Cos’è l’Arte Naïf?

L’Arte Naïf è un tipo di arte molto colorata che non rispetta le regole tradizionali dell’arte classica, ma se ne distacca per creare qualcosa di nuovo e unico facilmente riconoscibile.

Arte Naïf: storia e caratteristiche

A Parigi a partire dal 1884 si tiene il Salon des Indépendants dove artisti che hanno una propria identità artistica possono esporre le proprie opere in opposizione al Salon, la più importante e prestigiosa esposizione d’arte che ammetteva solo opere realizzate dagli artisti appartenenti all’Accademia reale.

In occasione della mostra del 1889, l’artista francese autodidatta Henri Rousseau espone le proprie opere attirando l’attenzione del critico d’arte Wilhelm Uhde che commenta: “Sembrano fatte da un bambino!”

Proprio in questa occasione nasce il termine Arte Naïf, che vuole proprio indicare un tipo di pittura caratterizzata da forme ingenue. Gli artisti facenti parte di questa corrente sono autodidatti e si allontanano dalla pittura tradizionale per seguire uno stile più personale, spontaneo e istintivo proprio come farebbero i bambini.

Generalmente quando ci riferiamo a questo tipo di arte, parliamo principalmente di pitture eseguite su tele, tavole ma anche muri. Anche se la tecnica più utilizzata è la pittura ad olio, alcuni artisti hanno utilizzato anche quella a tempera.

Ci sono inoltre degli elementi costanti che accomunano tutti i pittori. Prima fra tutte la semplicità dei soggetti che spesso sono delle vere e proprie narrazioni, richiamando un tipo di surrealismo quasi onirico. Nelle raffigurazioni spesso compaiono paesaggi, animali e scene agresti dove il colore risulta sempre molto acceso. I colori infatti vengono usati in purezza creando dei forti contrasti.

Sebbene questa corrente nasca in Francia si diffuse presto in tutta l’Europa e in particolare nell’allora Jugoslavia.

Nel 1952 a Zagabria nasce la Galleria d’Arte Contadina, rinominata poi Galleria d’Arte Primitiva. Fu solo nel 1994 che venne ufficialmente chiamato Museo Croato di Arte Naïf, il primo museo di Arte Naïf al mondo. Attualmente conserva più di 1800 opere di cui sculture, dipinti e disegni realizzati da artisti croati e stranieri.

Arte Naïf: artisti

Capostipite dell’Arte Naïf è il francese Henri Rousseau detto anche Il Doganiere perché lavorava al dazio di Parigi e faceva l’artista per diletto. All’età di 41 anni decide di lasciare il suo lavoro in dogana per dedicarsi completamente alla pittura trovando l’ispirazione frequentando lo zoo e i giardini botanici.

A partire dagli anni Novanta del 1800 compaiono i primi lavori che vedono come soggetti principali animali e paesaggi esotici. Tra le sue opere più famose bisogna citare: Sorpresa dove compare una tigre immersa in una folta vegetazione mentre sullo sfondo si staglia un fulmine. Questa fu infatti la prima opera dall’ispirazione esotica.

Altra opera del pittore fu La guerra. Al centro del dipinto compare la Discordia al galoppo su di un cavallo nero che scavalca un campo disseminato di cadaveri mentre i corvi si cibano dei resti umani.

Il tormentato Antonio Ligabue

L’Arte Naïf trovò successo anche in Italia con il suo più importante esponente Antonio Ligabue. L’artista nacque in Svizzera nel 1899 da madre italiana, ma visse un’infanzia molto travagliata che gli causò anche gravi problemi mentali.

Nel 1919 a causa di una violenta lite con la madre adottiva, viene espulso dalla Svizzera e viene mandato a Gualtieri (in provincia di Reggio Emilia), città di origine del patrigno. Siccome non parla l’italiano inizia una vita in totale solitudine in campagna, trovando anche forti ostilità da parte della popolazione locale. Questo lo porta ad avere una vita sregolata.

