Selvaggia Cognetti de Martiis: Intervista all’artista

Non mi piace definirmi un`artista, piuttosto una persona molto creativa che cerca bellezza in tutto cio`che fa. Secondo il suo concetto di bellezza ovviamente.

Racconta la tua storia e di come hai iniziato a dipingere

Dipingo praticamente da sempre. Mia mamma era pittrice e attrice di cinema e teatro e mio padre fotografo e scrittore, quindi da sempre respiro profumo di arte in casa. Ricordo che osservavo mio padre sviluppare in camera oscura oppure guardavo mia madre dipingere qualcosa di bellissimo partendo da una tela bianca. Per me era una magia.

Nonostante la mia passione per il mare e la vita che ospita mi abbia portato a laurearmi in biologia marina, prendere un dottorato in oceanografia sperimentale (ad oggi lavoro nel settore delle pesca sostenibile) e una serie di brevetti subacquei, la pittura mi ha sempre accompagnata. È sempre stata la mia principale terapia tra gli ostacoli della vita.

Le mie passioni, oltre a quella gia`menzionata, per le scienze marine, sono principalmente il viaggio (che mi aiuta a trovare sempre nuova ispirazione), la pittura (che mi fa perdere nel tempo), il design (che mi permette di inserire I miei progetti artistici nei giusti contesti) e la fotografia (che rende tutto questo immortale).

La mia creativita`si esprime attraverso tutto gli ambiti della vita, dalla cucina alla scelta della stanza dei miei figli o dell`arredamento per la casa, alla personalizzazione di qualsiasi oggetto mi circondi, come vasi per piante, portacandele o vestiti che modifico perche`non mi piacciono piu`.

Parla del tuo stile

Penso che il mio stile si possa definire POP, a volte contaminato da tratti surrealistici. La pop art mi pace perche`e`semplice, accessibile a tutti, decorativa e divertente. Mi fa sentire libera, non legata alle strette regole del realismo ma senza la totale imprevedibilita`dell`arte astratta. Ho sempre in mente quello che andro`a dipingere e provo una grande soddisfazione quando il risultato finale riflette la mia idea iniziale, come se un mio pensiero prendesse forma.

La mia linea stilistica va “a periodi” o meglio a “progetti”… un periodo dipingo solo mare, solo pesci, solo personaggi iconici…ora mi trovo nel periodo cactus colorati. Questo mi permette di affinare la tecnica su dei soggetti e delle idee e, una volta saturata la ricerca, passo ad altro.

Qual è la tua opera che ritieni più significativa e conosciuta?

Penso che il mio quadro piu`conosciuto e commissionato, anche dipinto presso la parete esterna del Bar Rosi nel quartiere pigneto di Roma, sia anche quello piu`banale, senza l`accezione negativa della banalita`. Si chiama “Pop lips”. E` sicuramente quello piu`iconico: delle labbra rosse su fondo bianco con i denti che si intravedono.

La mia firma e` quasi sempre dorata (se non nera), non so se sia un tocco di egocentrismo ma comunque è l’unico colore che non uso quasi mai nei miei lavori.

Non ho fatto dell`arte la mia professione perche`avevo paura che dovendoci guadagnare per vivere, l`aspetto magico e romantico potesse svanire. Ad oggi, a 40 anni, non nego che non mi dispiacerebbe affatto poter vivere solo della mia arte e mi sto impegnando affinche`questo si possa realizzare.

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