Mark Cattaneo: Biografia, opere e pensieri dell’artista

Il caos viene inteso come sinonimo di confusione.
Il pensiero che mi riguarda, mi porta a dire che è incomprensione.
Ciò che noi consideriamo caotico è una parte di un qualcosa che in un determinato
momento non siamo in grado di spiegare, di accettare, di cogliere.
Ne diamo allora la giustificazione di caos.
Se questa parte che non è caotica ma bensì incompresa, la vediamo in un altro,
successivo, spazio emotivo o temporale, vedremo che quel caos è in equilibrio con
tutto ciò che gli sta intorno. Un equilibrio asimmetrico. Tutto è bilanciato, tutto è
armonioso anche dove prima non sembrava.
Ti sarà capitato nella tua stessa vita di vivere esperienze, solitamente per le più
difficili, che le hai considerate una sfortuna, una disgrazia, qualcosa che non avresti
meritato. Poi ad una distanza, queste stesse, le hai rivalutate, o le hai considerate
addirittura cosi importanti che ti hanno fatto svoltare la tua vita , la tua conoscenza,
la tua coscienza.
E cosi con questa materia, metallo e acidi, corrosioni e ossidazioni, a cui si da una
direzione , ma non comandi nulla. Con cui ti relazioni, e ti arriva una risposta, Non
come la credevi, ma come deve essere. Perché tu stesso, non sai quale risposta sia
meglio per te.

Biografia


Un approccio esperienziale fondato sulla sperimentazione diretta di tecniche e materiali, inglobandone i diversi alla propria irrinunciabile visione, risulterà essere una costante dominante in tutto il suo percorso di ricerca. Dal 2010 la produzione dell’artista si stanzia principalmente tra ortografia, scultura e pittura materica attraverso metalli, resine, terracotta e legno , focalizzata in un processo di astrazione del soggetto dal caos del reale, ricollocato ora in una dimensione di isolamento in cui le peculiari qualità esteriori rivelano le verità interiori della condizione terrena.​
I materiali e le tecniche diventano linguaggi diversi per parlare delle componenti estetiche e strutturali, relazionali ed emozionali, consapevoli e nei tanti gradi di coscienza, che stanno alla base delle vicende umane, intrise di domande, errori e nuove esperienze, di vita che scorre. Nel 2017, inizia il ciclo di abbandono di opere, con la Serie 7 , realizzate in ceramica raku con l’integrazione di legno, ferro e diversi filamenti, disseminandole tra gli spazi preposti all’arte nel contesto della Biennale di Venezia, oltre che sparsi lungo le calli della stessa città, liberandole a un ignoto destino. Seguono, in versioni evolute, Serie 8 Venezia, Serie 9 Roma, Serie 1196 Veneto. In questi anni prende il via l’indagine ancora in corso sulla memoria esperienziale della materia attraverso il deterioramento del metallo, l’applicazione di objets touvés o il loro inglobamento, l’aggiunta di acrilici e terre e lo scorrere del tempo, in stratificazioni successive fino ai 18 mesi per le più materiche, unitamente alle interessanti/sate condizioni atmosferiche del luogo di evoluzione. Ispirato dalla concezione fotografica di Mario Lasalandra, si approccia alla fotografia come progetto visivo.

Statement

La mia ricerca è rendere tangibile la relazione tra l’essere umano e l’impalpabile dimensione generativa del caos. La condizione umana è immersa in uno stato di meraviglioso equilibrio asimmetrico che si manifesta in un continuo generare di possibilità. Cullato da questa incessante successione di eventi generativi, l’uomo a volte si lascia trasportare seguendo la marea, altre volte pensa di tracciare una propria rotta. La visione particolare di ciascun individuo determina così la scelta di una direzione nella non assoluta prevedibilità degli accadimenti e delle sue infinite variabili, che diventano un valore fondante nelle deviazioni dai percorsi principali. In questo caos primordiale, dove il caos non è sinonimo di caotico ma di questo meraviglioso equilibrio asimmetrico, ogni scelta costituisce una variazione nell’errare dell’esistenza e offre nuova linfa vitale in forma, non di risposte certe, bensì di altri punti di domanda che diventano il motore propulsore della vita stessa. Nelle mie opere, moti inattesi. Catturando un frammento della memoria esperienziale che ogni soggetto-oggetto conserva nelle proprie fibre, nelle superfici lavorate dal tempo e nelle pieghe
nascoste dei gesti. Isolo dal caos una visione, presentando un’immagine ricca delle evoluzioni del tempo, dello spazio, dell’imprevedibile, della vita.
All’osservatore spetta il compito e la libertà di cercare sé stesso in ogni piccola sfumatura, di riconoscersi nella forma esteriore ma anche dell’esperienza necessaria per arrivare a essa. Pittura, metalli, fotografia, resine, terracotta e legno di un informale astratto.

Installazione “Dorso”

Da quanto tempo si sentono frasi sul leggere fa bene alla mente, al cuore, alla comprensione. Leggere ti libera. Leggere è come viaggiare.
Quale libertà, quali viaggi?
Non è forse vicino il punto di vista dove il saper leggere, conoscere e divulgare, va di pari passo
con le intenzioni di chi espande il suo sapere con un preciso scopo?
Quanti sono i libri che sono stati scettri di potenza e soprusi o gli stessi, enunciatori di armonia,
umanità o trascendenza?
Un libro è solo uno strumento, e come tale è l’utilizzo che ne determina un tipo di valore.
Se passiamo ad un livello personale, quante volte ti è stato utile un libro per uscire da una
situazione che ritenevi abnorme?
Quante volte hai usato la tua cultura, il tuo sapere, per calpestare l’altro? Per dimostrare che tu
(io) sei migliore? Come un’arma che non sparge sangue nell’imminente fendente.
I libri sono muri. Come tali impediscono e costruiscono agendo all’unisono.
Per edificare una cultura e la tua di pari passo, è opportuno indirizzare lo sguardo sul fatto che si
sarà calpestati e a nostra volta lo faremo, inevitabilmente, per dare forma a quella costruzione
muraria che continuerà il suo ciclo.
Ognuno nel proprio percorso, passerà dall’una all’altra fase. Dallo scricchiolio della suola da sopra
di noi, a sotto, per arrivare a quella coscienza che non calpesta più e ti permette di -leggere- non
per interpretare ma per sapere.

markcattaneo.com ig: markcattaneo ig: mark.mkc

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