Ibra Al dairi: Intervista all’artista

Presentati in breve

Sono Ibrahim Al dairi, detto Ibra , nato in Giordania nel 1994. Italo/Giordano a tutti gli effetti, essendomi trasferito in Italia nei primi anni di infanzia. La mia passione per l’arte e il bello a radici profonde nella mia infanzia e si è sviluppata grazie ad un contesto scolastico abbastanza unico. La scuola che frequentavo aveva abbastanza a cuore la formazione culturale degli alunni, difatti organizzava con grande frequenza gite in città limitrofe dove si visitavano strutture/chiese/palazzi di varie epoche storiche piene di eleganza e bellezza ma soprattutto decorate con dipinti meravigliosi che all’impatto suscitavano in me una forte emozione tanto che a casa tentavo sempre di emulare ciò che avevo visto. Dunque queste esperienze giovanili dove forse più di altri ho avuto la possibilità di immergermi nell’ arte e nella bellezza vecchia e moderna, anno plasmato chi sono oggi ed il mio percorso inevitabile verso la pittura.

Da quanto ti sei approcciato al mondo dell’arte?

Da sempre direi, da che io abbia ricordi ho sempre dipinto e disegnato, è qualcosa che mi a accompagnato per tutta la vita. Posso dire che sono stato un ritrattista fino a due anni fa, finché non mi sono imbattuto nella arte astratta. L’ astrattismo mi a permesso a differenza del ritrattismo di manifestare meglio le mie emozioni su tela, perché l’ immediatezza con cui si può creare una Opera d’arte, si fonde benissimo con me, che vivo di momenti e sensazioni.

Parla del tuo stile

Il mio è uno stile che definisco Razionale ed Irrazionale allo stesso tempo. Cioè una fusione delle due cose. Sono Razionale nel pensare alle combinazioni di colori che userò, che sono figlie di vari studi e sperimentazioni , quindi in una mia Opera la prima fase è una fase dove c è programmazione. Poi arriva l’irrazionale che è puro Action Painting, dove i colori spaziano su ogni angolazione della tela, creando forme  di ogni tipo, fuori contesto da ogni logica. Questo tipo di Opera da la possibilità a chi la osserva di intravedere raffigurazioni di ogni tipo, in base alla propria sensibilità.

Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato?

Principalmente due, che hanno influenzato ed ispirato il mio stile e soprattutto la mia visione creativa riguardante l’arte astratta. I due sono Gerhard Richter e Jackson Pollock. Il primo con il suo famoso Graffio della tela con cui mostrava il colore sottostante alla composizione creata. Mentre Pollock mi a illuminato con il suo arcinoto Dripping , che consiste nel far gocciolare o cadere il colore direttamente sulla tela, in modo istintivo seguendo l’emozione dell’attimo. Infine vorrei dire che, apprezzo molto anche gli artisti che hanno segnato un distacco netto dalla pittura che c’era prima di loro.

Quali sono le tue opere preferite

Nel percorso che ho fatto ci sono tre opere che hanno segnato un cambiamento nel modo che ho oggi di trasmettermi al mondo tramite l’arte. La prima è Chopin Rose, molto semplicemente il primo Dipinto che ho potuto definire per la prima volta Opera d’arte. La seconda è L’ oro in vetro, sperimentazione di Acrilico su vetro incorniciato , che nasce in un momento di crisi artistica e di stile, in questa Opera adottò uno modo diverso di dipingere da quello che avevo sviluppato. L’ oro in vetro ottiene enorme successo economico e critico, e da nuova linfa alla mia Arte. In fine c è ” Se l’ estate non canta in me, niente canta in me”, che è la mia Opera che ritengo la più bella, che racchiude in se il meglio delle mie emozioni e l’ abilità nel dipingere. 

Quali sono le tue aspettative per il futuro?

La mia aspettativa maggiore è continuare ad affermarmi a livello Nazionale ed Internazionale come già sto facendo. Continuare la mia ascesa nel firmamento della Modern Art. Poter sempre di più condividere la mia arte con il maggior numero di persone, trovare nuove opportunità di collaborazione ed esposizione con persone di Talento che amano e vivono di arte e bellezza come me.

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