PICASSO: evoluzione dei suoi autoritratti – Gli occhi irrequieti di un grande artista 

Pablo Picasso è stato uno dei più grandi artisti del XX secolo. Nato a Malaga nel 1881, fondò il movimento Cubista nel 1907 con l’amico Georges Braque. Di carattere irrequieto e indomito, usò la sua arte per capire se stesso e il mondo intorno a lui, sperimentando e cambiando il proprio punto di vista nel corso della sua lunga vita.

Osservare i suoi autoritratti è come compiere un viaggio attraverso le molte fasi della sua vita da artista.

N°1

1896   –   15 anni

Il suo primo autoritratto a 15 anni è ancora legato alla tradizione pittorica dell’Ottocento. L’espressione quasi timorosa, lo sguardo indagatore rivolto all’osservatore. Su sfondo e giacca scuri, spicca il colore acceso del volto.

N°2

1900   –   19 anni

Carboncino su carta. L’artista mette maggiormente in risalto i suoi grandi occhi.

L’espressione rivela maggiore sicurezza e una grande voglia di comunicare.

N°3

1901  –  20 anni

Siamo nel cosiddetto Periodo Blu (dal 1901 al 1904): i suoi dipinti sono cupi, freddi, sui toni del blu e del turchese. In questo autoritratto l’artista appare avvolto da un cappotto blu e il suo viso rivela tristezza e la depressione che lo colpirono in quegli anni. Il suicidio del suo amico Carles Casagemas lo portarono a modificare anche il suo stile pittorico. I soggetti preferiti dall’artista i questo periodo furono: gli esiliati, i detenuti, i mendicanti, le persone del circo, i disperati.

N°4

1906   –   25 anni

Picasso si trasferisce a Parigi, a Montmartre tra poeti e scrittori bohémien. Dopo il Periodo Blu , che raffigura temi di povertà, solitudine e disperazione con toni cupi, il Periodo Rosa rappresenta invece personaggi di un mondo nuovo ai suoi occhi, un mondo dove le persone fanno i lavori più strampalati per vivere: saltimbanchi, maschere e pagliacci.

In questo autoritratto si raffigurò a mezzo busto con la tavolozza in mano, è giovane e veste in modo informale; lo sguardo assorto che guarda nel vuoto.

N°5

1907   –    26 anni

E’ l’anno in cui Picasso, con la sua opera Les Demoiselles d’Avignon dà inizio al Cubismo.

Anche in questo caso l’artista dà molto risalto ai grandi occhi, rappresentati sinteticamente, che guardano oltre la tela, negli occhi lo spettatore. E’ uno sguardo intenso e deciso che sembra ribadire con forza la sua volontà di trasformare la tradizione figurativa occidentale.

N°6

1917   –   36 anni    (carboncino)

Siamo alla fine della Prima Guerra Mondiale, Picasso torna all’ordine e al classicismo, producendo opere che rimandano al Rinascimento italiano. Anche in questo caso cerca di dialogare con lo spettatore.

N°7

1938   –   57 anni

Il 1937 è l’anno di Guernica

Sempre lui con grandi occhi nell’atto di dipingere: con tela, tavolozza e pennelli.

Gli occhi scomposti, vogliono creare un filo che unisce l’uomo e la sua arte.

In quest’opera il Cubismo si sposa con il nascente Surrealismo.

N°8

1965   –  84 anni

Picasso affronta ogni tema con grande libertà di esecuzione. Dipinge con una velocità mai riscontrata prima nella sua opera. Emula in queste opere la rozzezza, la sincerità crudele e spontanea dei bambini usando colori vivaci e accesi, e attraverso la confusa stesura del colore che pare erroneamente gettato sulla tela.

N°9

1966   –   85 anni

Picasso cerca di capire, attraverso le diverse esecuzioni che fece in quegli anni, come l’artista riesca a trasportare sulla tela una realtà così misteriosa come quella del corpo umano.

N°10

1971  –   90 anni

Gli ultimi lavori dell’artista sono soggetti a continue sperimentazioni. A 90 anni , ancora instancabile, si mette alla prova usando in pittura alcune tecniche apprese lavorando la ceramica.

N°11

1972  (28 giugno) –   91 anni

Ora le sue tele acquisiscono una nuova sensibilità cromatica e formale: linee curve, spirali e forme ovali sono messe in diretta contrapposizione a linee taglienti e affilate. Il segno con il quale la figura viene realizzata sembra ritrovare il grafismo delle opere eseguite nel secondo dopoguerra.

N°12

1972  (3 luglio) –   91 anni 

“ A 14 anni disegnavo come Raffaello, mi ci è voluta tutta la vita per disegnare come un bambino”.

Nel miscuglio di stili ossessivo degli ultimissimi anni, emerge in modo ossessivo un elemento: gli occhi. Lo sguardo è infatti la parte più viva del volto. Essendo la pittura l’arte visiva per eccellenza, ad essa è affidato il compito di comunicare l’inquietudine e la malinconia degli occhi, soprattutto in questi ultimi dipinti.

Picasso “guarda in faccia la morte”, senza più paura, poiché ha troppo amato la vita per temere ciò che egli sa essere, il suo naturale rovescio.

L’artista lavorò incessantemente fino al giorno della sua morte, avvenuta a Mougins in Francia, l’8 aprile del 1973.

Articolo di Sandra EMME

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