In quegli anni Ligabue vive di lavori saltuari dedicandosi anche alla pittura iniziando lentamente a farsi notare tanto da scambiare le sue opere in cambio di cibo.

La sua instabilità emotiva lo porta a lunghi periodi di ricovero presso una clinica psichiatrica, dove uscirà grazie all’intervento di un amico scultore che lo ospiterà a casa sua. A partire dal 1948 inizia a esporre le proprie opere in mostre locali ottenendo anche qualche premio di riconoscimento, ma è solo nel 1961 che riesce ad esporre per la prima volta a Roma.

Il suo successo è breve in quanto l’anno successivo viene colpito da una paresi e viene ricoverato all’ospedale di Gualtieri dove continua comunque a dipingere fino alla sua morte avvenuta nel 1965.

Sono numerosi i suoi Autoritratti dove mostra le sue condizioni di disagio e la propria instabilità emotiva, ma sono anche frequenti le raffigurazioni di animali. I suoi soggetti preferiti erano inoltre le belve feroci, con le quali si identificava, e la lotta tra animali.

Un breve sguardo su altri artisti italiani

Elena Guastalla è un’altra artista della pittura Naïf. In tutti i suoi dipinti sono presenti il mondo delle favole e quello degli animali. In un’intervista ha dichiarato di essere cresciuta in campagna circondata da animali, ma una volta sposata e trasferita in città poteva possedere solo gatti, così per circondarsi di animali decise di riprodurli sulla tela.

Roberto Sguanci è un artista fiorentino nato nel 1948. La sua arte esprime appieno il concetto di Arte Naïf riuscendo ad unire la semplificazione della realtà con la complessità del disegno e un’attenzione nella stesura del colore che risulta spesso molto eccessiva.

Brenno Benatti è il più importante pittore Naïf vivente tanto da aver ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro sia in Italia che all’estero. Nelle sue opere si respira un’aria quasi nostalgica dove prevalgono scene agricole e antichi mestieri. Accanto ai colori vivaci si può scorgere dell’oro per porre l’attenzione sui particolari architettonici o sottolineare le immagini richiamando il mondo bizantino.

Arte Naïf: scultura e architettura

L’Arte Naïf non si limita solo alla pittura, ma si estende anche ad altri campi come la scultura e l’architettura, dimostrando di essere una forma artistica davvero completa.

Tra gli scultori bisogna annoverare Erich Boedeker (1906-1971), artista tedesco che fino al 1959 lavorò nel settore minerario. A causa di problemi di salute dovette andare in pensione decidendo di dedicarsi alla scultura Naïf utilizzando legno e cemento.

Nel 1961 conobbe Thomas Grochowiak direttore dei musei di Recklinghausen e Oberhausen, in Germania, che gli organizzò una mostra personale. Fu l’inizio della sua carriera di artista che lo portò ad esporre in numerose mostre personali e collettive arrivando anche, nel 1970, ad esporre alla I Triennale d’Arte Naïf in Jugoslavia dove si aggiudicò il primo premio per la scultura.

Capolavoro di architettura Naïf è Palazzo Cheval sitato a Hauterives in Francia. Si narra che Ferdinand Cheval, soprannominato Il Postino per via del suo lavoro, nel 1879 trovò una pietra piuttosto insolita, e così decise di far costruire un edificio personale davvero spettacolare.

Cheval disse:

Il mio piede è inciampato contro una pietra che mi ha fatto quasi cadere. Volevo sapere cosa fosse. Era così insolita che l’ho messa in tasca per ammirarla con calma. Il giorno dopo sono tornato nello stesso posto e ne ho trovate altre ancora più belle.

Ci vollero 33 anni per completare Palazzo Cheval, ma l’aspetto è senza ombra di dubbio un edificio unico, mai visto prima. Le sculture rappresentano personaggi mitologici e animali provenienti da tutto il mondo, le pareti sono decorate con citazioni e poesie e in tutta la struttura si ritrovano rimandi al tempio indù, arte egizia, castello medievale, moschea, chalet svizzero e torre barbara.

Articolo di Elena Bruno

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