domina su tutto il Louvre e sembra in procinto di spiccare il volo. Forse non tutti lo sanno ma il logo Nike richiama proprio il movimento delle ali della dea.

Nike di Samotracia: chi è?

La dea era la figlia del titano Pallante e della ninfa Stige, e rappresenta il simbolo della Vittoria Alata sportiva e bellica. La flotta navale di Rodi intorno al 190 a.C. riuscì a sconfiggere l’esercito del re della Siria, Antioco III. Si presume che Pitocrito scolpì questa bellissima scultura in marmo per onorare questo successo.

La Nike è stata immortalata nell’atto di spiccare il volo: questo movimento è sottolineato dal vestito che le aderisce in modo sensuale e armonico sul corpo, lasciando intravedere le nudità. I giochi del chiaro-scuro portano ad evidenziare la gamba protesa in avanti, pronta a sollevarsi dalla prua della nave dove si presume fosse originariamente collocata.

Il piumaggio delle ali soffice, quasi delicato, accentua ulteriormente questo movimento donando alla dea una grande leggerezza, eleganza e bellezza senza tempo, tanto che ancora oggi incanta i visitatori di tutto il mondo.

Nike di Samotracia: perché è senza testa?

È evidente che alla dea manchino le braccia e la testa. Che cosa sappiamo a riguardo?

Quasi certamente la Nike di Samotracia aveva le braccia sollevate: in una mano teneva forse una tromba proprio ad indicare il trionfo dell’esercito, mentre con l’altra salutava la folla pronta ad accogliere l’esercito vittorioso.

Ancora oggi le domande che tutti si pongono più spesso è dove siano la testa e le altre parti mancanti. Sfortunatamente nessuno lo sa.

La scultura è stata ritrovata intorno alla metà del 1800 sull’isola di Samotracia all’interno di un santuario abbandonato per la conversione al Cristianesimo dei popoli. Charles Champoiseau, viceconsole di Francia, durante un’escursione ritrovò vari frammenti di una statua: seno, busto e gambe ma non c’era nessuna traccia della testa e delle braccia.

Il viceconsole diede il permesso di effettuare degli scavi solo perché voleva portare in Francia qualcosa che non si fosse ancora visto e soprattutto perché erano ben visibili i numerosi resti. Fu proprio in Francia che venne prima ricostruito il corpo e in un secondo momento quello che rimase della prua della nave. Grazie a questo ritrovamento è stato possibile ripercorrere la storia della scultura.

Cosa potrebbe essere successo alla testa e alle braccia?

Quando il santuario venne abbandonato diventò una cava che la popolazione usò per estrarre il marmo per costruire altri monumenti o ricavare della calce per edificare le proprie abitazioni. Questo fenomeno era assai diffuso nell’antichità quindi non ci sarebbe da meravigliarsi se proprio testa e braccia fossero state riutilizzate in questo modo.

Logo Nike: La Storia del Famoso Swoosh

Logo della Nike: nascita del simbolo più famoso

Lo Swoosh, o più semplicemente il logo della Nike, non solo è riconoscibile da tutti ma è sicuramente il simbolo più famoso al mondo. Forse non tutti sanno che il successo nella Nike si deve principalmente alla semplicità del suo logo che richiama proprio le ali della dea.

Carolyn Davidson, studentessa di design, nel 1971 ebbe la fortuna di incontrare all’università uno dei fondatori della Nike: Phil Knight che già da qualche anno era alla ricerca di un logo che potesse rispecchiare le sue idee ovvero un simbolo che fosse dinamico e ricordasse l’idea di movimento. Inoltre doveva creare una certa armonia sulla scarpa stessa.

Knight aveva già creato una linea di scarpe nel 1964 e cercava un simbolo che fosse semplice e che si distaccasse notevolmente dalla famosa Adidas. La giovane studentessa era in una difficilissima situazione economica, tanto da non riuscire a comprarsi nemmeno i colori ad olio, così l’imprenditore le chiese di progettare il logo per soli due dollari l’ora.

Davidson si mise subito all’opera e nel giro di una sola settimana creò due linee semplici ispirata probabilmente proprio dalla famosissima Vittoria Alata. Swoosh è il nome del logo che richiama il suono del vento di una persona che corre. Ecco quindi ciò che volevano: un simbolo che ricordasse velocità, dinamismo e movimento.

Il design però non convinse subito i due proprietari dell’azienda che chiesero più volte alla studentessa di rifarlo, ma i risultati non erano ancora soddisfacenti e Knight decise di scegliere quello che a suo dire fosse “Il meno peggio”. Tuttavia la scelta risultò efficace e il messaggio fu chiaro a chiunque decidesse di acquistare la sua linea di scarpe.

Carolyn Davidson ricevette un compenso di soli 35 dollari, ma i suoi sforzi furono ricompensati una decina di anni più tardi. Knight decise di organizzare una festa a sorpresa in suo onore dove le regalò un anello d’oro con sopra il logo dello Swoosh e un diamante, e 500 azioni della Nike. Nel corso degli anni il valore delle azioni è aumentato notevolmente facendolo diventare, in questo modo, il logo più pagato di sempre.

Dall’antico al moderno

Certamente se andiamo al Louvre per ammirare la scultura della dea Nike non ci immaginiamo tutta la storia che la collega al logo della Nike. La guardiamo in ogni singolo dettaglio rimanendo affascinati dalla sua bellezza rimasta immutata nel tempo.

Nessuno pensava che dal museo sarebbe finita sulle scarpe che vediamo ogni giorno nelle vetrine di noti negozi di scarpe sportive. Ci accompagna mentre pratichiamo dello sport o usciamo a fare due passi, dimostrando che si possono unire due epoche. L’arte non rimane uguale mai nel tempo, ma si rinnova e si rigenera dimostrando una grande dinamicità.

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