Il bacio di Hayez: amore o guerra?

“Il Bacio” di Francesco Hayez è senz’altro, uno dei dipinti più famoso al mondo.

Realizzato nel 1859, l’opera non è solo l’espressione di un amore profondo tra due giovani amanti ma racchiude in sé anche un forte messaggio politico poiché ci troviamo nel periodo risorgimentale caratterizzato da grandi pulsioni di ribellioni e da ideali di libertà.

L’amore per la patria e l’impegno in campo politico e militare diventano, per la prima volta, sentimenti popolari alla vigilia dell’Unità d’Italia che avverrà qualche anno dopo.

Francesco Hayez, autore del dipinto, è considerato il caposcuola del Romanticismo italiano. Artista molto ammirato dai suoi contemporanei non solo in campo pittorico ma anche nell’ambito politico tanto da aver contribuito al rinnovamento dei temi pittorici di ispirazione sia storica che culturale. I suoi sentimenti patriottici ed indipendentisti, inoltre, gli avevano fatto guadagnare la stima anche da parte di Giuseppe Mazzini.

Nei suoi quadri, è sempre presente l’attenzione per il particolare ricostruendo dettagliatamente luoghi, abiti e arredi del periodo prescelto. Il gusto teatrale fa da cornice alle sue rievocazioni storiche rendendole uniche nel suo genere e riempiendole di un appassionato spirito patriottico. 

“Il bacio” particolare del pugnale

Dove ci troviamo?

La romantica scena che tutti gli amanti vorrebbero riprodurre, avviene nell’androne di un castello medievale. Gli indizi che portano a pensare a tale contesto sono facilmente ritrovabili nei grandi blocchi di pietra che costituiscono le mura e le decorazioni scolpite sullo stipite. Il ragazzo, inoltre, indossa un’armatura cavalleresca infatti sotto il suo mantello, sul fianco sinistro, si può intravedere un’arma.

“Il bacio” Hayez, particolare

Cosa sta succedendo?

Due giovani ragazzi, presi da un improvviso slancio d’amore, si stanno scambiando un appassionato bacio in un clima altamente romantico. I ragazzi sono avvolti in abiti quattrocenteschi: all’epoca, dalla letteratura al teatro, era scandaloso riprodurre una scena d’amore ambientata nella realtà. I due amanti sono in piedi: il giovane indossa un ampio mantello marrone e un cappello che copre quasi interamente il suo viso mentre la giovane veste un semplice abito azzurro con una lunga capigliatura sciolta. All’interno della scena è il ragazzo che svolge il ruolo di protagonista: trattiene il volto della donna che si abbandona a lui e, nello stesso tempo, compie il primo passo verso il gradino di una scala: forse questo è l’ultimo bacio dato alla sua amata prima di partire per la guerra? 

Le tre versione de “Il Bacio” di Hayez

Cosa c’entra la politica?

Dietro questa scena intima si nasconde però un messaggio politico molto forte: il Romanticismo in Italia assume i colori del patriottismo e sfocia nell’odio verso lo straniero che in quegli anni si identificava, nelle terre lombarde, con la dominazione austriaca.

Il pugnale del ragazzo, simbolo della ribellione contro il potere asburgico, come il suo passo verso la scala sono segnali quasi impercettibili di una situazione che non è solo romantica.

Nelle varie versioni de “Il bacio” si notano i colori diversi degli abiti che portano l’occhio attento del visitatore a vedere in loro la cromia dell’Italia e della Francia: l’azzurro del vestito della ragazza e il rosso della calzamaglia del giovane ricordano il tricolore francese; nella seconda versione la veste bianca della fanciulla ricorda l’Italia che si completa nella terza versione quando il mantello verde del giovane amante, la calzamaglia rossa e il panno bianco sui gradini si intersecano formando i colori del nostro Tricolore. Hayez desidera così rappresentare simbolicamente l’alleanza tra Italia e Francia nelle guerre di Indipendenza.

Il dipinto precede di poco l’entrata a Milano, liberata dagli austriaci,  di Vittorio Emanuele II e di Napoleone III, re di Francia. Inoltre, alle loro spalle, sulla sinistra si intravede un’ombra, forse di una sagoma umana: di chi sarà? Non si hanno certezze sull’appartenenza dell’ombra. Secondo alcuni si tratta di un congiurato, secondo altri di una semplice domestica ma l’interpretazione più intrigante sarebbe quella di vedere, dietro quell’ombra, la presenza di una spia austriaca che sorveglia i due giovani. 

“Il bacio”, Brera 

 Dove posso vederlo?

“Il bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del secolo XIV”, così recita il titolo completo della prima versione del 1859, è custodito presso la Pinacoteca di Brera, nel cuore della città di Milano. È stato il committente stesso, Alfonso Maria Visconti di Saliceto, un nobile appartenente ad un ramo secondario della illustre famiglia milanese, a donare poco prima della morte avvenuta nel 1886 il prezioso quadro alla Pinacoteca di Brera dove è tuttora visitabile. 

Reinterpretazione di Federico Seneca per i Baci perugina

Reinterpretazioni

Come succede per tutti i più grandi capolavori così è successo anche per “Il bacio” di Hayez. Numerose sono state le reinterpretazioni che hanno avuto come soggetto questo romantico momento. Una delle più famose è stata quella operata da Federico Seneca, direttore artistico della Perugina degli anni Venti. Cambia l’ambientazione: non più un castello a fare da sfondo alla scena ma una notte tranquilla e serena. Non più un bacio affrettato ma un abbraccio placido, avvolgente quasi a creare un unico corpo in un tempo eterno facendoci volare nel viaggio più bello della vita che è l’amore. 

“Il bacio” reinterpretazione di TV Boy

E come dimenticare la rivisitazione di TV Boy, al secolo Salvatore Benintende, realizzata dal famoso street artist italiano durante la pandemia del 2020 dove i due giovani si baciano appassionatamente indossando una mascherina mentre entrambi tengono in mano l’amuchina. 

Curiosa e simpatica è anche la rivisitazione fatta da Daniele Urgo in arte DONE, un giovane grafico, videomaker ed illustrator, formatosi all’Accademia delle Belle Arti di Brera. In questo remake, il momento dolce del bacio non è disturbato dalla fretta di andare a combattere ma da un venditore ambulante di rose. 

Senso, film (1954) Luchino Visconti

Non solo nell’arte ma anche nel cinema, “Il bacio” è stata la fonte di ispirazione per alcuni registi. Basti pensare al film “Senso” di Luchino Visconti e alla sua scena del bacio. 

La lista dei remake potrebbe continuare a lungo perché la grandezza di un’opera  non si esaurisce mai ma prosegue all’infinito.

“Il bacio” di Hayez: un’apparente scena romantica che unisce amore e politica nel gesto più naturale e intenso che due amanti si possano scambiare. 

Articolo di Canti Franca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *