Arte degenerata: significato, storia e spiegazione

Definizione e Significato dell’Arte degenerata

L’arte degenerata è un termine coniato dai nazisti negli anni ’30 per denigrare e censurare opere d’arte che non aderivano agli ideali estetici e politici del regime. Questo concetto abbracciava vari stili modernisti come l’espressionismo, il dadaismo, il surrealismo, e il cubismo, considerati moralmente corrotti, antitedeschi o semplicemente incomprensibili dalle autorità naziste. Gli artisti associati a questi movimenti furono perseguitati, le loro opere furono confiscate, distrutte o esibite in mostre con l’intento di ridicolizzarle e screditarle, come nella famigerata mostra “Entartete Kunst” del 1937. Questo termine riflette non solo l’avversione del regime nazista verso l’arte moderna, ma anche il suo tentativo di controllare e manipolare la cultura per sostenere la propria ideologia.

Origine del termine

Il termine “arte degenerata” (in tedesco “Entartete Kunst”) fu coniato durante il regime nazista in Germania, specificamente negli anni ’30. Fu introdotto per la prima volta nell’ambito dell’ideologia nazista, che mirava a purificare la cultura tedesca da influenze considerate nocive o estranee agli ideali ariani. Joseph Goebbels, ministro della Propaganda del Terzo Reich, giocò un ruolo cruciale nella promozione di questa terminologia.

Il termine fu usato per denigrare una vasta gamma di stili artistici moderni, che i nazisti consideravano degenerati, sovversivi e antitetici alla purezza della razza e della cultura tedesca. Le opere d’arte etichettate come “degenerate” furono confiscate dai musei, e gli artisti associati a questi movimenti furono spesso perseguitati. La famosa mostra “Entartete Kunst” del 1937 a Monaco di Baviera espose molte di queste opere confiscate, con l’intento di ridicolizzarle e sottolineare la loro presunta inferiorità culturale.

Il Periodo Storico

Il concetto di “arte degenerata” emerse nel contesto della Germania nazista, durante il periodo compreso tra l’ascesa al potere di Adolf Hitler nel 1933 e la fine del regime nazista nel 1945. Questo periodo storico fu caratterizzato da un tentativo sistematico di controllare e manipolare la cultura e l’arte per promuovere l’ideologia nazista e i suoi ideali di purezza razziale e estetica.

Nel 1937, il regime nazista organizzò la famigerata mostra “Entartete Kunst” a Monaco di Baviera, dove furono esposte circa 650 opere d’arte confiscate dai musei tedeschi. L’esposizione aveva l’intento di denigrare e ridicolizzare le opere moderne, presentandole in modo caotico e accompagnate da didascalie denigratorie. La mostra attirò milioni di visitatori e servì come strumento di propaganda per giustificare ulteriori persecuzioni degli artisti e il controllo statale sull’arte.

Parallelamente, il regime promosse l’arte “ariana”, che doveva esprimere i valori di bellezza, forza e purezza razziale. Questa arte ufficiale veniva celebrata nella Grande Esposizione di Arte Germanica (Große Deutsche Kunstausstellung), che si teneva annualmente nella Casa dell’Arte Tedesca (Haus der Deutschen Kunst) di Monaco. Durante questo periodo, molti artisti modernisti furono costretti all’esilio, incarcerati o costretti a lavorare in segreto, mentre le loro opere venivano distrutte o disperse.

Questo controllo e manipolazione della cultura ebbero un impatto duraturo sulla storia dell’arte, con molte opere perse o danneggiate e una generazione di artisti modernisti che dovette affrontare gravi difficoltà e persecuzioni.

Linea temporale dell’arte degenerata

1920s: Periodo di grande fermento artistico e innovazione nell’arte moderna in Germania e in Europa.

1933: Adolf Hitler diventa Cancelliere della Germania. Inizia la politica nazista di controllo dell’arte e della cultura.

1934: Fondazione della “Kulturkammer” (Camera della Cultura) nazista, organo di controllo culturale.

1937:

  • 19 luglio: A Monaco di Baviera viene inaugurata la mostra “Entartete Kunst” (Arte Degenerata), organizzata dal regime nazista per denigrare l’arte moderna non conformista.
  • La mostra presenta opere di artisti considerati decadenti e anti-nazisti, tra cui molti espressionisti, cubisti, dadaisti e surrealisti.

