Escher in mostra a Roma: meraviglie illusorie a Palazzo Bonaparte

Grande successo di Escher in mostra a Roma presso Palazzo Bonaparte, tanto da essere stata prorogata fino al 5 maggio 2024! Ebbene sì, la mostra che si doveva concludere a marzo è stata prorogata e se ve la siete persa, questo è il momento giusto per visitarla.

Escher in mostra a Roma: com’è strutturata la visita

Immagine in bianco e nero dove si vede l'occhio di Escher. Nella pupilla si vede il riflesso di un teschio
Maurits Cornelis Escher – L’occhio

Escher è uno degli artisti più affascinanti dei nostri tempi e non solo perché ha rappresentato vari scorci d’Italia, ma anche perché riesce ad illudere il nostro sguardo lasciandoci quasi disorientati.
Le opere esposte occupano i due piani di Palazzo Bonaparte, un edifico che si trova a pochi passi dal più famoso Vittoriano, che ospita oltre 300 opere divise in otto sezioni:

  1. Inizi: quando ancora l’artista era legato all’Art Nouveau
  2. Italia: periodo che ha fortemente influenzato Escher
  3. Tassellature: si riferisce alla tecnica di suddividere il piano con una o più figure geometriche ripetute all’infinito senza lasciare spazi liberi. Questa è proprio la tecnica che lo ha reso celebre
  4. Metamorfosi: Escher riesce a trasformare le figure astratte in forme animate
  5. Struttura dello spazio: si concentra maggiormente sulla rappresentazione di superfici riflettenti, di cui è famosa la sua “sfera”
  6. Paradossi Geometrici: dove crea realtà impossibili
  7. Lavori su commissione: verso la fine della sua carriera si dedica anche a questo genere di richieste, dimostrando una grande versatilità delle sue opere
  8. Eschermania: a partire dagli anni ’50 Escher era così famoso che numerosi registi cinematografici e musicisti si ispirarono ai suoi lavori

Ogni sala espositiva è adatta sia agli adulti che ai bambini grazie anche a giochi, installazioni luminose e illusioni prospettiche. Inoltre potrete trasformarvi, in un certo senso, in un’opera d’arte di Escher grazie a schermi interattivi computerizzati.

Escher in mostra a Roma e i social

Certamente questo nuovo concetto di mostra strizza l’occhio anche ai social e ai più giovani che potranno postare le proprie foto utilizzando l’apposito hashtag di riferimento. Inoltre potrete noleggiare anche l’audioguida che vi accompagnerà alla scoperta delle opere più significative di questo artista.

Cresciuta con il “non toccare, non fare foto” sicuramente anche io sono caduta nella “trappola” del toccare e fotografare tutto, e quello che mi ha maggiormente divertita sono stati i giochi pensati per i bambini e forse la stanza degli specchi dove si tende quasi a perdere il senso dell’orientamento.

Alla fine non si può rimanere indifferenti a questa mostra, vorresti fare tutto e uscire solo dopo aver provato ogni singolo gioco per bambini e tutte le installazioni presenti.

Escher e l’Italia

Immagine in bianco e nero dov'è presente un uomo seduto su uno scalino sul lato destro del dipinto. Si vedono una serie di scale stradine acciottolate. L'immagine rappresenta la città di Scanno in Abruzzo
Maurits Cornelis Escher – Scanno (AQ)

Se da un lato questa mostra può suscitare un certo disappunto ai più tradizionalisti, dall’altro lato c’è chi ritiene giusto che una mostra al giorno d’oggi non può essere concepita in modo statico come avveniva fino a qualche anno fa.

Tuttavia non dobbiamo dimenticare che ci troviamo alla presenza di opere di grande valore artistico e la sezione che forse mi ha personalmente attirata è stata quella dedicata all’Italia.

Escher infatti ha vissuto nel nostro Paese dal 1923 al 1935 vivendo a Roma gran parte di questo periodo. Nel 1927 infatti si trasferisce a Roma da Frascati in una palazzina, ancora esistente, nel quartiere di Monteverde vecchio. Nella sala dedicata a Roma è possibile osservare delle xilografie notturne di alcuni monumenti e luoghi della città davvero molto suggestivi, inoltre è stato riprodotto un angolo del suo studio con oggetti che era solito utilizzare e i libri che consultava.

Lasciando Roma, scopriamo altri luoghi visitati da Escher in particolare scorci di paesi che sono stati per lui fonte di grande ispirazione. Lui stesso a riguardo disse:

“Ero incredibilmente interessato dal paesaggio del Sud Italia, alle influenze dei Mori come ad esempio quei tetti tondeggianti… L’ho trovato affascinante”.

Possiamo scorgere paesaggi della Costiera Amalfitana e della Sicilia. Accanto a xilografie e litografie troviamo anche le foto reali del luogo riprodotto e se avete visitato anche solo uno di quei luoghi li potrete riconoscere immediatamente.

Interessanti anche le rappresentazioni del paese di Scanno in Abruzzo, forse uno dei luoghi che lo ha maggiormente ispirato tanto da riprodurne numerosi scorci. Se un giorno andrete in vacanza proprio a Scanno, vi renderete subito conto di quanto Escher ne sia rimasto colpito.

Escher e le illusioni ottiche e geometriche

Immagine in bianco e nero dove Escher ritrae le proprie mani che disegnano. Pur essendo l'immagine bidimensionale grazie all'illusione le mani ci sembrano tridimensionali. Sembra quasi che escano dalla rappresentazione
Maurits Cornelis Escher – Mani che disegnano

Una volta conclusa la visita di queste sale che sotto certi aspetti possiamo definire ancora tradizionali, ci addentriamo nelle opere che sicuramente lo hanno reso famoso: quelle dell’illusionismo.

Troviamo infatti qui la parte più significativa della sua carriera. Vi sarà certamente capitato, ad esempio, di vedere l’illustrazione della Relatività, delle sue Mani che disegnano, l’Occhio di Escher dove si vede il teschio o il suo Autoritratto con la sfera.

Eccole qui. Ora le potrete vedere dal vivo e vi renderete conto di quanto siano perfette, di quanto il nostro occhio rimanga piacevolmente ingannato dalle illusioni geometriche. Mentre ci fermiamo ad osservarle non possiamo fare altro che chiederci come sia riuscito non solo a creare questi intrecci ma anche come sia riuscito a rendere tridimensionale ciò che in realtà è bidimensionale.

Conclusione del percorso espositivo

Forse la parte che mi ha personalmente attirata di meno è stata proprio l’ultima sezione di questa mostra, quella denominata “Eschermania”. Ritengo tuttavia che i cinefili potrebbero trovare molto interessante questa parte.

Escher a partire dagli anni ’50 è stato fonte di ispirazione per numerosi registi e musicisti. Tra i film che si sono ispirati all’artista olandese non si possono non citare Labyrinth, Il Nome della Rosa, Harry Potter e la pietra filosofale, Inception, e Una notte al museo 3.

Insomma, un artista che dal suo esordio ad oggi non ha mai smesso di affascinare e ispirare.

Se vi siete incuriositi vi ricordo che Escher in mostra a Roma è visitabile tutti i giorni presso Palazzo Bonaparte e potrete acquistare il vostro biglietto su ticket.it prima di andare alla mostra, come vi propone il museo, oppure tranquillamente in biglietteria il giorno della visita come ho fatto io.

Articolo di Elena Bruno

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