Masaccio: Biografia e opere principali da conoscere

Ben trovato su Arte in Breve! Oggi ti voglio parlare di un grande artista italiano che ha contribuito alla nascita e allo sviluppo del rinascimento: Masaccio. Iniziamo ora con un breve biografia!

masaccio

Masaccio – Breve biografia

Tommaso Cassai di Ser Giovanni di Mone (Chiamato semplicemente e comunemente “Masaccio”) nasce a San Giovanni in Altura (attuale San Giovanni Valdarno), un paesino in provincia di Arezzo, il 21 Dicembre del 1401 da Giovanni di Mone Cassai che di professione era notaio e da monna Jacopa di Martinozzo.

Masaccio – Infanzia

Tommaso, rimane orfano di padre nel 1406, quando ha soli 5 anni, trascorre così l’infanzia e la giovinezza a San Giovanni in Altura da solo con la madre.

Perché Masaccio si chiama così?

Sapete da dove deriva il nome “Masaccio”? Il soprannome di Masaccio gli deriva dal fatto che Tommaso fosse una persona molto viziosa o cattiva (infatti il nome “Masaccio lo fa intendere”) pensate che il Vasari nelle “Vite”, suo famosissimo libro lo descrive così:

“Fu persona astrattissima e molto a caso, come quella che, avendo fisso tutto l’animo e la volontà alle cose dell’arte sola, si curava poco di sé e manco di altrui”

Giorgio Vasari

Masaccio e sua madre

Dopo la morte del padre la madre di Masaccio si risposa con un uomo molto più anziano di lei, un uomo vedovo, fra i più ricchi e benestanti della città, che garantirà a Masaccio ed alla sua famiglia una vita agiata.

Masaccio – studi

Masaccio resta con la sua famiglia a San Giovanni in Altura fino al 1417 quando, con la madre rimasta vedova per la seconda volta e con il fratello Giovanni detto “Scheggia” si trasferisce a Firenze dove inizia a studiare e allo stesso tempo lavorare presso una bottega d’Arte pittorica (molto probabilmente in quella di Bicci di Lorenzo). Proprio in quella bottega e in quegli anni, Masaccio ha lavorato con il grande Brunelleschi e con Donatello.

Nel gennaio del 1422 si iscrive all’Arte dei Medici e degli Speziali, e inizia così la sua attività di pittore autonomo. Inizierà così ad essere chiamato da ogni parte d’Italia per realizzare opere d’arte.

Prime opere di Masaccio

Inizia a Firenze, in occasione dei festeggiamenti per la consacrazione della Chiesa del Carmine, realizzando un grande affresco, distrutto quasi totalmente nel 1600 a causa di vari fattori. Nonostante la perdita dell’affresco, dai frammenti e dai rimasti si capisce il clima festoso e la presenza alla cerimonia di personaggi noti come Donatello, Brunelleschi ed il Vasari.

La prospettiva di Masaccio

Masaccio fu uno tra i primi a rendersi conto del significato della prospettiva (che apprese e che conobbe da Brunelleschi). Inoltre nelle sue opere imparo ad utilizzare la profonda, che aveva appreso invece da Donatello durante la permanenza nella bottega di Bicci di Lorenzo.

DAL GOTICO AL RINASCIMENTALE

La pittura nei primi anni del ‘400 faceva ancora riferimento allo stile tardo gotico apprezzato dalla grande committenza nobile ed ecclesiale e Masaccio si fa traghettatore verso in nuovo stile Rinascimentale.

