L’urlo di Edvard Munch – spiegazione dell’opera

L’urlo – Edvard Munch

Vita e arte di Edvard Munch

Edvard Munch (1863-1944) aveva mostrato come lo stato di angoscia possa trasformare l’uomo in una maschera di dolore e di disperazione. Egli divenne, dunque, il principale riferimento della cultura espressionista tedesca e austriaca. Munch ha affrontato temi profondamente umani come la solitudine, la malattia e la morte, l’annullamento dell’identità individuale, la crisi dei valori morali e della religione. Segnato fin dalla prima infanzia da tragiche vicende familiari, soggiornò in diverse città della Germania e della Francia, diffondendo presso le nuove generazioni i modi di una pittura intensa e anticonvenzionale. Il suo quadro più celebre, L’urlo, rappresenta la radicale evoluzione dell’arte figurativa sotto la spinta di questa profonda inquietudine.

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L'urlo - Edvard Munch

La sua opera più famosa: L’urlo

L’urlo anche detto il grido è una serie di dipinti (tempera e pastello su cartone) del 1893-1910 di Edvard Munch. Prima di passare ad un’analisi più dettagliata è lo stesso pittore che ci racconta come è nato il suo capolavoro:

«Una sera camminavo lungo un viottolo in collina nei pressi di Kristiania – con due compagni. Era il periodo in cui la vita aveva ridotto a brandelli la mia anima. Il sole calava – si era immerso fiammeggiando sotto l’orizzonte. Sembrava una spada infuocata di sangue che tagliasse la volta celeste. Il cielo era di sangue – sezionato in strisce di fuoco – le pareti rocciose infondevano un blu profondo al fiordo – scolorandolo in azzurro freddo, giallo e rosso – Esplodeva il rosso sanguinante – lungo il sentiero e il corrimano – mentre i miei amici assumevano un pallore luminescente – ho avvertito un grande urlo ho udito, realmente, un grande urlo – i colori della natura – mandavano in pezzi le sue linee – le linee e i colori risuonavano vibrando – queste oscillazioni della vita non solo costringevano i miei occhi a oscillare ma imprimevano altrettante oscillazioni alle orecchie – perché io realmente ho udito quell’urlo – e poi ho dipinto il quadro L’urlo.»

Testo tratto da una pagina del suo diario.


Descrizione: 

L’urlo – Edvard Munch:  In primo piano vi è una figura piuttosto ambigua che probabilmente rappresenta il pittore stesso. La figura (rappresentata come un teschio) è rappresentata nel momento di un urlo straziante, una sorta di esplosione del dolore e dei problemi che il pittore portava dentro di sé. È importante il fatto che la figura non sia completa, infatti le gambe del personaggio sono fuori dal quadro, ciò rende il tutto meno stabilizzante e rappresenta una sorta di incertezza e instabilità mentale dell’artista. Se si guarda più in profondità di questa passerella in riva ai fiordi norvegesi si vedono altre figure, cupe, nere, probabilmente dei personaggi nobili e borghesi. Questi personaggi sono indifferenti all’urlo del pittore infatti con questo dipinto il pittore vuole raccontare l’indifferenza delle persone nei confronti della sofferenza altrui.

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L'urlo - Edvard Munch

Ad urlare non è solo la figura che potremmo quasi definire extraterrestre, ma è l’intero quadro, basta vedere i colori (complementari rosso-verde, azzurro-arancione) e le pennellate, veloci, morbide e confuse, agitate come se volessero scappare del dipinto.

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