Curiosità su Claude Monet

Curiosità su Claude Monet

Curiosità su Claude Monet: Quando parliamo di Impressionismo, inevitabilmente pensiamo a Claude Monet:

il pittore che riesce a cogliere l’essenza e la bellezza della natura.

Colui che di getto mette su tela la prima impressione di un paesaggio; colto in uno specifico momento della giornata. Con i colori e le fattezze che quel paesaggio assume in quel preciso momento.

Il materiale che abbiamo a disposizione su quest’artista è vasto e svariate sono le curiosità sul suo conto.

Monet nasce il 14 novembre del 1840 a Parigi. La sua infanzia la trascorre nel porto di Le Havre, dove il padre ha un negozio di forniture marittime. Già da bambino mostra un talento artistico discreto e a quindici anni comincia ad adoperare matita e carboncino per realizzare delle caricature che hanno notevole successo.

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L’intervallo di Le Havre è particolarmente felice per il giovane pittore che di frequente si reca in campagna o sulla riva del mare a dipingere il paesaggio della Normandia in compagnia di Jongkind che casualmente conosce. L’incontro con il pittore olandese è un’altra esperienza fondamentale per Monet di cui riportiamo le parole: “Mi venne la bella idea di fare un disegno della brava bestia. Ma la brava bestia era piuttosto capricciosa e cambiava posizione di continuo. Inseguendola col cavalletto in una mano, la sedia nell’altra, cercavo alla meno peggio di riguadagnare il punto di osservazione.

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Le mie manovre dovevano essere molto divertenti perché sentii dietro di me una gran risata. Mi voltai e vidi un colosso ansimante. Ma il colosso aveva buone intenzioni. «Aspetta un minuto» disse, «ti aiuto io!»  Il colosso si avvicina alla mucca a grandi passi e, afferrandola per le corna, cerca di metterla in posa. La mucca, non abituata a questo trattamento, se la prende a male.

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Ora toccava a me ridere. Il colosso, sconfitto, lascia perdere la bestia e viene a parlare con me. Era un inglese in visita, molto appassionato di pittura e anche molto ben informato su quanto accadeva nel nostro paese” Il racconto di questo particolare aneddoto, ben ci fa comprendere il concetto di en plen air.

All’aria aperta, significava proprio dire addio agli studi accademici, alle proporzioni e ai bozzetti preparatori. Per dare spazio a ciò che la natura muoveva nell’animo dell’artista che poi di getto lo rendeva su tela.

Claude Monet Militare?

Curiosità su Claude Monet: Nel 1860 è  costretto ad interrompere la sua attività pittorica a causa della guerra in Algeria dove viene chiamato a prestare servizio militare. Resterà estasiato dai colori di questa terra e ci resterà fino all’anno seguente, quando rientrerà a Parigi. Nei primi anni di lavoro Monet non vive momenti felici, soprattutto dal punto di vista economico, finché i creditori gli confiscano tutte le tele in suo possesso e non può dipingere per mancanza di colori.

Curiosità su Claude Monet

“Nello studio” – Claude Monet

Nel 1861, realizza “Nello studio”, opera che segna la fase finale della sua formazione, in cui il chiaroscuro e la prospettiva iniziano a far perdere le loro tracce lasciando spazio alle sue impressioni.

Curiosità su Claude Monet

La Moglie Camille

“Camille in abito verde” del 1866 rappresenta quella che sarà più avanti sua moglie, dalla quale avrà un figlio. Ed è in questo periodo che si concentra sull’accostamento dei colori complementari che rendono estremamente luminose le opere e che scuotono gli animi degli accademici del suo tempo.

Dopo la morte della moglie Camille, avvenuta nel 1879, Monet decide di trasferirsi fuori Parigi, precisamente a Giverny. Qui, con la sua famiglia e la sua nuova compagna, da vita a un luogo incantato interamente dedicato alla sua creatività, un vero e proprio giardino privato, lontano dai rumori cittadini e da qualunque distrazione.

Il pittore francese è riuscito a creare una vera e propria opera d’arte: uno stagno delle ninfee di grandi dimensioni e un dolce ponte giapponese che lo attraversa da parte a parte.

Il suo giardino e le ninfee che navigano sullo specchio d’acqua diventano per lui una vera e propria ossessione, fino al punto di realizzare circa 250 opere.

Curiosità su Claude Monet

I Paesaggi di Claude Monet

Curiosità su Claude Monet: I paesaggi di Monet, realizzati con un attenzione particolare ai riflessi della luce sull’acqua, rappresentano le prime opere dell’impressionismo.

Fu proprio l’opera di Monet “Impression. Soleil levant” del 1872 ed esposta nel 1874 a suggerire il nome per la nuova corrente artistica: l’Impressionismo.

Nelle opere di Monet, come nella Serie di Cattedrali del 1894, la ripetizione di un medesimo soggetto è dettata dalla velocità di cogliere un soggetto appunto in momenti luminosi diversi. Claude Monet approfondisce le leggi fisiche che stanno alla base della percezione della luce e del colore da parte dell’occhio umano.

Dedica infinite variazioni dello stesso soggetto al solo scopo di catturare un momento preciso e una luce particolare.

Monet e la religione

Monet non era religioso, ma profondamente positivista. Al termine della lunga vita del pittore troviamo quadri di possente energia, che trasmettono una vitalità costante che sembra non voler accettare la sconfitta.

Curiosità su Claude Monet
La tomba di Monet

I suoi ultimi anni

Gli ultimi anni della vita del pittore non sono felici: perde un figlio, si ammala di tumore ai polmoni e pian piano la vista inizia ad abbandonarlo.

Ma nonostante le estreme difficoltà dovute a questa disabilità, lui continua a dipingere. Crede che cogliere le bellezze naturali, da diverse angolazioni e in diverse condizioni dia all’osservatore la chiave per assimilare tutte le sfaccettature e le sfumature di quella vista.

Quasi cieco, nel 1916, si fa costruire un grande studio dove realizza tele lunghe quasi 6 metri, utilizzando come modello piccole tele dipinte all’aperto, ma soprattutto affidandosi al ricordo.

La sua, che a molti poteva sembrare un’ossessione, era proprio il modo di valorizzare ogni singolo aspetto della realtà a lui circostante, senza che di essa se ne perdesse nessuna caratteristica.

Muore il 5 dicembre del 1926.

Articolo di ANTONELLA GRAZIANO

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