Il Museo Invisibile

Il Museo Invisibile

ESISTE DAL 2011 A NEW YORK UN MUSEO DELL’ARTE NON VISIBILE E VENDE CIO’ CHE NON ESISTE.

MA COME è POSSIBILE???

Si chiama Museum of non-visible Art, il MONA. E’ un museo fatto solo di idee e vende opere d’arte che non esistono. Nessuna pittura da ammirare o statua da toccare.

Il Museo Invisibile: Ci sono soltanto concetti, progetti e descrizioni. Ognuno può immaginare l’opera finita a modo suo. Un mondo parallelo fatto di immagini e parole. Questo mondo non è visibile ma esiste, come sicuramente esiste il pensiero stesso.

Perché nell’arte contemporanea non importa il prodotto finale. Conta la novità, l’imprevedibile, l’ispirazione in quanto tale.

CONTA L’IDEA

La conoscete la storia dell’architetto di Shiraz che progettò

la moschea più bella del mondo?

Il progetto della moschea era ben proporzionato, divinamente sofisticato, coloro che vedevano il disegno rimanevano sbalorditi: irradiava un calore umano.

Famosi costruttori pregarono l’architetto di permettere loro di erigere la moschea; persone facoltose venivano da lontano per comprare il progetto; addirittura ci furono ladri che escogitarono un piano per rubarlo.

L’architetto non sopportava il pensiero che l’edificio realizzato sarebbe stato soggetto alle forze del degrado, all’eventuale crollo o distruzione da parte di orde barbariche. L’architetto vide la sua creazione profanata e ridotta in polvere, e ne rimase terribilmente turbato. Si chiuse nel suo studio e, dopo aver osservato i progetti per tre giorni e tre notti, li bruciò tutti, e pensò:

Meglio che rimanga perfetto. Meglio che non sia mai costruito!

Il Museo Invisibile: La storia è una favola, ma la sua idea principale – che lo stato ideale di una cosa è nell’attimo prima che venga all’esistenza – è suggestiva ma terrificante e inquietante.   E’ l’idea concettuale alla base del museo dell’arte non visibile.   

                                    

Il museo d’arte invisibile deve essere visto con l’occhio della mente leggendo un breve testo su un muro. In sostanza l’opera d’arte stessa è ciò che lo spettatore vede nella sua mente. Ma lo spunto per ciò che sta immaginando è scritto su una carta, montata sul muro. In pratica può essere qualsiasi cosa, da un dipinto a una scultura a un’opera concettuale a una fantasia che non potrebbe mai essere realizzato fisicamente.

Il manifesto del Museo si descrive in questo modo:

“L’arte stessa non è niente. Tutto ciò che conta è ciò che resta. L’unica superficie che vale la pena di dipingere è la mente dello spettatore. La visione dell’arte non dovrebbe richiedere occhi. Quello che vedi non ha importanza. Quello che hai visto è tutto ciò che acquisti veramente è il bagliore residuo”.

______________________

Nel 2017 viene inaugurato il Museo TIRPITZ in Danimarca.

Il museo scardina il modello architettonico del BUNKER, erodendo in maniera decisa il volume compatto originario. Sono percepibili solo a distanza ravvicinata, i tagli operati nel blocco in calcestruzzo della struttura, risalente al secolo scorso, intaccando l’archetipo della fortezza,                                                                                                        aprendolo alla scoperta e all’attraversamento.

Il progettista e ideatore, arch. BJARKE INGELS descrive in questo modo il museo:        

                               “L’architettura del TIRPITZ è l’antitesi del bunker della seconda guerra mondiale. Il pesante oggetto ermetico viene contrastato dall’invitante leggerezza e dall’apertura del nuovo museo. Le gallerie sono integrate nelle dune come un’oasi aperta sulla sabbia, in contrasto netto col cemento della fortezza nazista. Il bunker rimane l’unico punto di riferimento di un patrimonio oscuro e così lontano che, dopo un attento esame, segna l’ingresso in un nuovo luogo di incontro culturale”.

La TIRPITZ fu una nave da battaglia della marina tedesca ed era stata concepita, insieme alla sua gemella Bismark, per essere la punta di diamante della marina tedesca. Quando la Bismark venne affondata la TIRPITZ fu soprannominata dai norvegesi “la solitaria regina del Nord”.

Visitare questo avveniristico museo è un’esperienza unica la mondo, è come vivere un viaggio panoramico nel tempo e nello spazio dello Jutland Occidentale,            l’area geografica in cui è situato.

Il Museo, il cui progetto è stato finanziato da varie fondazioni culturali, è composto da quattro aree espositive, la struttura è di circa 2.800 mq e le previsioni sono di circa 100.000 visitatori l’anno.

________________________

Il Museo Invisibile: Saranno proposte “mostre meravigliose e giocose”, diversificando l’offerta culturale delle quattro gallerie; ciascuna infatti seguirà “il suo ritmo, in sintonia con la storia”.

Alti e bassi, notte e giorno, buoni e cattivi, caldo e freddo, passato e presente: TIRPITZ è un’occasione unica per unire natura e cultura in modo spettacolare.

CON QUESTO NUOVO CONCETTO DI MUSEO I DANESI, DOPO ANNI DI STUDIO, HANNO SAPUTO CONIUGARE LA STORIA CON IL PAESAGGIO, CON LA CULTURA DEL PENSIERO, DELLE IMMAGINI E DELLE IDEE.

Articolo di  Sandra EMME

close

NON PERDERTI I PROSSIMI ARTICOLI!

Ogni domenica ti invieremo gli articoli migliori della settimana, avrai accesso ai nuovi articoli prima degli altri e riceverai film e documentari a tema arte consigliati!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *