Antonella Iris de Pascale: Intervista all’artista

Presentati in breve raccontando di te, da dove vieni, la tua infanzia ecc…

Sono nata e vissuta a Firenze, fin da molto piccola amavo i colori, il canto e la musica, sono vissuta e sono
stata fortemente influenzata, da piccola dai 6 ai 12anni, dai ricami fiorentini i disegni sulle stoffe e
dall’imprinting dell’eleganza di mia madre molto colorata e fantasiosa che esprimeva il gusto degli anni
sessanta floreale, geometrico, ispirato alla moda dello stilista Emilio Pucci, poi dai 12 anni in poi, attraverso
mio fratello musicista, compositore sono entrata in contatto con l’esperienza visiva del “arte psichedelica”
che andava di pari passo con la musica rock psichedelica. A 13 anni ho iniziato a esprimermi, proprio
condizionata da queste immagini fortemente colorate, con l’astrattismo, ho iniziato a rompere e graffiare
con schizzi di colori impressi su varie superfici. È importante dire che ho avuto la possibilità di vivere in
ambienti fiorentini molto all’avanguardia, mio fratello Ernesto de Pascale, mi ha aperto le porte e la mente perché’ poi iniziai a
vivere nella fine degli ann70- 80 la New Wave fiorentina “La scena giovanile fiorentina era esuberante.
Mostre, party, feste, disco, rassegne cinematografiche, avanguardie teatrali, sfilate di moda; in una parola,
il trend fiorentino anni Ottanta esplodeva. Mi sembrava di trovarmi nel posto giusto al momento giusto”.
Pier Vittorio Tondelli

Come ti sei approcciata al mondo dell’arte?

Ho iniziato a esprimermi con l’arte a 13 anni, perché per me rappresentava, la via, la ribellione di sistema.
Ho fatto la mia prima personale a 19 anni. La mia famiglia non mi ha permesso di frequentare il liceo
artistico, quindi a 18 anni ho studiato disegno e pittura presso lo studio di un pittore paesaggista fiorentino
e quello che era certo che amavo l’astratto e la materia. Sperimentavo tra gessi bitumi, carte, vernici, tutto
quello che era funzionale a distruggere, la pittura era azione, attacco di rabbia, distruzione. Del resto colore
e materia erano perfetti per me in quel momento durato circa 13 dai miei 13 anni ai 26 anni. Nel frattempo
mi nutrivo di bellezza, ho studiato molto arteterapia e psicologia dell’arte, ho frequentato salotti artistici-
culturali, conosciuto artisti importanti, osservavo molto, ho avuto varie esperienze nel mondo della moda e
del cinema. Ho lavorato come segreteria di produzione con registi e cantanti e alcune di queste esperienze
sono state importanti per la mia maturazione artistica.

Parla del tuo stile

Il mio stile si è modificato nel tempo, potremmo dire che ho fatto un percorso inverso, dall’astrattismo a un
figurativo, surreale – concettuale. Da giovane dipingevo per esprimere me stessa, poi ho iniziato a inserire
nei miei lavori materici- astratti, strane forme “l’Anima” ancora oggi presente in tutto il mio lavoro artistico
l’anima vola libera, la mia “Signature”. Nei miei quadri sono arrivate esili figure ed era una pittura, piatta,
senza colore, bidimensionale. Un giorno arrivo nel 2015 il colore. Oggi rappresento, luoghi persone, scene di
vita, tematiche sociali, dentro a un grande contenitore chiamato “Trasformazioni in Viaggio” dove “l’anima
vola libera “. La tecnica è un mix fotografico e pittorico, la fotografia alcune volte viene stampata attaccata e
strappata come il décollage di Rotella, i quadri sono intensi pieni di colori e gestaltici, hanno molti livelli di
profondità e portano l’osservatore a dover andare. cucio, strappo, ricucio, uso la tela come una stoffa dove
imprimo ricordi e sensazioni, oppure tratto temi, luoghi o persone, a cui do nuovi significati e la tela e il
quadro serve per narrare una storia. Dipingo per comunicare col mondo, e per cercare di trasmettere
attraverso colore e formi bellezza.

Quali sono gli artisti che più ti piacciono e hanno influenzato la tua pittura?

Modigliani e le sue donne esili, impalpabili etere senza pupille e il suo rapporto con loro, Modigliani
credeva che gli occhi fossero lo specchio dell’anima ma che solo se conosceva a fondo l’anima dei suoi
modelli o delle sue muse, ne dipingesse gli occhi. Egon Schile e le sue figure spigolose, la sua arte forte,
esagerata, sofferente, conflittuale. Per quanto riguarda la ricerca del colore Kandinsky. Mentre in In questo
ultimo periodo sono attratta dal lavoro di Rotella, di cui fondamentalmente, mi interessa la tecnica al di là
del contenuto.

Quali sono le tue opere che ritieni più belle e significative?

La mia ultima collezione ha il titolo “Danzando la vita”, sta a significare:” vivi ballando la vita che vuoi!”,
seguendo il tuo ritmo.
Essendo i miei lavori sempre a sfondo introspettivo, la danza rappresenta la metafora dell’azione del vivere,
ma all’interno di quest’azione danzante, ne possiamo stabilire il ritmo.
IL ritmo puo essere e ‘Il ritmo è binario (2/4) ad andamento lento, ma esistono varianti come la milonga
(primo quarto a sincope interna, movimento più mosso, battuta 4/8) o un ritmo celere. Il ritmo e il suono
vanno di pari passo con il movimento e i tipi di danze che amo rappresentare. Per esempio il tango un ballo
fatto di una fusione tra passi e abbracci, un mix di Arte, musica. Amo molto il tango perché è di coppia,
L’uomo guida la donna lo segue per molti si collega alla tristezza “Il tango dà un passato a chi non ce l’ha e
un futuro a chi non lo spera. (Arturo Pérez-Reverte) per altri è felicità quando Borges incontrò Astor Piazzola. Amo il flamenco in quanto donna flamenco, si impone sul palcoscenico col suo ritmo e battito di piedi, lei
con la sua sensibilità e forza artistica, e si crea un proprio spazio fondamentale all’interno del mondo
flamenco troppo spesso dominato dagli uomini. Amo la trance dance come nel mio ultimo, complesso
quadro sui dervisci danzanti dove un derviscio pratica una forma di meditazione fisicamente attiva.

Quali aspettative hai per il futuro della tua carriera da artista?

Per me non ci sono aspettative, ma atti di volontà, credendo nel principio della legge dell’attrazione, in
questo caso, sto facendo una serie di azioni importanti, affiancata da chi crede nel mio lavoro, credendo e
volendo, affinché si possa associare il mio nome Antonella de Pascale in arte Iris, come l’artista dell’Anima,
ovvero uno stile una ricerca quale somma delle mie esperienze, passate e presenti con cui io mi esprimo. I
miei obbiettivi futuri avere acquirenti stranieri e esporre all’estero, Londra, Parigi.
È in fase di creazione il mio archivio storico

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