Jean-Michel Basquiat: Tutto ciò che bisogna sapere sull’artista

Una vita complessa:

Jean-Michel Basquiat nacque a Brooklyn, borough di New York, il 22 dicembre del 1960 da padre contabile haitiano e da madre statunitense di origini portoricane. Il giovane è un ragazzo molto particolare, ribelle e rivoluzionario, sin dalla sua tenera età dimostra un’inclinazione per il disegno e l’arte. Nel 1968 viene investito da un’autovettura e gravi lesioni interne obbligano i medici all’asportazione della milza. Durante il mese di degenza al King’s County, la madre gli regala il testo di anatomia Gray’s Anatomy di Henry Gray, che lo influenzerà molto: nelle sue opere riporterà poi molti elementi anatomici che vedremo poi. A quindici anni fugge da casa e vive per strada facendo graffiti e scrivendo sui muri della Grande Mela.

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Jean-Michel Basquiat

Perché Jean-Michel Basquiat scriveva “Samo”?

Con il suo amico Al Diaz inizierà la sua vera carriera artistica scrivendo frasi e aforismi sui muri di New York, i due appena maggiorenni si firmavano con l’acronimo “SAMO” L’artista ci spiega il significato di questa sigla…  

«Una notte stavamo fumando e*ba ed io dissi qualcosa sul fatto che fosse sempre la stessa m*rda: The Same Old Shit. SAMO, giusto? È così che iniziò, come uno scherzo tra amici, e poi crebbe.»

Jean-Michel Basquiat, intervista al Village Voice, 1978)

Jean-Michel Basquiat

Come si sono incontrati Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol?

Nel 1978 lascia gli studi alla City-as-School, ritenendoli inutili, guadagnandosi da vivere vendendo delle cartoline da lui decorate. Sarà proprio il tentativo di vendere una delle sue cartoline che cambierà il corso della sua vita: entrato in un ristorante di SoHo, Basquiat incontra per puro caso e avvicina Henry Geldzahler ed Andy Warhol il quale comprerà alcune delle sue opere; da qui nascerà una collaborazione artistica e un’amicizia che avrà alti e bassi a causa della vita sfrenata di Basquiat e della sua ossessione per la droga.

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Jean-Michel Basquiat

Stile artistico:

Basquiat ebbe una carriera artistica molto tormentata, alternava momenti di grande ispirazione e di produttività a momenti di depressione e solitudine creativa. Inizialmente i suoi lavori avevano come supporto i muri della sua città, solo dopo cominciò a lavorare su tela, dipinge in modo violento e in modo frenetico, frettoloso, come se ci si trovasse nel bel mezzo di un rito di una tribù africana. Prima ho parlato del libro di anatomia che sua madre gli regalò quando venne ricoverato in ospedale: grazie a ciò, nella maggior parte delle sue opere si possono notare molteplici elementi anatomici come ossa, cervelli, cuori, teschi che somigliano quasi a maschere africane e altri organi. Frequente è il simbolo stilizzato della corona che utilizza come una firma. Analizziamo gli elementi delle sue opere.

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 La morte:

Parlerò della morte di Basquiat partendo da questo quadro “Cavalcando la morte” che dipinse pochi giorni prima di morire dopo aver assunto una quantità esagerata di eroina. Il quadro richiama palesemente l’Africa, infatti è facile associarla ad una pittura parietale preistorica. Ci troviamo in un ambiente indefinito: uno sfondo marrone solcato da due figura deboli, fragili e pronte a distruggersi, era un periodo molto triste per il pittore che forse aveva già previsto la sua imminente morte, la sua vita declinò dopo la morte del suo mentore Andy Warhol nel Febbraio del 1987. Jean-Michel Basquiat muore il 12 agosto del 1988, a ventisette anni, per overdose di eroina, nel suo studio sito in 57, Great Jones Street, a Manhattan. Il suo corpo viene ritrovato, nudo, in un cassonetto dell’immondizia.

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