1938:

  • Chiusura della mostra itinerante “Entartete Kunst” dopo aver visitato diverse città tedesche.
  • Opere d’arte confiscate e vendute o distrutte dal regime nazista.

1945: Fine della Seconda Guerra Mondiale e crollo del regime nazista.

Dopo il 1945:

  • L’Arte Degenerata viene rivalutata e studiata come parte importante della storia dell’arte moderna.
  • Gli artisti perseguitati durante il regime nazista vengono riconosciuti e celebrati per il loro contributo all’arte.
Arte degenerata

La visione nazista dell’arte

L’ideologia nazista aveva una visione chiara e rigida su ciò che l’arte doveva rappresentare e come doveva essere utilizzata per sostenere gli obiettivi del regime. Secondo i nazisti, l’arte doveva riflettere e promuovere i valori della razza ariana, la purezza razziale, la forza fisica, l’eroismo e il legame con la terra e le tradizioni tedesche. L’arte era vista come uno strumento propagandistico fondamentale per inculcare questi ideali nella popolazione e per esaltare la grandezza del Terzo Reich.

Il regime nazista, sotto la guida di Adolf Hitler e del ministro della Propaganda Joseph Goebbels, disprezzava profondamente l’arte moderna e considerava molte delle sue correnti – come l’espressionismo, il dadaismo, il cubismo, il surrealismo e l’astrattismo – come corrotte, decadenti e pericolose. Questi stili erano visti come una minaccia all’ordine e alla moralità ariana, associati spesso con influenze straniere, ebrei, bolscevichi e intellettuali progressisti, tutti considerati nemici dello stato nazista.

La mostra “Entartete Kunst” del 1937 rappresentò il culmine di questa campagna contro l’arte moderna. Le opere furono esposte intenzionalmente in modo disordinato e accompagnate da scritte denigratorie per enfatizzare la loro presunta inferiorità e devianza. Allo stesso tempo, il regime promuoveva l’arte ufficiale “ariana” nella Grande Esposizione di Arte Germanica, che presentava opere che idealizzavano il corpo umano, la famiglia ariana, la vita rurale e le imprese militari.

Gli artisti modernisti che non fuggirono dalla Germania o non abbandonarono i loro stili furono spesso perseguitati, emarginati o costretti al silenzio. Molti subirono la distruzione delle loro opere, la perdita dei loro mezzi di sussistenza e, in alcuni casi, la reclusione o la morte. Questo periodo buio della storia dell’arte ha avuto un impatto devastante sul patrimonio culturale mondiale e sulla vita di numerosi artisti, segnando una delle pagine più tragiche dell’interazione tra politica e arte.

Arte degenerata

Propaganda e Censura

La propaganda e la censura furono strumenti fondamentali per il regime nazista nella costruzione e nel mantenimento del suo controllo sulla società tedesca. La propaganda, orchestrata dal ministro della Propaganda Joseph Goebbels, mirava a influenzare l’opinione pubblica, promuovendo gli ideali nazisti e demonizzando i loro nemici. La censura, d’altra parte, era utilizzata per sopprimere qualsiasi forma di espressione che fosse in contrasto con l’ideologia del regime.

Propaganda

La propaganda nazista sfruttava tutti i mezzi di comunicazione disponibili: giornali, cinema, radio, manifesti, eventi pubblici e, ovviamente, l’arte. L’arte ufficiale promossa dal regime doveva incarnare gli ideali di bellezza, forza, purezza razziale e devozione alla nazione tedesca. La Grande Esposizione di Arte Germanica, tenuta annualmente, esibiva opere che esaltavano questi valori. I temi comuni includevano ritratti idealizzati di famiglie ariane, eroi militari, contadini al lavoro e scene della mitologia tedesca.

La propaganda non si limitava a promuovere l’arte approvata, ma mirava anche a distruggere la reputazione dell’arte moderna e dei suoi creatori. La mostra “Entartete Kunst” del 1937, organizzata a Monaco, espose opere confiscate da artisti modernisti in modo deliberatamente caotico e con didascalie sprezzanti, per ridicolizzarle e presentarle come una minaccia alla cultura e alla moralità tedesca.

Censura

La censura era strettamente legata alla propaganda. Il regime nazista mise in atto un controllo rigoroso su tutte le forme di espressione artistica e culturale. Libri, musica, teatro e arte visiva furono soggetti a un severo controllo statale. Opere considerate “degenerate” furono bandite, e molti artisti furono costretti all’esilio, incarcerati o messi a tacere. Le opere d’arte moderna furono confiscate dai musei, molte furono distrutte, altre vendute all’estero per raccogliere fondi per il regime.

