Giorgio Vasari: Biografia, stile e opere principali

Biografia di Giorgio Vasari

Giorgio Vasari nasce ad Arezzo il 30 Luglio 1511. Suo padre, Antonio Vasari, era un mercante di stoffe: Vasari viene subito proiettato ad un futuro da artista (e non solo) sin dall’età fanciullesca, poiché frequentò, non appena ne ebbe la possibilità, la bottega del rinomato maestro vetraio Guillaume de Marcillat. Vasari non acquisisce nozioni unicamente di tipo artistico, ma si cimenta anche nell’architettura realizzando le fondamenta dell’organo del Duomo Nuovo a Brescia; inoltre, acquisisce nozioni di tipo umanistico dal poligrafo Giovanni Pollio Lappoli.

Vasari poi procedette gli studi a Firenze, al tempo città in piena fioritura artistica, dove ebbe l’occasione alla corte medicea, di approfondire il suo studio umanistico accanto allo scrittore italiano Pierio Valeriano. Giorgio Vasari, insieme all’amico Francesco Salviati, condivide una passione comune, quella per le opere antiche: infatti tra il 1531 e il 1532, i due visitarono Roma per godere del fascino delle opere classiche.

Vasari e Rosso Fiorentino

Nel 1527 la vita del Vasari viene sconvolta dalla morte del padre che porta l’artista in miseria, costringendolo a realizzare varie opere architettoniche per monasteri e certose al fine di guadagnarsi da vivere. Nel 1528 però, la vita del Vasari prende una svolta positiva determinata dall’incontro con Rosso Fiorentino, uno dei futuri pionieri della corrente artistica del manierismo, con cui lega uno stretto rapporto di amicizia: Vasari in seguito, sarà e non poco, suggestionato dal metodo pittorico di Rosso Fiorentino (Vedi “Deposizione di Sansepolcro”). Con i primi ricavi provenienti dalle sue commissioni, Vasari riesce a farsi costruire una casa nelle campagne aretine oggi diventata museo per le opere (sia letterarie che artistiche) del Vasari).

Vasari e la famiglia De’Medici

Nel 1537 il Vasari cade in una profonda depressione per via delle continue sollecitazione da parte della famiglia De’Medici e decide quindi di trasferirsi all’Eremo di Camaldoli, edificio di culto dove realizzò diverse pitture per i monaci e dove condusse una vita da eremita. Dopo un lungo periodo di ritiro spirituale, Il Vasari nel 1538 si trasferisce a Roma per affinare le sue tecniche pittoriche. Durante la sua permanenza a Roma, Vasari viene contattato nuovamente dalla famiglia De’Medici per fare ritorno a Firenze, ma quest’ultimo rifiuterà l’invito. Negli anni a seguire Giorgio Vasari girerà buona parte della penisola italiana, da Napoli a Rimini fino a Venezia.

Lo stile pittorico del Vasari

Il Vasari nelle sue opere risulta ripetitivo e quanto più confusionario, non usa colori accesi, e presta poca attenzione ai dettagli piuttosto che alla narrazione dei fatti che vuole rappresentare. Come tutti i suoi contemporanei “colleghi” rappresenta spesso scene religiose come nell’opera della “Tentazione di San Girolamo”, volutamente non rifinita per ricreare agli occhi dello spettatore una sensazione di compassione nei confronti del vecchio inginocchiato a terra, e di beatitudine per i cherubini che lo circondano.

Vasari
Tentazione di San Girolamo

Il Vasari riprende soprattutto il metodo pittorico di Michelangelo e Raffaello perchè ritenuti fonte di ispirazione per quest’ultimo: Giorgio Vasari inoltre è stato uno dei primi artisti a concretizzare, tramite le sue opere, il concetto di rinascimento, di rinascita artistica.

L’architettura del Vasari

Una delle più famose opere architettoniche attribuite al Vasari, è sicuramente il Corridoio Vasariano, costruito nel 1565 al fine di collegare Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti passando per gli Uffizi e per il Ponte Vecchio. Per costruire il corridoio, Vasari usa un tipo di arco molto evoluto per l’epoca ma allo stesso tempo molto semplice: L’arco a tutto sesto. Il corridoio nasce per dare un’ulteriore sicurezza ai granduchi permettendogli di muoversi in sicurezza attraverso un corridoio sopraelevato.

Vasari

Lo stile del ponte ricorda molto lo stile romano, ed è qui che si può osservare l’impronta Vasariana ricordando la permanenza dell’artista a Roma. Gli archi a tutto sesto usati da Vasari infatti, ricordano molto gli acquedotti romani privi di una distribuzione architettonica e un’originale (tipico del romano) ricerca della semplicità. I materiali dell’opera sono sfruttati al meglio e senza ostilità, in quanto materiali semplici e poveri: In quest’opera si usano ciottoli e pietre di ogni tipo.

Vasari e la letteratura

Eccoci arrivati infine alla parte più importante della vita di questo enigmatico artista: La scrittura. Infatti Vasari è definito il primo critico d’arte del rinascimento, ed hanno più fama le sue opere letterarie piuttosto che quelle artistiche ed architettoniche. Fra le più note opere letterarie di Vasari possiamo individuare il “Le vite de’ più eccellenti architetti, scultori, et scultori italiani” un’opera che raccoglie buona parte delle biografie di alcuni dei più grandi artisti italiani. Inoltre, nell’opera, racconta anche diversi pettegolezzi su quest’ultimi: racconta per esempio di un “piccolo Giotto” che disegna una mosca su un’opera di Cimabue, e Cimabue invano cerca di scacciarla. Ne parleremo più approfonditamente in un prossimo paragrafo.

