Top 10 case-museo del nord Italia.

“Dalla conchiglia si può capire il mollusco, dalla casa l’inquilino”, così scriveva Victor Hugo, ed è proprio vero che alcune case portano una preziosa traccia di chi le ha possedute, ci parlano di personalità importanti e diventano, a volte, addirittura musei. Vediamo  insieme dieci bellissime case-museo, tutte nel nord Italia.

Milano

Iniziamo dalla città meneghina che possiede ben quattro case-museo: Poldi Pezzoli, Bagatti Valsecchi, Necchi Campiglio e Boschi di Stefano. Tutte queste dimore sono stupende e meritevoli di una visita ma noi vogliamo porre l’attenzione su due di esse.

Il Museo Bagatti Valsecchi nasce dall’amore per il rinascimento dei baroni Fausto (1843- 1914) e Giuseppe (1845-1934) Bagatti Valsecchi. Siamo nell’attuale cuore della Milano della moda, in via Gesù 5, e qui una dimora Ottocentesca è stata un tempo trasformata in una magione rinascimentale grazie ai tanti oggetti, quadri, e arredi, molti d’epoca e alcuni in stile. Come in un meravigliosa rievocazione, quasi scenica, ci si muove in costante equilibrio fra vero e verosimile.

Non perdetevi, girovagando nelle stanze fitte di suppellettili, i capolavori della collezione come la meravigliosa Santa Giustina di Giovanni Bellini, databile al 1470 circa, che vi attente nella Camera Rossa.

Restiamo a Milano ma cambiamo completamente atmosfera e secolo. In via Giorgio Jan n. 15 troverete la Casa-Museo Boschi Di Stefano, che espone parte della immensa collezione dei coniugi Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968). Nel bellissimo palazzo costruito nel 1931 sotto la direzione artistica dell’architetto Piero Portaluppi, i due collezionisti hanno vissuto per molti anni, sostenendo molti artisti allora emergenti come Lucio Fontana.

Nella casa troverete circa trecento delle duemila opere della collezione che annovera capolavori non solo di Fontana ma anche

 di Carrà, Sironi, Boccioni, Savinio e

de Chirico.

Bergamo

Rimaniamo in Lombardia, più precisamente nel centro storico di Bergamo qui, grazie al Fai, potrete visitare lo splendido Palazzo Moroni, abitato dal 1636 da una ricca famiglia che commerciava seta. Negli splendidi interni, ricchi di affreschi, spiccano i celebri ritratti di Gian Gerolamo Grumelli (Il Cavaliere in Rosa) e di Isotta Brembati del celebre pittore Giovanni Battista Moroni. Ma la vera sorpresa di questo palazzo sono i giardini pensili con viti e alberi da frutta: un angolo di natura inaspettato nel pieno centro della città.

Cellatica (Brescia)

L’ultima tappa lombarda è la casa Museo Zani, a Cellatica. Qui troverete la splendida collezione di Paolo e Carolina Zani, aperta al pubblico solo nel 2020. In un ambiente lussuoso e opulento vi attendono opere di Canaletto, Tiepolo, Guardi, Longhi, Boucher. Ma anche il mobilio è prezioso e ricercato, basti citare la coppia di commodes del 1789 di Giuseppe Maggiolini con le tarsie di Andrea Appiani.

Liguria

Spostiamoci in Liguria, quella “Scarsa lingua di terra che orla il mare […]” come la definiva Camillo Sbarbaro, qui vi suggeriamo di visitare due case-museo, una a Genova ed una a Bordighera.

Genova

In una splendida posizione che domina tutto il porto della città troverete il neogotico Castello d’Albertis uno splendido museo-dimora. Il Capitano Enrico Alberto D’Albertis ha raccolto qui i ricordi dei suoi viaggi nel mondo fra ‘800 e ‘900. Un museo delle culture del mondo, un viaggio che vi porta nei cinque continenti e poi nuovamente a Genova. Concluderete la visita su una splendida terrazza sul mare dove vi attende la statua di Colombo bambino, di Giulio Monteverde. Scrutate per un attimo il mare e respirate quell’aria di avventura novecentesca.

Ospedaletti

Via mare appunto potreste arrivare nella cittadina dell’estremo ponente ligure, per vedere un altro bellissimo Bene Fai, recentemente aperto: la Collezione Laura a Villa San Luca. In questa casa, precedentemente chiesa anglicana, i coniugi Laura, antiquari, amavano collezionare oggetti antichi e preziosi e accogliere i loro amici, fra cui figurava Italo Calvino. Seimila oggetti per lo più antichi saturano le stanze: mobili italiani, francesi e inglesi, porcellane cinesi, reperti archeologici, un microcosmo sfaccettato che racconta il lavoro e la passione di una intera vita.

Venezia

“Io non sono una collezionista. Io sono un museo” diceva Peggy Guggenheim. La ricca ereditiera americana, nel 1948 acquistò a Venezia Palazzo Venier dei Leoni, edificio del settecento, incompiuto, sul Canal Grande, per farne la sua casa-museo. Troverete qui i più grandi nomi della contemporaneità: Picasso, Dalì, Magritte, Pollock, Kandinskij, Duchamp e tantissimi altri. In un angolo del giardino, insieme ai suoi amati cani, riposa per sempre, in una urna, Peggy, che ha scelto questo luogo per il suo riposo eterno.

Rovereto

Nella bella cittadina del Trentino non troverete solo lo splendido Mart, ma anche una casa-museo, quella voluta e pensata nel 1957 da Fortunato Depero. Una casa futurista, progettata in ogni dettaglio da questo prolifico artista che ha disegnato i mobili, le tarsie in panno, i dipinti e persino i giocattoli presenti nella abitazione. Un viaggio nella mente e nel lavoro di un genio che aveva predetto che “L’arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria”.

Piemonte

Chiudiamo il nostro viaggio con il Piemonte, come lo definiva Napoleone III un “Piccolo stato situato ai piedi delle Alpi”. Qui vi consigliamo di vedere due case-museo, una a Torino e una a Volpedo.

Nella elegante città sabauda visitate la fondazione Accorsi-Ometto, il perché ce lo dice, nel suo testamento, il fondatore stesso del museo, Pietro Accorsi: “Desidero che il mio nome resti legato agli oggetti d’arte e d’antiquariato da me in un’intera vita di lavoro raccolti e conservati […] perché la villa stessa da me con passione arredata costituisca una raccolta museologica dove la gente possa visitare e apprezzare quei mobili e quegli oggetti d’arte e d’antiquariato. Questo vuole essere un dono fatto alla gente intesa come insieme di persone da coltivare”.

Nelle 27 sale del palazzo vedrete quadri, ceramiche, cristalli, e mobili antichi fra cui il famoso  “doppio corpo” firmato e datato nel 1738, da Pietro Piffetti considerato dalla critica il “mobile più bello del mondo“.ù

Atmosfera ben diversa troverete invece a Volpedo, il nome del paese ci rimanda ovviamente al suo più illustre figlio: il pittore Giuseppe Pellizza. Qui avrete la possibilità di entrare nello studio del pittore, adiacente alla sua abitazione e lasciato proprio come era nel 1896. In questo luogo ricco di ricordi dell’ artista, ancora oggi visibili, il pittore all’alba del 14 giugno 1907 decise di suicidarsi, scosso dalla morte improvvisa della moglie Teresa.

Abbiamo visto storie tristi, storie allegre, storie differenti l’una dall’altra, vite tutte vissute in una casa, quella “macchina per abitare” come era solito definirla Le Corbusier.

Articolo di Giorgio Panigati – Instagram: Lessisabore80

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