Giulio D’Anna e gli aeropittori italiani in mostra a Roma

Volete vedere una mostra davvero unica? Giulio D’Anna e gli aeropittori italiani è la mostra che non dovete assolutamente perdervi!

Dove? A Roma negli spazi espositivi del Mitreo presso il Municipio XI a Corviale. Avete ancora pochi giorni di tempo, infatti la mostra terminerà il 5 luglio.

Aeropittori: chi sono?

Siamo nel 1909 quando Filippo Tommaso Marinetti pubblica il Manifesto del Futurismo. Il movimento trova ispirazione nei cambiamenti che la società stava vivendo e le parole che più spesso vengono associate al Futurismo sono velocità e movimento.

Se i soggetti preferiti dai Futuristi erano la velocità del treno, del tram, dell’automobile e della bicicletta, con lo scoppio della prima guerra mondiale l’aereo divenne il veicolo più rappresentato.

In quegli anni numerosi aviatori italiani batterono record di velocità, altezza e distanza creando il mito dell’aereo italiano come sinonimo di invincibilità dando inoltre l’idea di uno stato potente e moderno.

È proprio in questo fervente clima culturale che nasce la seconda generazione di Futuristi definiti appunto Aeropittori, dove l’aereo diventa la principale fonte di ispirazione per numerosi artisti.

Tuttavia è solo il primo febbraio 1931 che in Piazza di Spagna a Roma, Marinetti inaugura la Prima Mostra di Aeropittura dei Futuristi dove sono esposti artisti come Giacomo Balla, Benedetta e Gerardo Dottori.

Giulio D’Anna e gli aeropittori italiani: com’è strutturata la visita

Giulio D'Anna, Sicilia,
Giulio D’Anna, Sicilia, 1936-1937

Le due opere futuriste di Giacomo Balla e della figlia introducono la mostra Giulio D’Anna e gli aeropittori italiani. Tuttavia soffermarsi su questi due artisti famosi sarebbe forse troppo scontato in quanto le opere successive meritano un’attenzione più dettagliata.

Il percorso inizia con le opere dell’artista siciliano da cui prende il nome la mostra: Giulio D’Anna. L’artista era affascinato dall’aereo tanto da diventare uno dei principali esponenti dell’aeropittura italiana.

In modo particolare rappresenta gli aerei Caproni, una delle aziende aeronautiche italiane più importanti dell’epoca. Di questi aerei ne segue le evoluzioni e le imprese rappresentandoli in diversi dipinti.

Ne è un esempio il dipinto Aerei Caproni in acrobazia dove in primo piano si possono proprio osservare due aerei che effettuano delle acrobazie.

Tutti gli aerei da lui rappresentati sorvolano paesaggi e città siciliane. In uno stesso quadro possiamo scoprire vari luoghi come se stessimo viaggiando veramente e lentamente passassimo da una città all’altra.

Nell’opera Sicilia possiamo fare un vero e proprio viaggio. Partiamo da una città, sorvoliamo paesaggi campestri, fino ad arrivare chiaramente a Catania dove il fumo dell’Etna ci accoglie mentre sullo sfondo possiamo scorgere sempre il blu del mare. I colori sono vividi e caldi, e non possono fare altro che venirci in mente le tipiche estati torride dell’isola.

Altre opere esposte

Benedetta Cappa, Ritmi di rocce e mare
Benedetta Cappa, Ritmi di rocce e mare, 1929

Ciò che mi ha colpito maggiormente sono le opere di artiste. Tra queste troviamo Benedetta Cappa con un’opera che la rese celebre alla Biennale del 1930: Ritmi di rocce e mare dove l’azzurro domina l’intero dipinto. Predilige soprattutto scenari naturali dove l’acqua e l’aria sono i veri protagonisti in un movimento unico.

Un’altra artista che merita attenzione è Leandra Angelucci Cominazzini con Virate Astrali dove i toni dell’arancio, blu e bianco si mescolano delicatamente. La pittura astratta sembra quasi far emergere una sorta di astronavi che compiono delle virate paraboliche tra gli astri.

Una parte della sala principale è anche dedicata all’aeropittura di guerra. Il Futurismo è il movimento artistico che per eccellenza rappresenta al meglio i cambiamenti dell’epoca e nessun movimento prima di lui è riuscito a rappresentare la società contemporanea.

Gli interventi in guerra nella seconda metà degli anni Trenta, portarono gli aeropittori all’abbandono della visione quasi romantica del movimento per dedicarsi ad aspetti più drammatici.

Vengono abbandonati i colori accesi del blu e del verde in favore dei rossi del sangue e del grigio dei carri armati e degli elmetti. La pittura è sì ricca di movimento ma assume un tono decisamente più drammatico e documentaristico dove vengono spesso rappresentati i bombardamenti. Venne infatti pubblicato nel 1941 il Manifesto della pittura di bombardamento.

Queste opere sono decisamente le più dolorose di tutto il percorso, ma che rappresentano uno spaccato della storia del nostro Paese.

Non voglio però svelarvi altro perché in questa mostra ognuno di voi potrà trovare delle opere che sicuramente lo coinvolgeranno più di altre. Il mio invito è quello di lasciare che le opere vi parlino, lasciate che siano loro ad attirare il vostro sguardo per scegliere voi stessi su quali soffermarvi maggiormente.

Giulio D’Anna e gli aeropittori italiani: conclusione del percorso

Gerardo Dottori, Volo sul Paese
Gerardo Dottori, Volo sul Paese, 1930

A conclusione, ancora poche opere su cui vi invito a prestare attenzione prima di soffermarvi sulla parte denominata Edicola Futurista, dove troverete stampate alcune pagine del giornale Futurismo e che potrete prendere donando una piccola offerta. Se volete potete anche lasciare la vostra firma e una piccola opinione sulla mostra nel “libro degli ospiti”.

Se devo essere sincera, ho iniziato la visita dalla fine per una questione emotiva.

Nel 2009 in occasione del Centenario del Futurismo in varie città Italiane si erano tenute numerose mostre a riguardo e mi era capitato di vedere un’opera che mi aveva particolarmente affascinata: Volo sul paese di Gerardo Dottori. Anche la tecnica con cui è stata realizzata è molto particolare: si tratta di idromatita e tempera su cartone.

Ritrovare esposta al Mitreo quest’opera è stata per me un’emozione fortissima. Ricordo ancora il vortice di emozioni che provai la prima volta che la vidi. Parlo di vortice perché quello che vi troverete davanti sembra proprio un vortice che dal basso, per lo meno io è così che l’ho sempre interpretato, vi trascina verso il blu del cielo.

Vorrei che vi soffermaste a guardare questo quadro: l’aereo vola sulla città, le case diventano via via sempre più piccole, lo spazio infinito del cielo è circondato dal verde forse di un prato anch’esso infinito. Quello che rimane è solo il rumore dell’aereo e un senso di libertà.

Vi ho incuriosito? Allora vi ricordo che avete tempo solo fino al 5 luglio, dalle 15:30 alle 19:30 presso lo spazio espositivo del Mitreo a Corviale. Ingresso gratuito.

Articolo di Elena Bruno

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