Congo – La scimmia pittrice

Congo – La scimmia pittrice

Scimmie, elefanti, cavalli, ma anche cani e leoni marini. Tanti sono gli esemplari di specie animale che hanno manifestato un’inclinazione per la pittura e, dove si è trattato di un’attitudine spontanea e non dell’esito di un addestramento, che un animale avesse una passione per il disegno ha acceso l’interesse del mondo intero, ma soprattutto della comunità artistica.

Congo era la scimmia dello zoo di Londra che negli anni 50 del 900 suscitò l’interesse del mondo intero per la realizzazione di opere dal carattere surrealista. La sua eco risuonò tra gli artisti in voga degli anni: Picasso, Mirò e Dalì ne restarono estasiati.

Congo - La scimmia pittrice

L’Institute of Contemporary Arts organizzò una mostra nel 1957, esponendo molti dei suoi lavori, ma fu arduo. E questo perché l’attività del primate per molti non poteva essere considerata “arte”.

Ben 55 opere di Congo furono esposte e messe in vendita con cifre comprese tra 1500 e 6000 sterline. Esempio di espressionismo astratto al pari dell’irruento (a tratti animalesco) Pollock, nel 2010 alcuni quadri di Congo vennero battuti all’asta di una galleria di Londra, insieme ad opere di Renoir e serigrafie di Warhol. Howard Hong, un collezionista americano entusiasta dell’arte moderna e contemporanea, li acquistò al prezzo non indifferente di 21.500 euro.

Il primo scimpanzé artista

Congo – La scimmia pittrice: Fu Desmond Morris, uno zoologo inglese e pittore surrealista, che nel 1956 che offrirà una matita allo scimpanzé disegnando una forma su metà di un pezzo di carta, Congo lascia segni sull’altra metà bilanciando la struttura. Dopo le matite, passò alle vernici.

Congo - La scimmia pittrice

Non riuscirà mai a creare un’immagine pittorica riconoscibile, ma predilige la forma di una sorta di ventaglio radiante. Congo disegnava triangoli e vortici, dall’aspetto magnetico. Forme e non semplici segni, accostamenti cromatici di grande effetto, che possono essere confrontati con i disegni che fanno i bambini nella prima infanzia, fino a quando non pervengono alla percezione della figura. La scimmia invece non è ancora riuscita a rappresentare la realtà. Lo zoologo ha lavorato con molti primati prima di Congo, ma nessuno ha mostrato le stesse capacità di quest’ultimo. Con “Split Fan Pattern con Central Black Spot”, realizzato nel 1957, “l’arista surreale” modifica il suo schema a ventaglio classico a favore della composizione. Morris la decreterà come opera di punta dello scimpanzé.

Congo morì di tubercolosi nel 1964, all’età di 10 anni. Ma la sua fama si mantenne viva e condusse all’asta diverse sue opere, battute da Bonhams nel 2005 a prezzi considerevoli.

Verrà inoltre presentato un catalogo in edizione limitata delle sue creazioni, interessante acquisto per chi ancora non se la sentisse di investire in un’opera.

Congo - La scimmia pittrice

Tra le piu’ celebri citazioni sul fenomeno “scimmia – pittrice” ricordiamo quella di Dalì; quest’ultimo, dopo aver visto le opere di Congo, affermò: “la mano di Congo è quasi umana, quella di Pollock è del tutto animale”.

Congo - La scimmia pittrice

Cosa centra Picasso? – Congo – La scimmia pittrice

Congo – La scimmia pittrice: Si narra invece che Picasso mostrò apprezzamento per Morris e la scimmia, mordendo un reporter che gli aveva espresso un’opinione per cui l’opera della scimmia non era arte. Si racconta che Picasso abbia acquistato un dipinto di Congo. Pablo Picasso era un vero e proprio “fan” di Congo e dei suoi dipinti: appese una delle foto della scimmia sulla parete del suo studio dopo averla ricevuta in regalo.

Sulla scia di Congo qualche anno dopo un altro scimpanzè, africano, di quattro anni e residente allo zoo di Boras (Svezia), calcò le scene artistiche. Nel 1964 la Gallerie Christinae a Göteborg, in Svezia, propose una mostra di giovani pittori d’avanguardia.

Fra le opere di questi promettenti artisti provenienti dall’Italia, l’Austria,

la Danimarca, l’Inghilterra e la Svezia, vi erano anche quattro dipinti astratti del francese Pierre Brassau.

Il suo nome era totalmente sconosciuto alla scena artistica, ma il suo

talento pareva a prima vista indiscutibile: il ragazzo, benché alle prime armi, sembrava davvero avere i numeri per rubare la scena ai noti artisti a lui contemporanei.

I giornalisti e i critici d’arte consideravano Pierre Brassau la vera rivelazione della mostra alla Gallerie Christinae. Rolf Anderberg, un critico del Posten, rimase particolarmente impressionato e firmò un articolo, apparso il giorno dopo, in cui affermava: “Brassau dipinge con colpi potenti, ma anche con chiara determinazione. Le sue pennellate si contorcono con furiosa meticolosità. Pierre è un artista che opera con la delicatezza di un ballerino di danza classica“.

Anche quando la vera identità del misterioso Pierre Brassau venne rivelata,

molti critici continuarono a sostenere che i suoi quadri erano i migliori fra quelli presenti alla galleria.

Il più felice, in tutto questo scandalo, fu probabilmente il collezionista privato Bertil Eklöt,

che aveva acquistato un quadro dello scimpanzé per 90 dollari (equivalenti a 7-800 dollari odierni). Forse intendeva soltanto assicurarsi un’opera curiosa:

eppure adesso quel dipinto potrebbe valere una fortuna, dato che Pierre Brassau è ormai un appassionante racconto della storia dell’arte.

Gabbani e la scimmia nuda – Congo – La scimmia pittrice

Insomma Gabbani la cantava al Festival di Sanremo di qualche anno fa,

ma la “scimmia nuda” non solo balla ma fa tante cose che effettivamente sono uniche. La Scimmia Nuda è proprpio il titolo di un libro veramente particolare, di Desmond Morris. Dal cui incipit si desume che a livello zoologico infatti l’uomo non solo deriva dalla scimmia, ma è nella stessa famiglia, un primate con

strutture sociali e comportamenti che sono del tutto simili a quello delle altre scimmie, a dispetto della “civilizzazione”

che si pensa possa aver distrutto il comportamento arcaico. Quindi ciò che i contemporanei di Congo lamentavano fosse solo un istinto bestiale, probabilmente non era che una manifestazione nuda e cruda di una parte umana che cerchiamo di celare forzosamente.

Articolo di Antonella Graziano

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