La seduzione del bello

Capolavori segreti tra ‘600 e ‘700

Giacomo Antonio Ceruti detto Il Pitochetto, L’incontro al pozzo, c.a. 1750

Nella signorile cornice del Museo Bagatti Valsecchi, fino al 12 marzo 2023, va in scena la mostra “La seduzione del bello. Capolavori segreti tra ‘600 e ‘700”, a cura del conservatore Antonio D’Amico e con la collaborazione di Maria Silvia Proni, curatrice della collezione Gastaldi Rotelli. Tale iniziativa è stata resa possibile grazie al patrocinio del Ministero della Cultura, il sostegno di Regione Lombardia,  del Comune di Milano e con il fondamentale contributo di GKSD Investment Holding. La rassegna presenta una cinquantina di dipinti appartenenti alla collezione Gastaldi Rotelli. La mostra si estende in tutte le sale del museo entrando in profondo e continuo dialogo con la raccolta permanente dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi.

Gilda Gastaldi e Giuseppe Rotelli

Le opere esposte sono alcuni quadri della preziosa collezione della coppia Gilda Castaldi e Giuseppe Rotelli. I coniugi, appassionati dell’arte seicentesca e settecentesca, alla fine del Novecento iniziano a collezionare importanti dipinti. La coppia partecipa a numerose aste e viaggia in tutto il mondo alla ricerca di preziose opere d’arte.

Oggi, per la prima volta, una cinquantina di opere di questa importante raccolta lasciano il loro luogo abituale per arricchire le sale della casa museo Bagatti Valsecchi, uno scrigno d’arte nel cuore di Milano voluto dai fratelli Fausto e Giuseppe. Il visitatore è invitato a scoprire e a ritrovare i numerosi dettagli che pongono le opere dei fratelli Bagatti Valsecchi in continuo dialogo con la collezione attualmente esposta.

Le tematiche toccano diversi settori che vanno dalle immagini bibliche e religiose a scene di vita quotidiana, dai paesaggi fino ai banchetti popolari. Anche gli artisti rispondono a nomi di rilievo della pittura italiana dell’epoca: da Giulio Cesare Procaccini a Tanzio da Varallo per poi passare attraverso il Todeschini e Bernardo Strozzi. Ogni stanza presenta un argomento diverso per esaltare l’ambiente che li ospita.

San Sebastiano e due angeli, Giulio Cesare Procaccini, 1620

La mostra

Nella prima sala, la sala dell’affresco, utilizzata dalla famiglia Bagatti Valsecchi come cappella privata, troviamo la tematica religiosa. Il Procaccini, uno dei maggiori artisti della scuola barocca lombarda, accoglie il visitatore con “San Sebastiano e due angeli”. Nell’opera viene messa in luce la bellezza del corpo del giovane soldato condannato a morte da Diocleziano. 

Concerto (due musici), Bernardo Strozzi, 1635-1640

Si prosegue sulla soave dolcezza delle note musicali: da un lato  il “Concerto” di Strozzi, dall’altro lato la “Vecchia che canta” del Todeschini. Da un lato due figure, un giovane e un anziano, che si preparano a suonare i loro strumenti musicali con un’espressione talmente vivace da creare un forte legame psicologico con il visitatore che ne rimane attratto, dall’altro una signora che canta e al centro la “Maddalena portata in cielo dagli angeli” che sembra lasciarsi andare, con una posa sensuale, in un trasporto musicale.

Ci accompagna poi, nel nostro percorso, sotto la volta celeste della biblioteca, un’opera del ligure Giovanni Battista Langetti “Figura con sfera armillare”, un antico strumento astronomico utilizzato e modificato nel corso dei secoli per spiegare le orbite dei corpi celesti.

Non potevano mancare scene mitologiche come il dipinto di Giulio Cesare Carpioni “Latona trasforma i contadini in rana”, episodio che si rifà alla vicenda narrata nelle metamorfosi di Ovidio. L’opera è posizionata sopra la vasca da bagno sulla quale si trova una ranocchia in marmo, chiaro esempio di come il visitatore sia continuamente sollecitato a guardare l’ambiente circostante.

Seguono scene di monaci e monache in preghiera o in attività quotidiane.

Curiose sono le opere collocate nella galleria della cupola in cui gli animali vengono antropomorfizzati.

E come dimenticare le scene amorose che come sempre danno sapore e colore alla vita di ogni giorno. Nell’intimità della casa ovvero nella camera da letto di Giuseppe e Carolina Borromeo, ecco “L’incontro al pozzo” del Pitocchetto: una scena intrigante, espressione di un amore sincero che crea un’atmosfera di complicità. L’osservatore viene rapito dalla purezza dei sentimenti dei due giovani che, in un affascinante gioco sensuale, ci regalano istanti magici.

Il Colosseo e l’Arco di Costantino, Antonio Joli, 1744

Scampoli di paesaggi come la veduta del Colosseo e l’Arco di Costantino aprono lo spazio chiuso del museo a vedute totalmente insolite. 

Sacra Famiglia, Carlo Francesco Nuvolone, 1640-1650

Uno spazio è dedicato al misticismo del Natale e alla dolcezza della Sacra Famiglia facendoci entrare nell’atmosfera natalizia, da sempre e per tutti il momento più atteso e affascinante dell’anno.

Un appuntamento da non perdere alla ricerca dell’idea del bello nascosta dietro scene di vita quotidiana realizzate dalle meticolose mani di artisti lombardi e veneti. Una mostra da visitare prestando la massima attenzione per poter cogliere quei giochi di sguardi che seducono le nostre menti. Occhi pronti a vivere momenti di illusioni per racchiudere in sé quella magia che solo la potenza del bello può farci sperimentare.

La mostra è visitabile fino al 12 marzo 2023 presso il Museo Bagatti Valsecchi di Milano, via Gesù 5, da mercoledì a domenica.

La seduzione del bello. Capolavori segreti tra ‘600 e ‘700

Orari: Mercoledì: 13-20;

giovedì e venerdì: 13-17.45;

sabato e domenica: 10-17.45.

Lunedì e martedì chiuso

Articolo di Canti Franca

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