Gli artisti che volevano continuare a lavorare in Germania dovevano conformarsi agli standard estetici e ideologici imposti dal regime. Molti artisti, scrittori e intellettuali furono costretti all’autocensura per evitare persecuzioni. Questa repressione sistematica non solo limitò la libertà di espressione, ma ebbe anche un effetto duraturo sulla cultura e sull’arte tedesca, soffocando la creatività e privando il mondo di molte opere d’arte potenzialmente rivoluzionarie.

Arte degenerata

La Mostra di Arte Degenerata del 1937

La mostra di Arte Degenerata del 1937, conosciuta in tedesco come “Entartete Kunst,” fu un evento organizzato dal regime nazista a Monaco di Baviera con l’obiettivo di screditare e ridicolizzare l’arte moderna, che il regime considerava corrompente e pericolosa per la società tedesca. L’esposizione fu inaugurata il 19 luglio 1937, poco dopo l’apertura della Grande Esposizione di Arte Germanica, che celebrava l’arte ufficiale approvata dal regime.

Contenuti della Mostra

La mostra “Entartete Kunst” comprendeva circa 650 opere, tra cui dipinti, sculture, stampe e libri confiscati da musei e collezioni private in tutta la Germania. Le opere esposte appartenevano a vari movimenti modernisti come l’espressionismo, il dadaismo, il cubismo, il surrealismo e l’astrattismo. Tra gli artisti le cui opere furono esposte figuravano nomi illustri come Marc Chagall, Wassily Kandinsky, Paul Klee, Ernst Ludwig Kirchner, Emil Nolde e Otto Dix.

Obiettivi e Presentazione

L’esposizione era progettata per presentare queste opere in un modo che le facesse apparire caotiche e incomprensibili. Le opere furono appese disordinatamente, spesso accompagnate da didascalie denigratorie e commenti sarcastici che ne criticavano la qualità e ne sottolineavano la presunta natura degenerata. Le opere erano affiancate da fotografie di persone con disabilità fisiche e mentali, nel tentativo di collegare l’arte moderna a una presunta decadenza biologica e morale.

Impatto e Conseguenze

La mostra attirò un pubblico vasto e curioso, con oltre due milioni di visitatori nelle diverse città in cui fu allestita, tra cui Berlino, Lipsia, Düsseldorf, e Amburgo. Nonostante l’intento del regime fosse quello di screditare l’arte moderna, l’evento suscitò anche un grande interesse per queste opere, contribuendo involontariamente alla loro notorietà.

Dal punto di vista politico, la mostra rappresentò un momento cruciale nella politica culturale nazista, segnando una linea di demarcazione netta tra ciò che il regime considerava arte accettabile e ciò che riteneva degenerato. Gli artisti modernisti furono perseguitati, molti furono costretti all’esilio, e le loro opere furono distrutte, vendute all’estero o nascoste.

Eredità Storica

La mostra “Entartete Kunst” è oggi vista come un simbolo della repressione culturale nazista e della lotta per la libertà artistica. Le opere sopravvissute sono diventate testimonianze storiche di un periodo di grande turbolenza e censura, e molte di esse sono ora considerate capolavori dell’arte moderna. La mostra ha anche stimolato una riflessione critica sul rapporto tra arte e politica, evidenziando i pericoli dell’autoritarismo culturale e dell’intolleranza.

Riscoperta Post-Bellica dell’arte degenerata

La riscoperta post-bellica dell’arte degenerata segna un capitolo importante nella storia dell’arte e nella comprensione del periodo nazista. Dopo la caduta del Terzo Reich nel 1945, le opere d’arte che erano state confiscate, nascoste o vendute dai nazisti cominciarono a riemergere, portando con sé un rinnovato interesse per gli artisti e i movimenti modernisti precedentemente perseguitati.

Recupero e Restituzione delle Opere

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, le forze alleate e varie organizzazioni culturali si impegnarono nel recupero delle opere d’arte trafugate dai nazisti. Molte opere furono trovate in depositi segreti e restituite ai musei o ai legittimi proprietari, sebbene molte altre rimasero disperse o distrutte. Il processo di restituzione fu complicato e spesso lungo, ma permise a molte opere di tornare alla luce dopo anni di oblio.

