Arco Impacchettato di Christo – Spiegazione

Introduzione

Ne sarebbero sicuramente fieri Christo e la moglie Jeanne-Claude, gli artisti contemporanei rappresentanti della Land Art, nel vedere realizzato dopo sessant’anni il loro sogno: l’Arco di trionfo impacchettato e reso un’installazione artistica.

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A tal proposito, l’artista francese Cristo affermò:

Sarà come un soggetto vivente che si animerà nel vento e rifletterà la luce. Le pieghe si muoveranno, la superficie del monumento diventerà sensuale. Le persone avranno voglia di toccare l’Arco di trionfo“.

Ma chi sono i due artisti, la Land Art e soprattutto: perché impacchettare uno dei più rappresentativi monumenti parigini?

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Procediamo con ordine.

Christo e Jeanne-Claude , inventori della Land Art

Christo e Jeanne-Claude è il nome di un sodalizio artistico, oltre che coniugale, instaurato da Christo Javašev e Jeanne-Claude Denat de Guillebon, sfaldatosi con la morte di entrambi.

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I due artisti, potremmo definirli come i genitori della Land art, vale a dire, quel filone artistico contemporaneo, nato nell’America di fine anni Sessanta, caratterizzato dall’ intervento diretto dell’artista sull’ambiente naturale incontaminato come deserti, laghi, praterie, mare ecc.

Questo contatto, per certi sensi effimero, con la natura ha origine da una contro-risposta all’atteggiamento spregiudicato della Pop art e alla freddezza geometrica e schematica della Minimal art.

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A proposito di Pop e Minimal art: ti consiglio questi articoli:

Prima di rispondere all’ultima domanda però, è bene fare un excurus di pochi righi sull’Arc de Triomphe de l’Étoile e come è diventato uno dei monumenti più rappresentativi del popolo francese.

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l’Arc de Triomphe de l’Étoile

Situato al termine del viale dei Campi Elisi, al centro di piazza della Stella (oggi conosciuta come Charles de Gaulle), l’imponente architettura fu voluta da Napoleone Bonaparte per decantare figurativamente la vittoria nella battaglia di Austerlitz, come lui stesso diceva ai soldati che avevano partecipato al combattimento al suo fianco:

“si tornerà alle vostre case solo sotto archi di trionfo”.

Difatti, ne 1806 fu redatto un decreto imperiale il quale ordinava la realizzazione di un monumento trionfale dedicato alla valorosa impresa dell’esercito francese.

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Per la progettazione della struttura, l’architetto Jean Chalgrin si ispirò all’Arco di Tito presente nel Foro Romano.

Il cantiere non ebbe vita facile.

Tra le prime sconfitte delle milizie francesi e gli eventi del 1814, la costruzione dell’arco di trionfo fu interrotta e ripresa diverse volte, per poi essere addirittura accantonata sotto la Restaurazione.

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I lavori ricominciarono nel 1830, quando il re Luigi Filippo promosse l’intento architettonico di Napoleone, ma con una rinnovata accezione: commemorare l’onore di tutti coloro che combatterono per la Francia tra il 1792 ed il 1815.

Dopo queste brevi digressioni, torniamo al progetto protagonista di questo dossier: l’arco di trionfo impacchettato.

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L’arco impacchettato

L’impresa ha visto il monumento francese coperto da 25.000 metri di tessuto riciclabile in polipropilene blu argentato e 3000 metri di corde riciclabili rosse. Merito di tutto questo è di Vladimir Yavachev, nipote dell’artista e supervisore del progetto “Arc de Triomphe, Wrapped“.

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Altre opere simili all’Arco Impacchettato

Quest’opera va ad arricchire la lista degli impacchettamenti di Christo e di Jeanne-Claude, che ha visto coprire edifici pubblici, fra i più celebri:

  • Pont-Neuf a Parigi
  • Reichstag di Berlino
  • la Fontana di piazza del Mercato
  • il Fortilizio dei Mulini di Spoleto
  • Kunsthalle di Berna (il museo d’arte svizzero)
  • il monumento a Vittorio Emanuele II in piazza Duomo a Milano
  • La Porta Pinciana a Roma.

Un’ulteriore novità che va a impreziosire, o meglio incentivare, la colossale idea progettuale del duo della Land Art è sicuramente, l’iniziativa di regalare ai visitatori dei piccoli ritagli del tessuto utilizzato per coprire l’arco trionfale francese.

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Un’azione che va a ‘’santificare’’ l’arte e più nello specifico, questo atto non esente da aspre critiche. Come una sorta di reliquia che va a testimoniare l’impresa di due artisti che hanno segnato le pagine della storia dell’arte contemporanea.

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Altre opere rinomate della mente creativa del duo artistico sono Floating Piers, sul lago d’Iseo:

Arco Impacchettato

una passerella che ha permesso di camminare sull’acqua ai visitatori di tutto il mondo; ancora, Running Fence, una recinzione continua con ampi teloni di nylon bianco appesi a un cavo d’acciaio sorretto da oltre duemila montanti metallici, tesa da Est a Ovest per quasi quaranta chilometri della campagna californiana, a nord di San Francisco. Per la realizzazione dell’intera struttura furono necessari quattro anni, ma l’opera, piuttosto fugace, ebbe una vita estremamente breve, solamente quattordici giorni.

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Articolo di: ANTONELLA BUTTAZZO
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