Renè Magritte: Ecco tutto ciò che devi sapere

Breve biografia di Renè Magritte:

Renè Magritte nasce a Lessines il 21 novembre 1898, La sua infanzia non presenta particolari colpi di scena a parte il suicidio della madre, evento che lo segnerà profondamente. Nel 1916 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bruxelles e nel 1922 sposa Georgette Berger, conosciuta nove anni prima. Inizialmente si guadagna da vivere lavorando come semplice grafico, disegnando copertine di album musicali, manifesti pubblicitari e tappezzerie. La sua vita cambia radicalmente dopo aver visto su una rivista l’opera “Canto d’Amore” del metafisico Giorgio de Chirico. È così che Magritte decide di dedicarsi ad un’arte che rappresenti le idee e non semplicemente “l’estetica della realtà” come era abituato a fare nei suoi manifesti. Nel 1925 realizza la sua prima opera surrealista: Le Jockey perdu: in italiano “Il fantino perduto“. Da ora in poi la sua carriera artistica decolla, diventerà uno degli artisti surrealisti più influenti del XX secolo.

Vediamo alcune sue opere…

Questa non è una pipa – Renè Magritte

Questa tela del 1929  rappresenta una pipa, semplicemente disegnata e sospesa in uno spazio indefinito. Sotto la pipa c’è la frase « Ceci n’est pas une pipe », ovvero “questa non è una pipa”. Ora, la domanda che Magritte ha posto più volte per spiegare il perché di questa frase, è :”chi potrebbe fumare la mia pipa?” La risposta, ovviamente, è nessuno; e la conclusione logica che ne consegue è che il disegno della pipa non sia una pipa ma semplicemente una sua rappresentazione.

Renè Magritte

Gli amanti – Renè Magritte

Questo dipinto ad olio del 1928 rappresenta due figure, che, anche vestite da donna e da uomo, non danno la certezza che sotto quei soffocanti panni ci siano rispettivamente un uomo ed una donna, questo potrebbe rappresentare l’amore cieco. Altre sono le interpretazioni date al quadro: potrebbe trattarsi di un amore irraggiungibile ed ostacolato da diversi fattori rappresentati come un velo, una barriera che impedisce il contatto fra i due elementi. Forse Magritte voleva anche dirci questo ma realtà è più tragica: Perché questi veli? Il pittore dipinse il quadro dopo aver ritrovato il cadavere della madre soffocata in una camicia bianca

Renè Magritte

Il figlio dell’uomo

“Il figlio dell’uomo” è un olio su tela (116×89 cm)  del 1964, oggi fa parte di una collezione privata. Questo quadro ci mostra, in primo piano, un uomo il cui volto è nascosto quasi completamente da una mela verde sospesa in aria. Sullo sfondo, invece, è visibile un oceano o un mare sovrastato da un cielo piuttosto nuvoloso. L’opera esprime una forte critica che è rivolta alla classe borghese, ciò si evince dall’abito formale del protagonista, che il pittore reputava meschino e ipocrita. Il significato ce lo spiega Magritte stesso

“Qui abbiamo qualcosa di apparentemente visibile poiché la mela nasconde ciò che è nascosto e visibile allo stesso tempo, ovvero il volto della persona. Questo processo avviene infinitamente. Ogni cosa che noi vediamo ne nasconde un’altra; noi vogliamo sempre vedere quello che è nascosto da ciò che vediamo. Proviamo interesse in quello che è nascosto e in ciò che il visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere la forma di un sentimento letteralmente intenso, un tipo di disputa, potrei dire, fra ciò che è nascosto e visibile e l’apparentemente visibile.”

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