Giorgio Vasari: l’Arte di raccontare l’Arte

Giorgio Vasari è una figura di spicco nella storia dell’arte italiana e rinascimentale. È noto per essere l’autore de Le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori et architetti, la più importante raccolta biografica sulle vite e le opere degli artisti da Cimabue fino ai suoi giorni.

Tuttavia, fu anche un modesto pittore e rinomato architetto, attivo soprattutto presso la corte dei Medici a Firenze. Sebbene abbia soggiornato in numerose città italiane come ad esempio Venezia e Roma, Arezzo, la sua città natale, è il luogo a cui rimane maggiormente legato.

Biografia

Giorgio Vasari nasce ad Arezzo nel 1511 e fin da giovane studia disegno, stringendo rapporti di amicizia con personaggi molto importanti come i cardinali Alessandro Farnese e Silvio Passerini. Sarà proprio grazie a quest’ultimo che Vasari si trasferisce a Firenze dove viene introdotto nella cerchia della corte medicea. Frequenta inoltre la bottega di Michelangelo e successivamente diventa amico di un altro pittore, Francesco Salviati.

La morte del padre nel 1527 interrompe bruscamente questi anni felici, e il Vasari si ritrova a farsi carico dei fratelli minori e della madre. É questo un periodo di miseria in cui per guadagnarsi da vivere realizza pale d’altare per luoghi di culto e conventi tra Arezzo e dintorni.

Nel 1537 viene assassinato il duca Alessandro de’ Medici, e il Vasari, già insofferente alla vita di corte, e fortemente depresso, si trasferisce all’Eremo di Camaldoli vicino Arezzo.

Questa solitudine da eremita gli porta grande giovamento e nel 1538 decide di trasferirsi a Roma.

Da qui in poi Vasari risolleva la sua carriera artistica, e negli anni successivi viaggia per l’Italia e ottiene commissioni, tra Napoli, Venezia, Emilia Romagna, con regolari ritorni in Toscana.

Dopo questo girovagare, durato otto anni, che gli servì anche per raccogliere materiale per la sua opera più famosa Le Vite, decide di stabilirsi a Roma. Qui diventa il protetto del duca Alessandro Farnese, e proprio questo ambiente ricco di stimoli culturali ed artistici è di ispirazione per la composizione della prima redazione delle Vite, stampata nel 1550.

Giorgio Vasari: artista di corte

Nel 1553 torna ad Arezzo e diventa l’artista prediletto di Cosimo de’ Medici con il quale diventa molto amico, e per il quale esegue numerosi lavori. Nel frattempo prosegue anche il suo lavoro sulle Vite, viaggiando nuovamente e raccogliendo altre informazioni, così da poter revisionare, aggiornare e dare alle stampe una seconda edizione nel 1568.

Muore nel 1574, ormai al culmine della fama. Viene cremato e un’urna con i suoi resti viene seppellita sotto il pavimento della chiesa di Santa Maria della Pieve ad Arezzo.

La vita de’ più importati pittori, scultori et architetti

Certo non si può dire che sia il libro più letto dell’anno, tuttavia è forse l’opera per cui è maggiormente ricordato. Si tratta di una delle più importanti biografie degli artisti di tutti i tempi e un testo estremamente importante nel Cinquecento perché ci permette di conoscere la vita degli artisti attivi da Cimabue fino a Vasari stesso.

Di questo testo dove vengono riccamente descritte le vite dei pittori, scultori e architetti, uscirono ben due edizioni.

La prima, stampata nel 1550, comprende biografie fino alla vita di Michelangelo, tra l’altro unico artista ancora in vita (ricordiamo che morì nel 1564) e che secondo Vasari meritasse di essere citato per il suo grande talento.

La seconda edizione uscì modificata e ampliata nel 1568, e prosegue fino alla propria autobiografia. In questa edizione non si preoccupa solo di aggiungere nuovi artisti, ma integra e modifica quanto già scritto.

Questo libro non ci vuole illustrare gli artisti semplicemente raccontandoci le opere da loro eseguite, ma come lo stesso Vasari cita nel testo, vuole mettere in evidenza anche i modi e le maniere, i loro pregi e difetti, volendo ispirarsi ai narratori di storie. In questo modo impariamo a conoscere gli artisti sotto un aspetto più intimo e sicuramente meno distaccato.

In entrambe le edizioni troviamo una dedica a Cosimo I de’ Medici proprio a sottolineare il grande legame che li univa e le xilografie con i ritratti degli artisti all’inizio di ogni biografia.

Ciò però che forse colpisce maggiormente è il frontespizio. Giorgio Vasari ha sempre considerato Arezzo la sua patria, e per questo motivo si scusa di usare “voci non ben toscane” ovvero non fiorentine. Si è così tutelato da possibili controversie riguardanti il modo di scrittura con i possibili “errori”.

Giorgio Vasari e la sua autobiografia

Vasari era consapevole dell’importanza che questo testo avrebbe avuto nel corso della storia, per questo motivo fu molto astuto nel descrivere la propria autobiografia.

