Ettore Roesler Franz: acquarellista romano

Ettore Roesler Franz è un artista ottocentesco famoso per i suoi acquerelli, in particolare per la serie chiamata Roma Sparita. Sebbene non tutti conoscano questo artista romano, i collezionisti ricercano le numerose opere che periodicamente vengono messe all’asta o si ritrovano nei mercati antiquari.

Ettore Roesler Franz: acquerelli

Ettore Roesler Franz è tra gli acquerellisti italiani più famosi di ogni tempo, particolarmente noto per la realizzazione delle magnifiche opere che raffigurano Roma e alcune città del Lazio. I suoi soggetti preferiti non sono gli edifici famosi, ma le abitazioni più modeste e angoli molto caratteristici con incroci di vie che appaiono quasi all’improvviso, oppure cupole di chiese famose che spuntano in lontananza, come se fosse una magia.

In dettaglio, la famosa serie di dipinti che ha per tema Roma è chiamata Roma Sparita. Si tratta di un importante ciclo pittorico realizzato tra il 1878 e il 1896 formato da 120 acquerelli divisi in 3 serie da 40 dipinti l’una che lui chiamò: Roma pittoresca, memorie di un’era che passa.

A causa dell’urbanizzazione, il paesaggio stava notevolmente cambiando e molti scorci stavano scomparendo, così come i paesaggi agricoli, per questo motivo volle immortalare la città così com’era prima l’aspetto cambiasse del tutto. Grazie a questi dipinti è possibile ricreare una documentazione storica di notevole importanza.

L’acquerello del Re Vittorio Emanuele II di Savoia

Un esempio di come è cambiato il paesaggio si può notare in un acquerello conservato al Museo del Risorgimento di Roma che raffigura il Re Vittorio Emanuele II di Savoia durante la prima visita a Roma il 31 dicembre 1870, mentre la città era inondata dal Tevere. Ettore era presente in questa occasione in quanto era era stato nominato sottotenente della Guardia Nazionale, tuttavia realizza il disegno solo 13 anni dopo l’evento come ultimo bozzetto preparatorio per un dipinto che non ha completato.

È un quadro molto importante della serie Roma Sparita perché proprio in quell’occasione il Re ordinò la costruzione dei muraglioni sul Tevere per evitare ulteriori inondazioni, molto frequenti, e partì poco dopo l’opera di demolizione lungo le sponde del fiume.

Oltre a dipingere angoli di Roma, realizza anche opere in cui compaiono la via Appia, gli acquedotti, la città di Tivoli, Villa d’Este e dintorni, paludi, campagne, vita dei campi e della città, qualche paesaggio europeo ed è inoltre il primo pittore a realizzare dipinti del Ghetto Ebraico di Roma.

Ettore Roesler Franz

Ettore Roesler Franz: tecnica

Quando osserviamo questi acquerelli sicuramente rimaniamo affascinati dalla ricchezza di dettagli tanto da farci quasi dubitare si tratti di dipinti. La luce che colpisce monumenti, case e figure mettendone in ombra altre, l’acqua che rispecchia perfettamente il paesaggio circostante ci fa pensare immediatamente ad una fotografia.

Effettivamente questo pensiero non è del tutto sbagliato, infatti Roesler Franz fu tra i primi ad utilizzare la macchina fotografica. Se ne serviva per focalizzare meglio particolari delle sue vedute e ritrarre i personaggi che quasi sempre svolgevano funzioni umili e quotidiane. Utilizzava in particolare uno strumento specifico chiamato kinetografo, un apparecchio che anticipa il proiettore cinematografico.

Dopo aver sviluppato la fotografia o realizzato uno schizzo, bucherellava i contorni dell’immagine creando un disegno molto ben definito. Successivamente passava a realizzare a matita i contorni delle figure più lontane che in questo modo risultavano meno definite ed eseguiva in modo più dettagliato le figure più vicine. L’effetto ottenuto è quello che vediamo anche quando osserviamo ad occhio nudo un paesaggio.

Una volta ripassato a matita tutto il disegno, procedeva a dipingerlo in modo delicato utilizzando la tecnica dell’acquerello. Lo riteneva il mezzo migliore per dipingere i paesaggi agricoli e per rendere al meglio la trasparenza dell’acqua e del cielo. Non lasciava nulla al caso infatti sceglieva personalmente la carta, i colori, i pennelli e usava un raccoglitore per conservare i suoi dipinti. Tutto era di provenienza inglese in quanto li considerava i migliori.

Ettore Roesler Franz

Ettore Roesler Franz: vita

Ettore Roesler Franz nasce a Roma l’11 maggio 1845. La sua famiglia, di origine tedesca, si era trasferita a Roma agli inizi del Settecento dove aveva fondato l’Hotel d’Alemagna nei pressi di Piazza di Spagna.

Dopo aver frequentato le Scuole Cristiane a Trinità dei Monti, si iscrive all’Accademia di San Luca dove instaura una grande amicizia con un altro artista romano: Ettore Ferrari, che eseguirà nel 1889 la scultura di Giordano Bruno a Campo de’ Fiori.

Cresciuto in un ricco ambiente culturale impara correttamente inglese, francese e tedesco. Grazie a questa peculiarità, fin da giovane stringe rapporti con gli ambienti anglosassoni, con cui condivideva non solo la passione per le passeggiate tra le rovine romane, ma anche gli interessi lavorativi, essendo impiegato al consolato inglese dal 1864 al 1872.

Durante questo periodo conosce il console inglese Joseph Severn. Alla sua morte diventa console d’Inghilterra a Roma Alessandro, fratello di Ettore, che dopo essersi trasferito a Londra, appoggiò Ettore nella vendita dei suoi acquerelli nei paesi del Commonwealth.

Nel 1875 raggiunge l’apice del successo fondando l’Associazione degli Acquerellisti romani, diventandone anche più volte presidente. L’anno successivo gli associati riescono ad allestire la prima mostra collettiva.

Le opere di Ettore ottengono un successo strepitoso, tanto da consentigli di viaggiare in tutta Europa riuscendo ad esporre in ben 23 Esposizioni tra Parigi, Londra, San Pietroburgo, Berlino, Dresda, Stoccarda, Monaco di Baviera, Vienna, Belgio e Olanda. Anche in Italia trovano ampio riscontro partecipando a 46 Esposizioni a Roma, Firenze, Torino, Milano, Venezia e Trieste.

Ettore Roesler Franz muore nella sua abitazione romana il 26 marzo 1907 ed è seppellito al cimitero del Verano.

Dove sono conservate le sue opere?

Attualmente le opere di Roesler Franz si conservano in collezioni private, in musei internazionali e nazionali, tra i quali quello più importante è il Museo di Roma in Trastevere. Qui sono esposti ciclicamente i dipinti di Roma Sparita, ma a causa della loro fragilità che ne rende impossibile il restauro, alcune opere rimangono custodite nel magazzino.

Il museo purtroppo conserva solo 119 opere del ciclo pittorico. Durante una mostra tenuta a Colonia nel 1966 andò in prestito un raro notturno, l’acquerello Palazzo Mattei alla Lungaretta n.24 della seconda serie, che però venne smarrito e non fu più ritrovato.

Sotto il nome di Ettore Roesler Franz sono stimate oltre 200 opere che sono finite all’asta dalla seconda metà degli anni Ottanta ad oggi. I lavori attribuiti o attribuibili a questo artista sono numerosissimi tanto che è comunque difficile stabilirne il numero esatto.

Articolo di Elena Bruno

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