Opere principali di Giorgio Vasari

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Ritratto di Lorenzo il Magnifico

In questa opera conservata al museo degli Uffizi a Firenze, possiamo osservare come il Vasari decida di rappresentare Lorenzo Il magnifico in abiti domestici, simbolo del fatto che l’artista ancora una volta ricerca scene di quotidianità per le sue opere. Tuttavia l’abito pellicciato all’estremità delle maniche del vestito, simboleggia lo “status sociale” del soggetto.

Il Magnifico sembra appoggiato a una lastra di cemento con delle lettere impresse sopra quest’ultima: inoltre ha la mano poggiata sulla fibbia a simboleggiare, se vogliamo, anche lo stato di allerta in cui si trova il Magnifico. Le iscrizioni sulla colonna riportano il seguente testo “Come i miei avi fecero con me, anch’io con la mia virtù illuminerò il cammino dei miei posteri”. Il magnifico è contornato da dei volti che rappresentano i vizi e le tentazioni che inducono l’uomo in errore. Dobbiamo ricordare infatti che nel rinascimento nasce l’ideale di “umanesimo”, cioè quella corrente di pensiero che poneva l’essere umano al centro di tutto. Sulla destra del quadro, in basso, vediamo un’altra composizione miliare sulla quale si può leggere l’iscrizione “La Virtù sottomette i vizi” un altro accenno cioè, alle tentazioni umane.

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Palazzo della Carovana

Su richiesta del Granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici, Vasari ebbe l’occasione nel 1562, di ristrutturare il Palazzo della Carovana (o dei Cavalieri) a Pisa. In particolare, l’edificio all’interno presenta sale molto ampie ed eleganti, ma allo stesso tempo molto semplici: La facciata del palazzo è finemente rifinita con delle armoniose limature che rappresentano alcuni segni zodiacali. La facciata inoltre è completa di alcuni busti aggiunti in tempi diversi fra loro: fra questi busti possiamo notare quelli di Cosimo I de’ Medici, del figlio Francesco I, e di Fernando I. La scalinata di marmo posta davanti al palazzo, inoltre, è stata rifatta nel 1821 da Giuseppe Marchelli, sostituendo quella originale.

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Giudizio Finale

Non si può non menzionare quindi il “Giudizio Finale”, iniziato da Giorgio Vasari, posto all’interno della famosissima cupola del Brunelleschi a Firenze. Questo affresco rappresenta il “Cristo Giudice” coperto da una chiarissima aurea affiancato dalla Madonna e da San Giovanni, che si posa sulle tre virtù Teologali (La speranza, la fede, e la Carità). Possiamo osservare nell’affresco un coro di angeli muniti di strumenti della passione.

Nella parte inferiore dell’opera l’osservatore viene proiettato invece all’inferno, dove il diavolo regna e i dannati implorano pietà per la salvezza dell’anima. In questo affresco alcuni concetti astratti vengono propriamente personificati: per esempio i due bambini posti sulla seconda navata (partendo da spora) a destra, rappresentano le stagioni e il tempo che passa rigoroso. E’ giusto però dire che l’affresco non è stato interamente realizzato da Vasari, anche perchè dal punto di vista delle tempistiche, per i Medici, una cosa del genere non sarebbe stata accettabile: infatti questo affresco venne realizzato con l’aiuto dell’artista Federico Zuccari.

Come abbiamo la rappresentazione dell’inferno, Giorgio Vasari ci delizia anche con la visione paradisiaca dell’opera: in particolare, osservando attentamente l’affresco, vediamo alcune figure collocate in paradiso, per esempio gli apostoli e gli evangelisti, artefici del bene contrastante il male. L’affresco è diviso in tre settori: Il primo settore che raccoglie Cristo, la Madonna, i vari angeli e persino i santi fiorentini, il secondo nel quale vi sono raffigurati gli angeli che usano la croce come strumento di protezione, e il terzo il quale nella parte in alto viene a rappresentare i sacerdoti, i vescovi, e quindi la parte “terrestre”, mentre nella parte più in basso l’inferno dal quale possiamo cogliere sensazioni di degrado e animalesco ambiente.

Vasari

Le Vite

Passiamo adesso ad analizzare più approfonditamente l’opera letteraria del Vasari. L’approccio con cui Vasari “giudica” e “critica” le opere e le vite degli altri artisti è piuttosto serio e invadente. Infatti Vasari nella sua raccolta di biografie racconta ogni singolo dettaglio e pettegolezzo della vita delle persone che aveva conosciuto e non, a volte dandogli anche una accezione negativa. Un pettegolo particolare che conosciamo oggi è quello di “Giovanni Antonio Bazzi” chiamato “Il Sodoma” si pensa per il suo orientamento sessuale.

Il vasari rappresenta perfettamente come un evento, una storia, e persino un pettegolezzo, possano influire sulla “carriera” dell’artista portando ad una specie di “gogna mediatica”, possiamo dire che il Vasari quindi oltre ad essere un architetto ed un artista era anche un grande comunicatore. Tuttavia se per alcune persone il Vasari era “il più grande pettegolo del suo tempo”, per altre era anche un grandissimo critico d’arte: grazie alla sua percezione “michelangelesca” e “raffaelliana” dell’arte, Vasari era in grado di giudicare colore, metodo di pitturazione, e significato dell’opera, proprio come un vero critico d’arte dei nostri tempi.

Conclusioni su Giorgio Vasari

Insomma, in conclusione, possiamo dire che Giorgio Vasari è stato uno dei primi critici d’arte della storia: ma dobbiamo ricordarci che li dobbiamo tanto, in quanto non solo Artista, ma anche Architetto e Letterato. Inoltre, senza alcuni aneddoti che scrisse, oggi non avremmo fonti certe su alcuni eventi che riguardavano Artisti e scultori.

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