Quando deve elogiare i suoi dipinti non parla mai delle sue abilità tecniche, probabilmente consapevole di non essere all’altezza di artisti più rinomati. Tuttavia descrive quanto fosse veloce, puntuale nelle consegne e di quanto fosse abile nella ricerca di validi collaboratori oltre a giudicarsi un buon coordinatore. Inoltre il suo lavoro lo vendeva a prezzo basso, permettendogli di ricevere una grande quantità di lavoro.

Giorgio Vasari: architetto

Se come pittore Vasari era poco apprezzato, sicuramente nell’architettura è riuscito a dare sfoggio delle sue abilità tecniche e urbanistiche.

Il Corridoio Vasariano, situato all’interno della Galleria degli Uffizi, è forse l’opera architettonica più importante dell’artista. Progettato su volere del Duca Cosimo I De’ Medici in occasione del matrimonio del figlio con Giovanna d’Austria, fu realizzato in pochi mesi nell’anno 1565.

Fu un percorso davvero unico in quanto permetteva il collegamento da Palazzo Pitti, residenza privata dei Medici, fino a Palazzo Vecchio, sede del governo, passando proprio per la Galleria degli Uffizi.

Il percorso era senza dubbio affascinante già all’epoca in quanto permetteva la vista sull’Arno e sulla città lasciando lentamente alle spalle il Giardino di Boboli. Inoltre permetteva ai Granduchi di spostarsi in totale sicurezza grazie alla segretezza del passaggio.

Altra opere architettoniche da citare sono proprio la Galleria degli Uffizi e Palazzo Vecchio.

Palazzo Vecchio e altre opere architettoniche

A Palazzo Vecchio Giorgio Vasari deve compiere una ristrutturazione difficile dovendo creare una continuità spaziale. Per ragioni di etichette cerimoniali dovette creare accessi diversi agli appartamenti dei duchi e dei figli che non dovevano più percorrere i percorsi ufficiali.

Decide di creare un’ampia scala tra l’originale progetto del Trecento e gli ampliamenti moderni. Il risultato è davvero monumentale: gli ambienti di corte e di governo trovano il loro posto ai piani superiori, quindi liberi dai rumori della strada.

Alle stanze buie si sostituiscono ampi spazi con soffitti dipinti e riccamente decorati. Si può ammirare la sua maestria nel Salone dei Cinquecento, dove ha realizzato delle capriate lignee che sorreggono un soffitto a cassettoni decorato da Vasari e dai suoi collaboratori.

Da non dimenticare sono però anche altre opere molto importanti eseguite dal Vasari: Palazzo dei Cavalieri di Santo Stefano eseguito a Pisa e la sua ultima opera architettonica, e le Logge Vasariane realizzate ad Arezzo, alle spalle di Santa Maria della Pieve, luogo di sepoltura dell’artista.

Giorgio Vasari pittore

In tutti i suoi dipinti preferisce focalizzarsi sulla facilità di comprensione dell’immagine che deve essere leggibile e immediata. Come già accennato Giorgio Vasari non era un abile pittore, e ne era consapevole, tanto che lo stesso Michelangelo gli consigliò più volte di dedicarsi esclusivamente all’architettura nella quale dimostrava di avere un grande talento.

Ciononostante, se pensiamo alla volta della cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze non possiamo dire che sia di bassa qualità, anche se morì prima di completare la decorazione.

Durante un viaggio a Venezia rimane colpito dai soffitti a cassettoni dipinti che creano un effetto molto più luminoso e armonico dell’ambiente. Decide perciò di adottare questa soluzione sia nella decorazione della sua casa ad Arezzo sia per il soffitto del salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Non rimane indifferente all’arte di Tiziano di cui riprende il colore acceso e vivo.

Casa ad Arezzo

Giorgio Vasari con i primi guadagni nel 1540 acquista, costruisce e decora una casa in Borgo di San Vito, oggi via XX Settembre.

L’abitazione è costituita da tre piani: il seminterrato, l’appartamento signorile al primo piano e un altro al secondo forse destinato alla servitù. Intorno alla casa si trova anche un giardino.

Si tratta di una piccola dimora di cui affrescò solo l’appartamento signorile. La sua intenzione era di realizzare un preciso programma iconografico volto alla celebrazione dell’arte, degli artisti e soprattutto di sé stesso.

Quello che possiamo notare sono gli influssi della pittura veneziana. Proprio negli anni in cui acquista la casa, frequenta Venezia occupandosi dell’allestimento scenografico per la commedia Talanta di Pietro Aretino.

Questa influenza la possiamo notare nella Sala del Trionfo della Virtù dove viene proposto un ricco apparato allegorico in cui si incrociano le raffigurazioni della Fama, della Virtù e dell’Invidia.

Di notevole interesse risulta la Camera della Fama iniziata nel 1542 e conclusa nel 1568, anno in cui esce la seconda edizione delle Vite. In questa sala all’interno di ovali sono rappresentati: il bisnonno del Vasari, considerato come il progenitore degli artisti, Luca Signorelli, Andrea del Sarto, Bartolomeo della Gatta e il suo autoritratto. Al centro del soffitto inoltre è raffigurata la Fama che ritroviamo anche nell’incisione della seconda edizione delle Vite.

Vasari porta a compimento la decorazione della casa durante i suoi brevi soggiorni aretini, mentre contemporaneamente continua la stesura delle Vite fino alla sua autobiografia, lasciandoci due testimonianze importanti.

Articolo di Elena Bruno

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