Il Canaletto – Opere principali e Biografia

IL CANALETTO

Giovanni Antonio Canal soprannominato il Canaletto, probabilmente per distinguerlo dal padre, si ricorda come uno dei celebri pittori del Vedutismo del settecento

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Il Vedutismo è un genere pittorico nato nel Settecento che si occupa di paesaggi o di città riprese dal vero. Questa corrente si sviluppa soprattutto a Venezia.

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CANALETTO BIOGRAFIA

Giovanni Antonio Canal nacque a Venezia nel 1697, probabilmente il 17 o 18 ottobre, dal pittore Bernardo Cesare Canal e da Artemisia Barbieri.

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Fu la figura paterna a trasmettere la sensibilità pittorica al figlio Giovanni con cui infatti collaborò alla messinscena di alcuni spettacoli melodrammatici preparando i fondali dipinti.

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Nel 1719  il Canaletto si recò a Roma con il padre.

Il soggiorno romano divenne fondamentale per il giovane che maturò e decise in via definitiva di dedicarsi alla pittura di paesaggio.

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Qui Giovanni entra in contatto con gli esponenti romani del  vedutismo. Conosce Viviano Codazzi, Giovanni Ghisolfi, Gaspar van Wittel e di Giovanni Paolo Panini.

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In questo viaggio, acquisirà molte conoscenze e comincia a dipingere vedute di paesaggi urbani.

Continua ad affinare la sua tecnica pittorica e tornato a Venezia, continua a dipingere vedute della sua città.

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Ha inoltre scambi culturali con i vedutisti veneti.

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TECNICA E STILE DI CANALETTO

La pittura del Canaletto, comincia ad acquisire caratteristiche individuali molto precise, egli fonde modo armonico, la rappresentazione topografica, con la parte architettonica e la natura, creando un insieme dettagliato dell’immagine, ma armonico.

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Le sue opere, vengono dipinte con metodo e rispettano precise condizioni di luce. Il rispetto della prospettiva è rigoroso e per questo l’artista si aiuta con l’uso della camera ottica.

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La “camera ottica” è uno strumento molto usato dagli artisti del 1700 e permette di proiettare l’immagine della realtà su uno schermo di carta oleata, per poter poi procedere al ricalco.

Le nozioni acquisite in scenografia con il padre, consentono al pittore di usare perfettamente la prospettiva.

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Lui aggiunse alcuni espedienti nelle sue vedute, come quello di collocare il punto di vista in posizione rialzata rispetto all’occhio o in luoghi poco accessibili alle persone. Oppure disegnare delle viste ampie, che includevano alcune parti al di fuori del quadro prospettico.  

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IL MERCATO DEL VEDUTISMO

La nuova pittura del Canaletto riscontra molto successo, tanto che nel 1722 l’artista è già considerato un genio che supera i metodi della pittura tradizionale. La fama acquisita, gli consente di assicurarsi varie collaborazioni e le sue opere vengono acquistate soprattutto da italiani e inglesi.

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Acquisita una notevole fama, il Canaletto cominciò a essere notato dai committenti inglesi:

durante il Settecento Venezia era molto frequentata dai giovani dell’aristocrazia britannica che svolgevano il loro Grand Tour, del quale la città lagunare era una delle tappe preferite.

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Il Canaletto ebbe i primi contatti con i committenti inglesi tramite l’appoggio di Owen McSwiny, impresario teatrale e mercante d’arte irlandese.

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OPERE DI RILIEVO DI CANALETTO

 “Piazza San Marco verso la Basilica”

Canaletto
 “Piazza San Marco verso la Basilica” (1723 circa; olio su tela, 141,5 x 204,5 cm; Madrid, Museo Thyssen – Bornemisza)

In questo dipinto del Canaletto  si osservano sui lati i palazzi delle procuratie.

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Le Procuratie Vecchie si trovano a sinistra mentre le Procuratie Nuove sono a destra. Sullo sfondo, poi è raffigurato il Palazzo Ducale che si intravede dietro il campanile. Invece è ben visibile la facciata della Basilica di San Marco.

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La piazza è popolata da alcune figure umane. Infatti si può vedere la donna che si affaccia da una finestra e uno spazzacamino sulla piazza.

Canaletto dipinse molte vedute della città di Venezia con edifici dettagliati e piccole figure umane per animare le scene.

Nel dipinto la piazza è dominata dalla facciata della Basilica di San Marco.

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Per questo i viaggiatori contemporanei di Canaletto non mancavano di visitare questa piazza considerata il cuore di Venezia.

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“Il bacino di San Marco vero est”

Canaletto
“Il bacino di San Marco vero est” (1735-1740 circa; olio su tela, 125 x 204 cm; Boston, Museum of Fine Arts)

Una delle opere più interessanti di Canaletto è Il bacino di San Marco vero est.

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In quest’opera, Canaletto, grazie all’uso della camera ottica riuscì a rendere oggettiva la visione del paesaggio.

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Il risultato fu quello di una veduta estremamente ampia e monumentale. Ancora una volta Canaletto sorprende per la sua capacità di rappresentare i dettagli e per il suo atteggiamento scientifico di fronte al soggetto.

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I CAPRICCI DELL’ARTISTA

Per capricci si intendono le opere che dipinse il Canaletto  negli ultimi anni della sua vita. Come contrasto alle opere vedutiste  così realistiche e dettagliate, i capricci sono opere bizzarre e di fantasia dell’artista.

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Il capriccio è uno stile artistico cominciato nel Rinascimento e continuato nel Barocco, quando nella pittura venivano combinati insieme in modo spesso stravagante elementi come edifici, rovine archeologiche e altri elementi architettonici in combinazioni immaginarie e spesso bizzarre.

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 Questi dipinti possono comprendere anche figure di persone ma senza che siano il soggetto principale. Il capriccio rientra nella categoria più generale della pittura paesaggistica.

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“Paesaggio”

Canaletto
“Paesaggio”,  (Olio su tela cm87,5 x 120,5) Venezia Gallerie dell’Accademia, Collezione Siviero, 1742-1744,

Nel “Paesaggio” composto tra il 1742 e il 1744 emergono infatti i colori tellurici degli esordi nonché la stessa città di Roma colta attraverso diversi richiami architettonici come la cupola azzurra della basilica di San Pietro oppure l’arco di trionfo ispirato ai Fori romani.

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 Possano essere considerate indizio di uno spazio di stampo esplicitamente romano anche le poche figure che fanno da contorno alla veduta irreale, dalle suggestioni quasi mitologiche.

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 Esse si distinguono in modo netto dai personaggi delle vedute veneziane, opulenti signori o vivaci marinai, in quanto ritratte come dei pellegrini contraddistinti dall’attributo del bastone, utilizzato per sostenere lunghe camminate e per difendersi dalle minacce.

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Singolare risulta il personaggio che di spalle all’osservatore si appoggia ad una delle colonne del maestoso arco con aria mesta, assorto a leggere una didascalia o in una forma di contemplazione a noi preclusa.

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CONCLUSIONE

Abbiamo scoperto come le influenze del lavoro teatrale del padre abbia dato la possibilità al Canaletto di sviluppare qualità artistiche geniali, che spaziano dalla realtà particolareggiata, alla fantasia classica e mitologica.

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Ora potete tuffarvi anche voi nelle scene pittorico/teatrali del Canaletto .

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Articolo di: PSICHE
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