Giorgio Sannino: intervista all’artista

Presentati in breve raccontando di te, da dove vieni, la tua infanzia ecc…

Sono nato a Bergamo, da diversi anni vivo a Bologna. Ho sempre avuto l’esigenza di esternare un’urgenza che abita costantemente in me, nel corso del tempo l’ho fatto con la scrittura,  poi con la musica, ma ad un certo punto le cose sono cambiate. 

Come ti sei approcciato al mondo dell’arte?

Ho cominciato a dipingere recentemente, fine 2020, durante la pandemia. Non potendo più suonare per via del lockdown ho sentito di nuovo questa esigenza e ho trovato la strada della pittura. Ora dipingo da poco più di tre anni con buone soddisfazioni, i miei quadri sono presenti in Italia e all’estero.

Parla del tuo stile

Sono partito dalla mia passione per il volto, con cui, al di là della mera verosomiglianza cerco di raggiunge le profondità dell’animo umano e, al contempo, la più intima spiritualità. Ultimamente mi piace sconfinare nell’astratto istintivo, utilizzo, oltre ai materiali tradizionali, materiali di scarto, carta, plastica, legno, reti metalliche, spesso combinati in strati sovrapposti. Sono quadri che, spero, emozionino e che a volte si creano da soli, partendo da un oggetto o un’ispirazione. Cerco di realizzare dipinti che non smettano mai di parlarti, capaci di raccontare qualcosa ogni giorno, nella loro complessa semplicità.

Quali sono gli artisti che più ti piacciono e hanno influenzato la tua pittura?

Frida Kahlo, indubbiamente. E Boldini, Hopper: li adoro. Caravaggio sempre, per citare le stelle. Tra i contemporanei invece mi piacciono i volti di Roberta Coni, li trovo di grande ispirazione.

Quali sono le tue opere che ritieni più belle e significative?

Aria è sicuramente un’opera che mi rispecchia, un’urlo, esternazione delle emozioni più profonde e a volte cupe. Un volto inquietante, tipologia che adoro realizzare. Ora quest’opera appartiene ad un collezionista di Barcellona. Faber invece,realizzato per il concorso artistico “Premio De Andrè” nel 2022, mi ha permesso di arrivare in finale, ora ha trovato casa in un B&B di gran classe in Franciacorta. Prima di colazione è un altro ritratto, a cui tengo molto e che, anche lui, non mi appartiene più, ma vive nella mia città, Bologna. 

Aria
“Faber”
Prima di colazione

Quali aspettative hai per il futuro della tua carriera da artista?

Spero di migliorare sempre ed affinare le mie tecniche, senza mai togliere spazio all’istinto e all’improvvisazione. Vorrei che i miei lavori arrivassero ovunque, in Italia e oltre. Lo so, piuttosto ambizioso, ma in fondo ho solo poco più di cinquant’anni!!

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