Bene, ora, dopo aver visto e illustrato la sua breve biografia e dopo aver fatto un cenno sullo stile e sulla carriera, iniziamo a parlare delle sue opere. Fra le più importanti troviamo:

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“Pagamento del tributo”

Descrizione

Questo affresco di Masaccio, fa parte della decorazione della cappella Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze. Si tratta di un’opera di dimensioni 255×598 cm risalente al 1425 circa. L’enorme affresco raffigura una scena significante della storia di San Pietro: quella in cui Gesù lo invitava a pagare le tasse richieste dai pubblicani per entrare a Cafarnao. Questa è generalmente riconosciuta come una delle più alte espressioni artistiche di Masaccio, nonché uno dei primi grandi capolavori del Rinascimento

Storia

Bisogna sapere che gli affreschi della Cappella Brancacci sono ancora oggi (per quanto relativamente recenti) un enigma per gli studiosi a causa della mancanza di una documentazione ufficiale. Gli affreschi vennero commissionati (forse) a Masolino, altro grande pittore fiorentino, che per la realizzazione degli affreschi si fece aiutare da un allora giovane Masaccio. Per quello che riguarda le date, si sa solo, tramite testimonianze indirette, che i lavori dovevano essere iniziati nel 1424 e che dal 1425 vennero portati avanti dal solo Masaccio per la partenza di Masolino per l’Ungheria. Tra l’altro questa non fu la loro prima collaborazione, infatti i due artisti fiorentini avevano già collaborato nella realizzazione di Sant’Anna Metterza. Nel 1428 Masaccio partiva per Roma dove sarebbe morto di lì a poco all’età di soli 27 anni.

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“Trinità’”

panoramica

Nell’affresco raffigurante la Trinità, nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze, Masaccio ha realizzato l’opera esemplare della nuova pittura rinascimentale, applicando nel modo più rigoroso la prospettiva. Entro uno spazio geometrico, egli ha inserito le figure sacre (vediamo Dio Padre, Cristo, Maria e San Giovanni) e i due committenti; le figure non hanno dimensioni simboliche e loro aspetto solido ne rappresenta il valore morale.

Descrizione e analisi

L’architettura è di chiara derivazione classica: un arco introduce la nicchia, coperta da una volta a botte, in cui si trovano le figure sacre; il tutto è inquadrato da pilastri corinzi e da una trabeazione. L’architettura è rigorosamente tracciata mediante la prospettiva. Solo le figure di Cristo e di Dio Padre sono viste frontalmente, in quanto non sottoposte alle leggi percettive dell’uomo, rispecchiate dalla prospettiva. Un deciso chiaroscuro dà volume ai corpi, rendendoli concreti, come fossero sculture dipinte. Tutte le linee di profondità concorrono verso un punto fuga ideale posto ai piedi della croce, calcolato in funzione un osservatore posto a 9 metri di distanza.

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“Cacciata dei progenitori dall’Eden”

Panoramica

Questo che vedi è uno dei suoi lavori più conosciuti, forse anche per le particolari espressioni del volto dei personaggi. Si tratta di un affresco (di dimensioni 260×88 cm) facente parte della decorazione della Cappella Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze. L’opera è stata realizzata fra il 1424 e il 1425 circa. L’affresco ritrae una famosa scena tratta dell’Antico Testamento, ovvero l’espulsione di Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden. Episodio che proviene dal libro della Genesi.

descrizione

L’affresco si trova in un riquadro alto e stretto sullo spessore dell’arco che delimita la cappella, in posizione opposta rispetto a un soggetto simile dipinto da Masolino: il Peccato originale (da cui probabilmente Masaccio prese spunto). Le due scene della Genesi aprivano il ciclo pittorico delle Storia di san Pietro e simboleggiavano la dannazione dell’umanità tramite l’errore dei progenitori, che poi veniva redenta tramite l’azione di san Pietro e quindi della Chiesa romana che da lui discese.

Adamo ed Eva sono raffigurati nudi, con immenso realismo. In questo caso si intuisce come anche i difetti, per altro minori (come la caviglia di Adamo un po’ tozza), non siano dovuti a una mancanza di esperienza, ma a una ricerca di maggiore espressività. I due protagonisti sono rappresentati in espressioni di toccante dolore e condividono la loro colpa senza accusarsi a vicenda.

Questo era Masaccio, uno dei più grandi pittori e artisti italiani che ha contribuito alla nascita del rinascimento!

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