SOME: intervista all’artista

Presentati in breve raccontando di te, da dove vieni, la tua infanzia ecc…

Vengo da Sassari una citta al nord della Sardegna, nel sud Italia. Quando avevo circa 10 anni in strada comparivano o almeno ho iniziato a notare i graffiti fatti dai ragazzi del posto. Li vedevo in strada prima che nelle riviste e rimanevo affascinato poi verso i 14 anni diventarono la cosa che ci piaceva di più. Tutti facevano graffiti o comunque erano influenzati dal mondo street.

come ti sei approcciato al mondo dell’arte?

All’inizio del 2000 ho iniziato a taggare per strada e il primo pezzo è stato realizzato una mattina di agosto intorno alle 10.00. Ho preso degli spray da un qualunque ferramenta: sono andato in questa scuola con l’erba alta tutt’intorno, il che mi ha permesso di farla franca. Purtroppo poi gran parte del materiale è andato perduto o meglio non ho mai fotografato nessun mio graffito non so perché pensavo che non sarebbe servito a nulla, ma ero semplicemente preso dall’euforia di questo nuovo mondo fuori dalle regole e la scarica di adrenalina che ciò ha causato. Ho continuato a fare graffiti fino al 2006 e nel frattempo ho frequentato la scuola d’arte nella mia città natale. Disegnavo già prima di andare alla scuola d’arte e, per quanto riguarda i graffiti, cambiavo stile ogni volta che provavo un nuovo pezzo; Non so perché; Penso che fosse solo noia e perché sono “facilmente influenzabile” guardando le riviste in quel momento rimanevo colpito da un nuovo graffito e cercavo di imitarlo per poi stravolgerlo e farlo mio.

Parla del tuo stile

“L’irriverenza verso il nucleo capitalista della cultura popolare e l’arte che ne scaturisce, combinata con una profondità più oscura dietro una patina allegra e colorata, mostra che il lavoro di SOME, ad un attento esame, ha un significato più profondo ed un’espressione personale di quanto altrimenti potrebbe sfuggire se collocato su una strada trafficata.”

Brad Clark (Journalist, Writer and Curator)

“Il potere dell’immagine, irrompe in tutto ciò che circonda l’artista e contribuisce alla personale visione di una società contemporanea che lo stesso artista definisce schizofrenica e nichilista. E’ una società che parla per simboli, per immagini iconiche di personaggi famosi, di prodotti di consumo, di slogan e di consuetudini spesso maldestre. L’artista naviga tra queste estetiche e lo fa con stile davvero contemporaneo. La sua grafica è tagliente e precisa, spesso dotata di una matura contestazione ed alla fine risulta diretta e pungente”

Massimo Toffolo (independent critic and curator)

quali sono gli artisti che più ti piacciono e hanno influenzato la tua pittura?

Sicuramente Banksy, Obey e tutta la scena di quel periodo. Poi mi piace molto Andy Warhol ed apprezzo in genere tutto ciò che ha un carattere alternativo.

Quali sono le tue opere che ritieni più belle e significative?

Lo smile è quello per cui le persone in genere mostrano entusiasmo. Da parte mia dico che è sicuramente un pezzo simbolico e che fa da traino per lo storytelling complessivo delle opere.

Quali aspettative hai per il futuro della tua carriera da artista?

Di avere sempre un tetto dove dormire e qualcosa da mangiare, che non è scontato.

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