Rivalutazione Critica e Storica

La riscoperta delle opere etichettate come “degenerate” portò a una rivalutazione critica degli artisti e dei movimenti coinvolti. L’arte moderna, che era stata denigrata e bandita dal regime nazista, cominciò a essere riconosciuta per il suo valore artistico e storico. Le opere di artisti come Paul Klee, Wassily Kandinsky, Emil Nolde e altri furono esposte nuovamente nei musei e studi critici furono pubblicati per analizzare e contestualizzare il loro lavoro.

Mostre e Riconoscimenti

Negli anni successivi alla guerra, numerose mostre furono organizzate per presentare e celebrare l’arte degenerata. Una delle più significative fu la mostra “Twentieth Century German Art” alla New Burlington Galleries di Londra nel 1938, che già durante il periodo nazista cercava di mostrare e salvaguardare l’arte bandita dal regime. Dopo la guerra, mostre come “Entartete Kunst: Das Schicksal der Avantgarde im Nazi-Deutschland” tenutasi a Berlino nel 1991, e molte altre in tutto il mondo, contribuirono a ristabilire il prestigio degli artisti modernisti e a sensibilizzare il pubblico sull’importanza di proteggere la libertà artistica.

Influenza sull’Arte Contemporanea

La riscoperta dell’arte degenerata ebbe anche un impatto significativo sull’arte contemporanea. Gli artisti del dopoguerra furono influenzati dalle opere e dalle storie dei loro predecessori perseguitati, e molti videro nelle loro esperienze una fonte di ispirazione e di riflessione sulle questioni della libertà, della censura e del ruolo dell’artista nella società. Questo periodo di riscoperta e riflessione contribuì a un rinnovato interesse per l’espressionismo, il dadaismo e altri movimenti modernisti.

Memoria e Educazione

La riscoperta dell’arte degenerata ha anche avuto un ruolo importante nella memoria storica e nell’educazione. Le opere e le storie degli artisti perseguitati sono diventate parte integrante dei programmi educativi e delle narrazioni museali, aiutando a sensibilizzare le nuove generazioni sui pericoli della censura e dell’autoritarismo. I musei e le istituzioni culturali hanno creato collezioni e esposizioni permanenti per preservare la memoria di questo capitolo buio della storia dell’arte.

In sintesi, la riscoperta post-bellica dell’arte degenerata ha permesso di recuperare e valorizzare un patrimonio culturale che era stato quasi perduto, riaffermando l’importanza della libertà artistica e del pluralismo culturale nella società.

Riassunto e conclusioni sull’arte degenerata

L’arte degenerata, nota in tedesco come “Entartete Kunst”, è stata un fenomeno culturale e politico significativo durante il regime nazista in Germania. Questo termine è stato coniato per denigrare e censurare le forme d’arte moderna che non corrispondevano agli ideali estetici e politici del regime di Adolf Hitler. Movimenti come l’espressionismo, il dadaismo, il surrealismo e altri stili considerati “non ariani” o devianti vennero perseguitati, con opere confiscate, esposte pubblicamente per essere ridicolizzate o distrutte.

La mostra “Entartete Kunst” del 1937 a Monaco di Baviera è stato il culmine di questa campagna contro l’arte moderna, dove opere di artisti rinomati furono esibite in un contesto disordinato e denigratorio, accompagnate da descrizioni sarcastiche per sottolinearne la presunta inferiorità morale e culturale. Questo evento ha rappresentato un tentativo sistematico del regime nazista di controllare e manipolare la cultura per sostenere la propria ideologia di purezza razziale e nazionalista.

Tuttavia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, molte di queste opere furono recuperate e riconsiderate, portando a una rivalutazione critica degli artisti modernisti perseguitati. Mostre internazionali hanno contribuito a ristabilire il prestigio di artisti come Paul Klee, Wassily Kandinsky, Emil Nolde e molti altri, riconoscendo il loro contributo significativo alla storia dell’arte.

L’eredità dell’arte degenerata serve anche come monito contro la censura e l’autoritarismo culturale. Le opere sopravvissute fungono da testimoni di un periodo di repressione artistica e di persecuzione degli intellettuali, e sono diventate parte integrante della memoria storica e dell’educazione sulla libertà di espressione e sulla diversità culturale.

In conclusione, l’arte degenerata rappresenta un capitolo oscuro ma significativo nella storia dell’arte moderna, evidenziando i rischi della manipolazione politica della cultura e il potere dell’arte nel resistere e trasformare la società.

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