Autunno nell’arte: scopri le opere più innovative

L’autunno nell’arte è tra i temi più riprodotti dagli artisti. Nel corso dei secoli è stato rappresentato in maniera diversa: dalle tradizionali opere figurative fino ad arrivare a opere più surreali.

Sebbene tendiamo a pensare che questa stagione rappresenti la fine di tutti gli avvenimenti piacevoli, il significato della parola autunno deriva dal latino autumnus che significa arricchire. Forse è proprio grazie a questo dualismo che gli artisti hanno espresso il concetto in modo diverso: chi prediligendo rappresentazioni più malinconiche e chi più gioiose.

Autunno nell’arte: Arcimboldo

Giuseppe Arcimboldo, o Arcimboldi, è certamente noto per i suoi ritratti eseguiti attraverso l’unione della raffigurazione di oggetti, fiori e frutta. Probabilmente non a tutti piacerà questo artista milanese del Cinquecento, ma è innegabile il fatto che è stato tra gli artisti più eccentrici di tutti i tempi.

Sebbene si possa annoverare tra i manieristi, si distaccò notevolmente da questa corrente artistica creando uno stile personale, che già all’epoca suscitò curiosità. Alla sua morte avvenuta nel 1593, venne presto dimenticato a causa delle sue opere giudicate troppo estrose. Venne poi riscoperto nel Novecento quando artisti del calibro di Salvador Dalì si ispirarono a lui per creare soggetti surrealisti.

Arcimboldo univa sapientemente vari elementi come fiori e frutta che avevano un forte significato simbolico, ciò è ben evidente nel ciclo delle Quattro Stagioni.

Osservando il quadro Autunno notiamo come nel ritratto del volto maschile siano presenti raffigurazioni di frutta e verdura tipiche della stagione: l’uva sostituisce i capelli, la pera il naso, la castagna la bocca e una bella zucca diventa un cappello. Un chiaro riferimento alle maschere che si trovavano nelle fiere agricole, volte a evidenziare la varietà e la ricchezza del raccolto autunnale.

Autunno nell’arte: Courbet

Goustave Courbet era è stato un artista francese dell’Ottocento a cui si deve la nascita della corrente del realismo, termine coniato proprio dall’artista. Le sue opere rappresentano sempre la realtà priva di abbellimenti, crudele e drammatica, ponendo l’attenzione anche alle problematiche sociali e alle condizioni di degrado in cui viveva il popolo.

Non si limitò solo a dipingere contadini e poveri, ma anche la natura assume per lui un aspetto fondamentale, come possiamo notare proprio nel dipinto Il bosco d’autunno.

Nessuno meglio di lui ha saputo esprimere al meglio questa stagione. Osservando questo dipinto non possiamo non rimanerne affascinati. Probabilmente ci verranno in mente le passeggiate nel bosco con i colori che passano dal giallo al rosso all’arancio, avvolgendoci in un’atmosfera quasi magica.

Courbet rappresenta il bosco in maniera magistrale e solenne, infatti le foglie e gli alberi sono dipinti in modo scientifico, senza però tralasciare le emozioni. Grazie a pennellate rapide e indefinite unite a dettagli molto precisi riesce a creare un grande dinamismo nell’intera composizione.

Mucha e la ninfa dai capelli rossi

Le raffigurazioni dell’autunno però non si limitano solo alla scelta del paesaggio, o a elementi che possano ricordare la stagione, ma anche attraverso delle bellissime donne sensuali proprio come fece Alfons Mucha.

Autunno, opera realizzata nel 1896, fa parte di una serie di pannelli decorativi che comprendono il Ciclo delle quattro stagioni. In questo manifesto l’autunno viene ritratto come una ninfa della mitologia greca dai capelli rossi decorata con elementi tipici di questa stagione, come ad esempio si può notare nella rappresentazione dei tralci della vite.

Il corpo morbido e sensuale richiama quello di alcune modelle che l’artista fotografava prima di dipingerle.

Nello stile di Mucha si possono notare dei richiami ai preraffaelliti come ad esempio nel modo di dipingere i capelli che in questo caso sono coronati da una ghirlanda di crisantemi. Troviamo inoltre anche dei rimandi alle stampe giapponesi come si può osservare dai contorni ben definiti.

Mucha era un pittore originario della Moravia e fu un importante esponente dell’Art Nouveau attivo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Nel 1878 fece domanda per entrare all’Accademia di Belle Arti a Praga, ma non venne ammesso così decise di trasferirsi a Vienna dove lavorò come pittore per scenografie teatrali studiando contemporaneamente disegno.

Dopo dieci anni ritorna a Praga e inizia ad eseguire lavori importanti. Le sue illustrazioni, stampe e manifesti appaiono su delle riviste e iniziano ad essere esposte ottenendo un grande successo.

Autunno nell’arte: Kandinskij

Vasilij Vasil’evič Kandinskij, noto anche come Wassily Kandinsky, è stato un pittore russo della prima metà del Novecento ed è considerato il precursore della pittura astratta.

Le sue opere giovanili conservano tuttavia anche una pittura di tipo figurativo e risalgono proprio a questi anni due dipinti che rievocano l’autunno: Autunno in Baviera e Fiume d’autunno.

Autunno in Baviera è stato dipinto nel 1908 e si discosta dalle immagini tipiche autunnali a cui siamo abituati. Qui il blu, il giallo e l’arancione si accostano a colori che forse non ci ricordano l’autunno come ad esempio il rosa. In questo quadro Kandinskij ci vuole portare in un autunno diverso ma pur sempre affascinante.

Fiume d’autunno si presume sia stato dipinto intorno al 1917. Anche in questo caso percepiamo l’autunno grazie ai colori delle foglie arancioni e gialle, ma già iniziano a prevalere le caratteristiche della sua arte, come i toni freddi dell’acqua e del prato.

Sicuramente queste opere giovanili sono lontane dalle opere che maggiormente conosciamo, eppure ci ha dimostrato come l’autunno si possa rappresentare in un modo ancora diverso rispetto ai suoi predecessori.

Le foglie di Magritte

René Magritte è considerato uno dei pittori surrealisti più importanti e fu attivo agli inizi del Novecento in Belgio. Anche lui come altri artisti ha deciso di rappresentare l’autunno attraverso il proprio stile pittorico.

Nell’opera La ricerca dell’assoluto, dipinta nel 1948, Magritte dipinge una foglia secca dov’è possibile ammirare ogni singola venatura di cui è composta. Come sappiamo però, tutte le opere dell’artista hanno un forte significato simbolico: in questo caso ci vuole portare a riflettere sulla realtà e andare al di là delle apparenze.

Articolo di Elena Bruno

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